Il borsino di Siena - Pisa

Giovedì, 8 Novembre 2018

Terza trasferta di fila e seconda sconfitta consecutiva per il Pisa che torna a mani vuote dalla trasferta di Siena al termine di una partita nella quale nessuna delle due squadre ha fatto più di tanto per vincere, ma che il Pisa ha male interpretato a livello di approccio e di intensità.

COSA FUNZIONA Poco o niente ha funzionato nella serata umida di Siena. Per salvare qualcosa di questa partita bisogna realmente spaccare il capello in quattro: la solita prestazione di Gori, il rientro a tempo pieno di De Vitis e un Di Quinzio che una volta messo in campo è stato l’ultimo ad alzare bandiera bianca. Finisce davvero qua il buono del Pisa visto sul campo del Franchi.

COSA NON FUNZIONA A scoraggiare è la prestazione monocorde della squadra. Se a Chiavari dopo il goal a freddo c’era stata una immediata reazione, finita contro il granitico muro avversario, ieri sera il Pisa non è sembrato scuotersi di fronte a nessun evento visto in campo e di campanelli di allarme ce ne sono stati non pochi, soprattutto nel primo tempo. A tratti si è rivisto il Pisa svogliato, anzi per usare un termine forte che renda meglio l’idea, un Pisa “scoglionato” visto troppe volte nella passata stagione. Anche le interviste del dopo gara, almeno a chi scrive, hanno lasciato questa impressione negativa. Mancando rabbia e cattiveria agonistica tutto il resto passa in secondo piano, perché è inutile star qui a ragionare di moduli e di posizione dei giocatori in campo se manca quella volta di spaccare il mondo che una squadra, almeno in serie C deve avere come bene primario.

DA RIVEDERE Giocare ogni tre giorni porta con se dei pro e dei contro: dal punto di vista mentale è positivo perché non c’è il tempo materiale di piangere sul latte versato e la possibilità di riscatto è immediata, dal punto di vista fisico è deleterio perché diventa sempre più difficile recuperare la fatica ma soprattutto gli infortuni. Il Pisa fra 72 ore è atteso dal derby contro la Lucchese. I rossoneri, secondi in classifica senza penalizzazione, questo è bene ricordarlo, aspettano il Pisa con il sangue agli occhi, per loro è la partita dell’anno e un Pisa in versione gattino bagnato uscirebbe a pezzi da questa partita. Serve il Pisa visto in estate, serve un Pisa agonisticamente cattivo, che getti il cuore oltre l’ostacolo, un ostacolo ancora più alto in virtù delle assenze sicure di Moscardelli e Liotti e con un Masucci in forte dubbio. Il rischio di ripetere la figuraccia dell’aprile scorso contro il Livorno è dietro l’angolo, che quella partita sia servita da lezione e l’ambiente stavolta non consideri questa gara una come tutte le altre, non lo è: la Lucchese aspetta il Pisa e il Pisa deve arrivare in trance agonistica a questa partita, è l’unico modo per far valere il maggior tasso tecnico che pende decisamente dalla parte dei nerazzurri. Una terza sconfitta, specialmente in questa partita, sarebbe inaccettabile agli occhi di una tifoseria sempre meno paziente e che oltre a VAS e PEF e sigle varie legate alla riqualificazione della nuova Arena, vorrebbe anche avere qualche soddisfazione sul prato verde che non dimentichiamolo è elemento primario del gioco del calcio.

massimo.corsini