“Lasciate perdere la Torre” il podcast Torpedone dedica a Pisa la terza puntata con la storica Enrica Salvatori

Cultura
PISA e Provincia
Mercoledì, 4 Febbraio 2026

 Torpedone, il nuovo viaggio ideato da at - autolinee toscane, per raccontare con un podcast, in 10 puntate, la Toscana meno da copertina, ma più vera

 

Nel Medioevo non c’erano né bus (ovviamente), ma nemmeno le stazioni di posta romane ma la “scafa”: un battello che, da sponda a sponda dell’Arno, spostava i pisani. “Un servizio a tutti gli effetti pubblico perché di proprietà del Comune di Pisa che era tenuto a garantirlo e a pagarlo a tutti” spiega la professoressa Enrica Salvatori. 

È una delle curiosità che emergono da Torpedone, il nuovo viaggio ideato da at - autolinee toscane, per raccontare con un podcast, in 10 puntate, la Toscana meno da copertina, ma più vera. Quella che l’overtourism di solito non vede e quindi non tocca, ma che resta la vera natura di questa regione. Dopo le prime due puntate su Livorno e Prato, Torpedone fa tappa a Pisa. 

Ma non quella, nota nel globo, della Torre che “pende pende e non casca mai”, bensì quella più nascosta e quindi più affascinante come, ad esempio, il Cimitero Monumentale che sta dietro alla Torre Pendente, ma che è quasi sconosciuto. Un tesoro, suggerisce la professoressa Salvatori (che all’Università di Pisa insegna Storia Medievale), da non lasciarsi scappare. “La Torre, lasciatela perdere, fatevi una foto e via. Andate al Cimitero Monumentale” è l’invito della professoressa. 

Del resto, il Medioevo vada di moda e “tira” così tanto anche perché il cuore delle nostre città, come Pisa, sono un lascito del Medioevo, almeno dal punto di vista urbanistico e immobiliare, molto più delle impronte romano-latine che sono luoghi simboli, ma non palazzi o case che, ovviamente con le modifiche intercorse nei secoli, sono sempre quelle di mille anni fa. In pratica non è così lontano da noi. 

Non a caso, ascoltando la professoressa Salvatori “interrogata” da Tommaso Rosa (Direttore Marketing & Comunicazione at) e Arzachena Leporatti (Responsabile Area Brand & Community at), si scopre che la condizione femminile medievale è assai più avanzata di quella che vivevano le donne nell’Italia unita post-risorgimentale. Le donne potevano gestire attività, essere proprietarie di case e beni immobili, e dato che i loro uomini erano in giro per il mondo a commerciare sulle navi, loro a Pisa, gestivano tutte le attività economiche e imprenditoriali familiari. 

E così grazie al podcast di at Torpedone scopriamo che il Medioevo attira il pubblico, e non solo per merito del gettonatissimo Alessandro Barbero. La professoressa Salvatori è (assieme a Marco Della Croce) la creatrice di Historycast primo podcast italiano indipendente di storia, nato nel 2006 che fa a ogni uscita oltre 20mila ascolti. Il merito? Probabilmente, è della public history (Salvatori è presidente dell’Associazione Italiana Public History), cioè una comunità che racconta sé stessa e ricostruisce la propria storia. Per Salvatori: “la storia non si fa solo in un'aula universitaria o scolastica. I luoghi della storia sono molti e implicano, quindi, sempre un dialogo di metodo ed esperienza.  Per cui muta anche la stessa idea di divulgazione, che diventa meno ingessata, più viva e partecipata, anche giocosa. Così si racconta la storia anche giocando assieme ai ragazzi agli urban games”. Anche quindi con questa strana invenzione di un’azienda di trasporto pubblico che si mette a fare un podcast di divulgazione culturale e sociale sulla Toscana.

Un’idea figlia anche di Ivan Carozzi, giornalista (ad esempio a ilPost), scrittore, autore televisivo, già caporedattore di Linus. 

Torpedone è un podcast video (qui il link TORPEDONE- YouTube) che raccoglie voci, storie, memorie di local heroes. Una fermata per provincia, un ospite per puntata, un’intervista in cui un local hero racconta il suo territorio, un sacco di curiosità e i momenti più significativi del suo percorso.
 

redazione.cascinanotizie