“Drastica riduzione del finanziamento ministeriale”. L’Università di Pisa introduce le quote su Google Drive

Cronaca
PISA e Provincia
Giovedì, 20 Marzo 2025

Studenti invitati ad eliminare file, materiale e tutti i Google Drive condivisi e creati. Pena, dopo 60 giorni, l’eliminazione definitiva. L'Ateneo: "Meno fondi, più attenzione agli sprechi con un occhio all'ecologia"

Con l’arrivo della primavera, gli studenti dell’Università di Pisa si trovano a dover far fronte al ridimensionamento di un servizio ormai essenziale.

Da venerdì 21 marzo, infatti, l'Università di Pisa ridurrà il servizio Cloud in dote, fino ad ora, agli studenti.

Questa decisione, comunicata alle matricole dell'Ateneo pisano con una mail, è derivata da una "drastica riduzione del finanziamento ministeriale" che a cascata ha "avuto un impatto anche sui servizi erogati dal Sistema Informatico di Ateneo".

Dal 21 marzo, quindi, l'Università di Pisa applicherà le nuove quote definite nelle "Linee guida quote Cloud", approvate dagli Organi di governo dell'Ateneo.

Per tali ragioni, gli studenti sono stati invitati ad eliminare file e contenuti salvati su Drive (la nuvola di Google data in dote alle diverse facoltà e agli immatricolati), superiori alla "quota prevista di 20GB". E a "rimuovere tutti i Google Drive condivisi e creati".

Un’operazione da eseguirsi il prima possibile. Pena, dopo 60 giorni dalla notifica inviata dall’Ateneo, la cancellazione definitiva dei contenuti.

L’intera vicenda ha scatenato le reazioni del corpo studentesco, da anni abituato a condividere ed usufruire del materiale “appoggiato” in Rete.

Sull'argomento abbiamo ascoltato Giuseppe Anastasi, delegato del Rettore per la transizione digitale.

"Abbiamo ricevuto - spiega - il 30% circa di fondi in meno (si è passati dai 6,7 ai 4,6 milioni di euro ndr). La politica di Google, poi, è cambiata e ci siamo trovati a dovere ridurre lo spazio Drive dedicato all'Ateneo (da 600 TB a 100 TB ndr)".

L'Università di Pisa ha dovuto introdurre le quote. "Sì - continua Anastasi - che valgono per tutti, non solo per gli studenti. Ci eravamo abituati a pensare lo spazio Cloud come qualcosa d'infinito, ma non è così. In totale, sono circa 50 mila le persone che lo utilizzano e senza le quote, i costi sarebbero lievitati ulteriormente".

Meno soldi, sempre più spazio utilizzato. Il servizio, così com'era, non poteva durare. "Lo spazio è invece finito - dice ancora Giuseppe Anastasi - dobbiamo prenderne atto. L'utilizzo dei Cloud, oltretutto, non ha solo un costo economico, ma anche ecologico. Basti considerare che ogni GB salvato in Rete, può richiedere da 1 a 10 Kwh per anno. Costi e consumi di energia, che saranno ridotti dall'introduzione delle quote Google Drive, per il bene delle casse Unipi e dell'ambiente".

 


Questa la mail inviata agli studenti lo scorso 7 gennaio.

Introduzione quote su Google Drive

Gentile studente,

la drastica riduzione del finanziamento ministeriale ha avuto un impatto anche sui servizi erogati dal Sistema Informatico di Ateneo.
Purtroppo, non possiamo mantenere l'attuale livello di servizio per ciò che concerne Google Drive.

A partire dal 21 marzo p.v. saranno applicate le nuove quote definite nelle "Linee guida quote Cloud" recentemente approvate dagli Organi di governo dell'Ateneo.

Le chiediamo pertanto di provvedere a rimuovere eventuali file che superino la quota prevista di 20GB. La invitiamo inoltre a rimuovere tutti i Google Drive condivisi da Lei eventualmente creati.

Se dopo tale data dovesse ancora superare la quota prevista saremo costretti a scaricare i dati ed avrà 60 giorni dalla notifica per provvedere al loro recupero prima della cancellazione definitiva.

Confidando nella Sua collaborazione La saluto Cordialmente.

 

 

carlo.palotti