È venerdì: tutti fermi, gioca il Pisa!

Sport
PISA e Provincia
Domenica, 18 Gennaio 2026

Quando i numeri fanno rumore; tra spezzatini e prime time, il calendario sotto la lente. Dalle cinque partite di venerdì del Pisa agli zeri di altre squadre: coincidenze o scelte?

La definizione di giorni e orari relativi alla 23ª e alla 24ª giornata del campionato di Serie A, con il Pisa chiamato per la quinta volta a scendere in campo di venerdì, ci ha offerto lo spunto per un’analisi più approfondita sull’assegnazione dei giorni della settimana – e degli orari – alle varie squadre. Un’analisi dalla quale emergono numeri interessanti e, di conseguenza, domande legittime. Perché queste differenze così marcate? Si tratta semplicemente di esigenze televisive e di sponsorizzazione oppure esistono altri criteri, meno evidenti, che influenzano la costruzione del calendario?

Nelle tabelle allegate sono riportati i giorni e gli orari delle prime 24 giornate di campionato (ad eccezione di Milan-Como, rinviata a data da destinarsi, ndr). Numeri alla mano, ognuno può farsi la propria idea. Una cosa, però, appare piuttosto chiara: le disparità sono evidenti. Il primo dato che balza all’occhio riguarda proprio il Pisa. La squadra nerazzurra si appresta a disputare la quinta partita di venerdì, un numero che colpisce se confrontato con quello di altre squadre: ben otto club, infatti, non sono mai stati chiamati a giocare in questo giorno della settimana.

Allargando lo sguardo, emerge un’ulteriore differenza significativa. Il Pisa ha disputato 14 gare su 24 tra sabato e domenica; la Fiorentina, invece, arriva addirittura a 22 partite nel weekend, con sole due apparizioni in altri giorni (entrambe di mercoledì). Una concentrazione che difficilmente passa inosservata. All’estremo opposto troviamo il Como, che rappresenta il caso forse più emblematico: è l’unica squadra del campionato, finora, ad essere scesa in campo in tutti i giorni della settimana, incarnando più di ogni altra il concetto di “spezzatino” televisivo.

Le anomalie non finiscono qui e riguardano anche gli orari. Il Milan, ad esempio, ha giocato – o giocherà – 20 volte su 23 alle 20:45, un dato impressionante per continuità. Il Pisa, dal canto suo, ha disputato 23 partite su 24 alle 15:00 o alle 20:45, senza mai essere programmato alle 18:00 o alle 18:30; una particolarità che condivide proprio con il Milan. Da segnalare anche il caso del Parma, sceso in campo cinque volte alle 12:30, più di chiunque altro. Numeri, semplici numeri. Ma quando certe ricorrenze diventano così nette, è inevitabile tornare alla domanda iniziale: “perché tali difformità?” Sarebbe interessante conoscere i criteri che portano alla calendarizzazione delle partite, fermo restando che chi affronta le coppe europee ha vincoli di calendario più stringenti rispetto ad altri.


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luca.barboni