Il borsino di Novara - Pisa

Giovedì, 6 Dicembre 2018

Finisce in quel di Novara l’avventura di Coppa Italia del Pisa. Una favola senza lieto fine per una squadra che, al netto degli enormi limiti in difesa, avrebbe meritato il palcoscenico dell’Olimpico contro la Lazio, ma un pizzico di cattiva sorte e qualche decisione arbitrale, diciamo così controversa, hanno allungato la serie no della squadra di D’Angelo che comunque a livello di gioco ha mostrato miglioramenti da tenere in considerazione.

COSA FUNZIONA Con il modulo visto al Porta Elisa contro la Lucchese il Pisa sembra decisamente più a suo agio. Di Quinzio nel ruolo di trequartista che svaria da destra a sinistra, oltre a sembrare a suo agio, accorcia notevolmente la distanza fra centrocampo e attacco rendendo più fluida la manovra. Soprattutto nel primo tempo il Pisa ha prodotto una quantità di cross come non si era mai visto e questo lascia ben sperare per il futuro.

Anche l’approccio mentale alla partita è stato positivo fin dal calcio d’inizio, c’è da augurarsi di vedere questa mentalità anche in campionato, a cominciare dalla partita di domenica prossima contro la Juventus U23.

COSA NON FUNZIONA Inutile girarci tanto intorno: La difesa fa acqua da tutte le parti. Non è un problema di reparti, di centrocampo che non fa filtro perché i goal subiti sono figli di diagonali sbagliate o di errori, gravi, di posizione. Il problema sta negli uomini. Brignani non è quello di inizio stagione, ma del resto non si poteva pretendere di mettere sulle spalle di un ragazzino il peso di un intero reparto, Masi stenta a trovare la condizione dopo anni passati a giocare con il contagocce, Buschiazzo e Meroni mostrano discontinuità ed i black out si pagano a caro prezzo e Liotti non è un centrale di ruolo.
Quattro a Carrara (e potevano essere di più), uno con l’Olbia e con l’Albissola, tre a Novara (con Peralta che non segnava da Pisa-Maceratese, playoff 2015-2016), nove reti subite in quattro partite sono decisamente troppe. Il nodo del mancato investimento nel reparto arretrato durante il mercato estivo arriva paurosamente al pettine, fra meno di un mese aprirà la sessione invernale del calciomercato è urgente porre rimedio a questa carenza magari andando a riempire almeno una delle caselle “over” rimaste vuote. Fino all’inizio delle trattative ci sono però ben cinque partite, una pezza va messa e potrebbe essere l’arretramento di De Vitis come visto in precampionato: il giocatore ha senso della posizione, esperienza per guidare i compagni più giovani e piedi buoni per impostare da regista arretrato: l’emergenza spesso va affrontata con soluzioni tampone, in attesa di quelle definitive, e quella De Vitis, che, sia chiaro, resta un centrocampista, può essere il rimedio che fa al caso del Pisa tanto più che Buschiazzo, uscito in barella, potrebbe non essere disponibile per la trasferta di Alessandria contro i giovani bianconeri.

DA RIVEDERE Resta nel complesso una buona prestazione quella del Pisa a Novara, che avrebbe meritato un risultato diverso. Ci auguriamo che possa essere un punto di svolta anche in campionato dove invece le ultime prestazioni, a livello mentale e di gioco, non avevano pienamente convinto. Per avere delle risposte non c’è da aspettare molto: domenica si trona in campo e sarà la prima partita di un trittico decisivo: tre partite in sette giorni che potrebbero essere decisive anche per l’allenatore che suo malgrado potrebbe pagare per colpe non sue, ma si sa, nel calcio spesso funziona così.

massimo.corsini