Olio del Monte Pisano: qualità e quantità, ma i postumi dell'incendio si fanno sentire

PISA e Provincia
Giovedì, 11 Ottobre 2018

In anticipo sui tempi la raccolta e la frangitura delle olive del Monte Pisano è ormai iniziata da almeno una decina di giorni.

Nelle scorse ore siamo stati in visita in due frantoi del comune di Vicopisano, entrambi già attivi e pronti a ricevere i clienti, ma con animi e speranze differenti.

Da una parte, l'Antico Frantoio Toscano del Rio Grifone di Vicopisano, quello rilanciato dal compianto Nicola Bovoli, si prepara ad una stagione eccellente sia per quantità che qualità dell'olio extravergine di oliva prodotto.

Dall'altra, il frantoio della Cooperativa Oleificio dei Monti Pisani di Caprona,   punto di riferimento delle aziende agricole del versante calcesano del Monte Pisano, è già certo di subire le nefaste conseguenze dell'incendio.

Nel video allegato qua sotto e girato presso il frantoio di Vicopisano, abbiamo registrato le diverse fasi della frangitura delle olive. Alla fine della lavorazione completamente meccanizzata, quello che si ottiene è l'oro del Monte Pisano, ovvero, l'olio extra-vergine d'oliva. In coda al video anche la bella e interessante intervista raccolta in compagnia di Marco Tozzini, responsabile della struttuta vicarese.

A Vicopisano, come per ogni inizio di frangitura, si festeggia. Completamente diverso, invece, è il clima che si respira a Caprona: non tanto per la qualità del prodotto finito (a detta di tutte le previsioni uno dei migliori degli ultimi anni), quanto più per le conseguenze dell'incendio divampato proprio sopra a Calci.

"Abbiamo iniziato la lavorazione delle olive lo scorso 8 ottobre - spiegano dal Frantoio Sociale di Caprona - un po' in ritardo rispetto alle attese, sia per l'incendio che per la siccità".

Al momento, infatti, il lungo periodo di siccità in coda all'estate, ha lasciato sulle piante delle belle olive mature senza punture della mosca olearia, ma prive dell'acqua necessaria a garantire la qualità dell'olio extra-vergine.

"Un'oliva con poca acqua - continuano dal frantoio di Caprona - comporta una resa migliore, ma anche il rischio che l'olio sappia di legno, ovvero, che sia reso peggiore dalle note provenienti dal nocciolo dell'oliva".

Al Frantoio di Caprona l'affluenza resta buona, anche se i conti si dovranno fare solo alla fine della frangitura.

"Noi frangiamo anche tutte le olive che arrivano dal piano - proseguono - in anticipo e meno secche di quelle del monte. Lavoriamo molto, è vero, ma le previsioni del 2018 erano davvero eccezionali. Alla fine ci mancheranno tutte le olive andate distrutte nel rogo scoppiato a Calci e Montemagno".

A Caprona i conti non tornano, anche perché, a fronte delle nuove macchine per la frangitura installate nel 2016 (leggi anche: Stagione dell'olio al via. Il frantoio di Caprona ha investito 160 mila euro in una nuova macchina per la frangitura) , la Cooperativa non aveva ancora variato i prezzi, pensando di potere ritoccare le tariffe al rialzo proprio nel 2018.

"Da questa stagione avevamo messo in conto di iniziare a ripagare lo sforzo economico fatto per i nuovi macchinari. Come Frantoio stiamo dando il massimo, andando incontro alle esigenze dei clienti con l'obiettivo di non perdere neppure un chilogrammo di olive".

A Caprona la stagione delle olive del 2018 si affronta ancora con le fiamme negli occhi.

"Vi racconto due storie diverse ma molto simili. Nella prima si parla delle circa 5mila piante di olivo della Copperativa Agrituristica, nella seconda, di altre 1000 piante, sempre in località Cecchetto e San Bernardo. Il fuoco, in quella parte di Calci, ha fatto dei danni enormi e alla fine si fa presto anche a fare i conti. Una pianta adulta e tenuta a dovere, a cose normali produce minimo 20 Kg di olive. Se moltiplichiamo quel numero per le piante andate distrutte possiamo conoscere il numero reale delle olive perse in quella zona. Il Frantoio di Caprona, alla fine, considerando solo una piccola parte del territorio incendiato, frangerà circa 150 quintali in meno di olive rispetto al previsto".

carlo.palotti