verso la felicità

Sabato, 4 Maggio, 2019 - 15:45

 

Ah felicità, con quale treno della notte viaggerai, è stata questa stupenda canzone di Lucio Dalla a farmi tornare in mente le parole della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, quelle in cui si afferma il diritto di tutti gli uomini alla felicità.

Non era mai successo prima di quel 1786 e come hanno poi ricordato vari presidenti americani, tra cui John F. Kennedy e Barack Obama, a ispirare quelle parole fu un italiano, e più precisamente un toscano, Filippo Mazzei, che a sua volta ne fu ispirato dalla lettura del filosofo illuminista Gaetano Filangieri.

Era, il Mazzei, un giovane e coltissimo medico di idee liberali quando conobbe in Virginia, dove si era stabilito, Thomas Jefferson, divenendone amico intimo e consigliere e partecipando al suo fianco alla vittoriosa guerra d’Indipendenza. Ma per il Mazzei la ricerca del diritto alla felicità non finì qui. Spinto dai suoi ideali tornò in Europa, dove sostenne, a Parigi, le ragioni dei rivoluzionari e a Varsavia i tentativi riformatori dell’illuminato re Stanislao.

Molte furono le personalità della cultura che si giovarono dei suoi consigli e della sua capacità di vedere lontano, oltre i confini del nazionalismo, e in questo lontano intravedere una futura società libera, solidale e egualitaria.

Godé, il Mazzei, di meritata fama e forse, sia negli Stati Uniti d’America che in Europa, egli ebbe l’impressione di aver raggiunto la felicità per cui si era tanto battuto.

Forse fu così anche a Pisa, dove trascorse venti anni, si sposò, ebbe una figlia e infine, vecchissimo, morì.

La sua tomba si trova nel Cimitero Suburbano, di qua dalla statale Aurelia, la strada parallela alla ferrovia su cui passa il treno che nessuno dovrebbe scordarsi di poter raggiungere, il treno senza più scompartimenti divisori del comune viaggio verso la felicità.

Athos Bigongiali

Pisa e dintorni, Maggio 2019