muri e ponti

Martedì, 2 Aprile, 2019 - 18:15

 

Era il 1974 o forse già il 1975 ed era la mia volta a New York. O forse no, forse stavo sognando la mia prima volta a New Yok. In ogni caso stavo camminando lungo l’Ottava Strada quando vidi uscire da una via laterale due giovani che malgrado, o forse proprio per quello, il loro strano abbigliamento mi parve di riconoscere. Li vidi sporgersi sul marciapede e chiamare un taxi e lui era John Lennon, lei Yoko Ono. Erano molto giovani e anche molto felici e allora mi ricordai che dopo un anno di separazione, durante il quale John aveva cercato di riempire il vuoto della mancanza di Yoko con tanto, troppo alcol, erano tornati insieme. Era il 1974 o forse già il 1975 e John Lennon aveva ripreso a scrivere e a comporre e l’album che aveva appena inciso, dopo averne parlato con Yoko, con cui aveva continuato comunque a parlare, tutti i giorni, da Los Angeles a New York, dopo aver ricordato insieme la stagione del loro impegno contro la guerra e per i diritti civili e la gioia di esserci stati fianco a fianco e la tristezza che ne era seguita, a causa della loro lontananza, dopo tutto questo John aveva deciso il titolo da dare al nuovo album, pur sapendo che sarebbe stato giudicato come intimista, e il titolo era Walls and Bridges.

Muri e Ponti.

Rammento di essermi chiesto, forse in quel sogno, o forse dopo, il perché di quel titolo, Muri e Ponti. Ma ora lo so. Sto scrivendo questa nota per PuntoRadio e sono sveglissimo e so che quel titolo è così attuale da farmi pensare che sia stato voluto per ricordarci di quanto sia giusto battersi per un mondo senza più muri e con sempre più ponti. Qui, oggi. E se ci capita di sognare che sia questo il sogno. Gli altri lasciamoli a chi ne ha paura, come fossero incubi.

Athos Bigongiali
Con la collaborazione di John Lennon e di Yoko Ono.