La Cascina solidale non si ferma

San Giorgio
Sabato, 5 Novembre 2016

La prossima domenica 13 novembre presso il Campo di San Giorgio di Cascina, a partire dalle 8:30, si svolgerà un torneo di “calcetto solidale”, a seguire il pranzo che svolgerà presso il Circolo ARCI SLAP di San Lorenzo a Pagnatico. Il ricavato sarà utilizzato per la realizzazione di un orto solidale di volontariato multietnico a San Giorgio.

Una iniziativa che vogliamo mettere in evidenza per dimostrare come non tutti i cascinesi sono infatuati dalle loro “pance” e sono una netta minoranza gaudente nel farsi solleticare da false parole, spesso pronunciate da chi non ha in alcun interesse il benessere dei propri cittadini ma solamente il personale tornaconto elettorale.

Negare la richiesta di “gesti umani” a chi protende le mani in cerca di aiuto è una delle più brutali cattiverie che si possano fare. Continuare a far credere che esista un “noi” e un “loro” da mettere contro ha solo il sapore della brutalità umana.

Su usano, senza caprile, anche le parole di Papa Francesco per tentare di giustificare le proprie scellerate azioni, e lo si fa con ignoranza, nel senso che proprio non si è capito nulla delle affermazioni di Bergoglio.

Per di più raccontando falsità come quella sul risparmio di soldi pubblici comunali che saranno utilizzati per le emergenze “italiane”.

Ciò che maggiormente mi rammarica non sono i puerili tornaconti elettorali (visto che fare la Sindaca a Cascina non le interessa) ma i tanti “mi piace” sotto ai suoi post, e veramente sono tanti, mi rammaricano i danni che le scelte sbagliate, il mai sopito orgoglio dell’ex Sindaco Antonelli stanno facendo ad una città che non si merita questa deriva ottusa e retrograda.

Arriveranno sicuramente i commenti del tipo “prendili a casa tua”, “ma quanto ci lucrate”, “vengono per sfruttare i nostri soldi”. Intanto l’Arci (di cui siamo orgogliosi di farne parte) è costituito quasi esclusivamente da volontari, soci volontari, giovani che svolgono il servizio civile, ed è costituito da Circoli, non hanno la forma di cooperativa e chi viene pagato per aiutare il prossimo lo fa senza pensare ad accumulare danaro in qualche conto bancario panamense o investendolo in “diamanti in Kenia”.

Certo che il fenomeno della immigrazione è una questione di difficile soluzione ma soprattutto gestione, personalmente non faccio distinzione tra profughi e migranti, per me sono tutte persone che cercano una speranza di vita. Se poi qualcuno di loro ne approfitta, racconta falsità sul suo stato, commette reati, nessuno sconto, rispedito a casa propria con la coda tra le gambe e lo scherno dei familiari e conoscenti. Ma vogliamo ancora una volta ricordare che durante i governi nazionali con la Lega alle redini del comando i finanziamenti alla cooperazione internazionale sono stati praticamente cancellati, ma non sono quelli della frase “aiutiamoli a casa loro”, forse volevano dire “crepate a casa vostra”.

luca.doni