Ripoli: l'associazione Looking4 ha inaugurato la biblioteca sociale.

Ripoli
Domenica, 18 Dicembre 2016

RIPOLI. Ha inaugurato questo pomeriggio la biblioteca sociale di Ripoli, un’idea creata e promossa dall’associazione Looking4 ( su cui siamo già intervenuti in altri articoli nei mesi scorsi), che dal 2015 si impegna sul fronte della promozione sociale, delle attività artistico/culturali, della valorizzazione dei contesti di sviluppo, cooperazione, dei diritti sociali e  della solidarietà non solo sul nostro territorio, ma anche all’estero. Lavorano infatti anche in Algeria, per la precisione nel Comune di Laguera, nella tendopoli di Auserd e nei campi profughi della Repubblica Araba Saharawi Democratica.

Dopo il progetto della biblioteca itinerante, grazie allo spazio fornito dal circolo ARCI di Ripoli, è stato possibile creare un luogo di ritrovo, una “casa per i libri”, dove i bambini possono avere attività ricreative e i ragazzi e gli adulti trovare un luogo accogliente in cui studiare e, perché no, leggere e prendere in prestito alcuni dei tanti volumi donati liberamente. Dal 20 ottobre, data del precedente intervento (http://cascinanotizie.it/pi%C3%B9-libri-pi%C3%B9-liberi-la-biblioteca-sociale-di-ripoli) sono passati dalle 600 unità a ben oltre il migliaio e le donazioni non si fermano.

Oggi finalmente è stata ufficializzata la sua apertura e oltre ai membri dell’associazione, continuo era l’arrivare delle persone, molti i bambini che  hanno potuto ascoltare letture animate e gustarsi una bella merenda in compagnia.
La biblioteca sociale si trova a Ripoli, una zona molto periferica del Comune di Cascina, nell’ansa dell’Arno e sarà aperta tutti i mercoledì dalle 14.30 alle 19.30, presso il circolo ARCI. Questa iniziativa dimostra che accendere in questi piccoli borghi delle nostre frazioni delle piccole luci può essere un primo passo per illuminare la strada: lavorare con i bambini e i ragazzi ( ma anche con gli adulti, non è affatto detto che non necessitino di educazione), educarli alla cittadinanza e al rispetto reciproco è creare fondamenta solide, fare sì che anche ai margini si possa avere la stesse possibilità di chi sta al centro.

Il sarto che venne dalla Nigeria
Abdualafeez Ade Bayor ha vent’anni, un sorriso enorme e degli occhi intelligenti. È venuto via dalla Nigeria, con la certezza di cosa si lasciava alle spalle e  l’incognita di ciò che avrebbe potuto trovare sul suo lungo cammino. Finché non è arrivato in Italia, nel luglio di quest’anno quasi finito, per la precisione alla Tinaia, il tanto discusso centro d’accoglienza situato nel territorio del nostro Comune. Qui, oltre ad essere il portiere della squadra di calcio, ascolta Hip Pop in due cuffie enormi. Ma non se ne sta assolutamente con le mani in mani, tutt’altro: è un bravissimo sarto, ha il fascino della precisione. Rammenda gli abiti degli altri ospiti della Tinaia e questo pomeriggio al mercatino solidale presente all’inaugurazione esponeva orgoglioso le sue creazioni, delle borse ricamate con i colori esoticamente vivaci del suo luogo d’origine, l’Africa. Ora sta imparando l’italiano molto velocemente e vuole rimanere a lavorare e vivere qui.

Un altro obiettivo di Looking4 , con il progetto "Non Solo Numeri", di cui anche Abe Bayor fa parte, è dare la possibilità ad altri ragazzi e ragazze di trovare la propria strada e potersi inserire, una volta fatti propri i nostri codici e valori, nella nostra società.

jacopo.artigiani