PALIO DI BUTI: GLI ESAMI ANTIDOPING SUI SETTE CAVALLI IN GARA LO SCORSO 17 GENNAIO SONO TUTTI NEGATIVI

Cronaca
Buti
Giovedì, 4 Febbraio 2016

Un risultato che i butesi, e tutti gli amanti di manifestazioni storico/sportive con loro, aspettavano con trepidazione.

"Gli esami antidoping effettuati sui campioni ematici dei cavalli partecipanti al Palio di Buti presso il laboratorio di Tossicologia Forense Veterinaria dell’Unirelab di Settimo Milanese sono risultati tutti negativi" si legge nello scarno comunicato diffuso dalla associazione "Palio delle Contrade" di Buti.

Il presidente del seggio Lorenzo Caturegli sceglie “Cascina Notizie” per parlare per la prima volta dai giorni immediatamente successivi al "fattaccio", da quando cioè uno dei cavalli in gara - Golden Down, portacolori della contrada San Rocco - nel corso della terza batteria del Palio di Sant'Antonio stramazzò al suolo a pochi metri dall'arrivo.

“Ho già avuto modo di dire che di questa terribile esperienza mi resterà impresso a lungo il silenzio che calò su Buti d'improvviso – dice Caturegli - Laddove si potevano udire solo urla di vittoria o di sconfitta, cori gioiosi e simpatici sfottò tra contradaioli delle opposte fazioni, c'era spazio solo per un attonito dolore, per un agghiacciante silenzio che ancora mi rimbomba nelle orecchie”.

Il giorno successivo e quelli seguenti furono in tanti gli animalisti che non esitarono a scagliarsi contro “certe manifestazioni lesive della salute e del decoro degli animali”, ma Caturegli (e con lui i suoi collabiratori più stretti e l'intera popolazione di Buti) non hanno minimamente vacillato: “Abbiamo voluto affidare l'esame antidoping alla struttura di Settimo Milanese proprio per fugare ogni dubbio – confida – I medici lombardi godono di fama e professionalità incondizionata, questi risultati sono la conferma di ciò che, in cuor nostro, sapevamo fin dall'inizio di quesa brutta storia”.

GOLDEN DOWN NON ERA DROGATO. E con lui nessuno degli altri sei attori della corsa butese.

“E questo è già un “bel risultato”, anche se suona strano usare certe espressioni in occasione della morte di qualcuno, animale o essere umano che sia... - prosegue – Le cause specifiche della morte del cavallo, i motivi che hanno causato l'emorragia fatale potranno essere accertati solo con i risultati dell'autopsia, per la quale abbiamo incaticato la Clinica Veterinaria dell'Università di Perugia e che saranno resi pubblici solo quando la magistratura (che ha aperto un procedimento penale contro ignoti, ndr) lo disporrà. Parlando da semplice “appassionato” di cavalli e di ippica, posso dire soltanto che se nessun fattore esterno e illegale è stato riscontrato, nello specifico la somministrazione di sostanze dopanti, non saprei immaginare alro motivo se non quello delle cause naturali e assolutamente accidentali”. Intanto, sui social network, i post e i tweet degli “aficionados” del Palio di Buti (o di Bientina, di Siena, Fucecchio o di qualunque altra località si organizzi una corsa di cavalli “su strada”) impazzano. Con meno distacco e più veracità rispetto alle parole usate dal presidente Caturegli si rinfaccia ai paladini della dignità dei cavalli di aver a suo tempo “sparato a zero” su una manifestazione della quale non conoscono nulla, di aver tratto delle conclusioni affrettate non conoscendo la puntigliosità con la quale a Buti ci si prepara al “grande giorno”. Le visite sui cavalli a Buti sono rigorosissime, le regole ferree, il percorso di gara viene messo in sicurezza con cura maniacale... Lo dimostra il fatto che, proprio in occasione della corsa del 17 gennaio scorso, il cavallo scelto per gareggiare dalla contrada di San Nicolao non superò le visite mediche per un “problemino” di natura ortopedica ad un'articolazione, fu sosituito e nessuno ebbe a che ridire sulla rigidità dei veterinari incaricati. E quando il povero Golden Down stramazzò a centro pista, lanciato ad una velocità di quasi 70 km/h., andando a sbattere contro le protezioni in plastica antiurto disposte lungo gli 800 metri del tracciato, nessuno tra le migliaia di spettatori si è fatto male, si è ferito o peggio ancora...Hanno dunque motivo di essere le vibrate proteste di chi chiede a gran voce che si spera che le denunce annunciate partano al più presto e che vadano a buon fine” ? Di coloro che pretendono che “siano ripagati i danni all'immagine di Buti come paese” ? Addirittura c'è chi pretende “il pagamento dei danni morali e materiali all'immagine del Seggio, i danni morali a tutti noi butesi che amiamo i cavalli e gli animali molto più dello spettacolo sportivo che mettono in pista. E che qualcuno si preoccupi di far chiudere o oscurare quei siti e gruppi su internet che infangano il nostro palio”.

 

 

 

foto

1 golden down durante la corsa

2 golden down alle visite mediche

3 Lorenzo Caturegli 

massimo.corsini