La Sindaca di Cascina dice no alle Unioni Civili

Cascina
Lunedì, 8 Agosto 2016

Questa mattina abbiamo pubblicato il comunicato stampa di Cascini@amo in relazione alle dichiarazioni della Sindaca S. Ceccardi sulle unioni civili, solo alle ore 14:16 è giunto in redazione il comunicato ufficiale relativo alle affermazioni della Prima Cittadina cascinese, a cui la Lista Civica di Cascina faceva riferimento, ci scusiamo se prima è giunta la risposta ad un comunicato che a noi è stato "recapitato" solo nel primo pomeriggio, per dovere di cronaca riportiamo la nota della Sindaca integralmente

 

Non mi piacciono, e non mi sono mai piaciute, le invasioni di campo da parte dello Stato nella vita privata, in questo caso affettiva e sessuale. Di solito sono tentativi di cambiare il costume e le convinzioni personali, con metodologie estremamente illiberale. In questo Paese esiste l'istituto matrimoniale, funzionale a regolare e tutelare innanzitutto i diritti dei bambini, direttamente o indirettamente attraverso l'individuazione del contesto in cui il bambino ha da nascere e crescere. Contesto che, riconosciuto, può quindi essere favorito e tutelato anche attraverso specifiche e conseguenti politiche di favore fiscale, considerando che la generazione e l'educazione dei figli è un bene erogato dalla famiglia di cui gode l'intera società, per il qual motivo è ragionevole che lo Stato corrisponda attraverso una minore imposizione fiscale. Al di fuori di questo particolare contesto naturale, che ha rilevanza pubblica e deve quindi essere individuabile per le erogazioni e le tutele dette, ogni cittadino è padrone dell'esercizio dei propri diritti individuali. Credo quindi che, una volta individuati i diritti che si ritiene un soggetto debba poter esercitare, quei diritti gli vadano riconosciuti in quanto individuo, attraverso il Codice Civile, senza costringerlo a mettere per iscritto con chi va a letto per poterli esercitare. La pensione uno la lasci a chi gli pare, l'assistenza carceraria e sanitaria uno la gestisca con chi gli pare, uno deleghi chi vuole a decidere per lui in caso di morte sulla donazione degli organi. Non serve un nuovo istituto giuridico di coppia, siano regolati come diritti dell'individuo. Questo Stato guardone, tutto sommato moralista mentre gioca a fare il libertino LGBT, che pretende di conoscere preventivamente la vita privata delle persone per decidere quali diritti riconoscere loro, è una vergognosa violazione del diritto di natura, secondo quello statalismo collettivista che la sinistra ha sempre supportato e mai abbandonerà. Si riconoscano le coppie eterosessuali che si impegnano agli oneri matrimoniali, in particolare in relazione alla generazione ed educazione dei figli: tanto dai, tanto ricevi. Per il resto, ognuno è individuo e gli si devono riconoscere i conseguenti diritti: il registrucolo degli amanti omosessuali è un'invasione di campo che ha ragioni di progettualità ideologica, in vista del mutamento del concetto di famiglia e dell'aberrante adozione al di fuori dal contesto della famiglia naturale, contro cui anche gli omosessuali dovrebbero indignarsi. Alcuni vorrebbero un Sindaco semplicemente esecutore delle volontà dello Stato: ci dispiace per chi concepisce l'amministrazione di un Comune in modo così servile: a noi invece lo Stato piace poco e, laddove legalmente possibile, agiamo e agiremo in autonomia e indipendenza. Il team di legali messosi gratuitamente a disposizione per studiare soluzioni e possibilità sta lavorando per difendere quanto più possibile il diritto all'obiezione di coscienza. Cascina e i cascinesi meritano di più che l'esecuzione delle volontà di questo Stato patrigno.

Susanna Ceccardi, Sindaco di Cascina 

luca.doni