Addio a Mircea Lucescu: il calcio piange il "maestro" che portò il Pisa in vetta alla Serie A
Il tecnico rumeno si è spento a Bucarest a 80 anni. In nerazzurro firmò l’incredibile avvio del campionato 1990-91
PISA – Il mondo del calcio internazionale è in lutto per la scomparsa di Mircea Lucescu. Il Commissario Tecnico della Romania si è
spento nella serata di ieri, martedì 7 APRILE, a Bucarest, all'età di 80 anni. L'ex allenatore nerazzurro era ricoverato da circa una settimana in seguito a un infarto e si trovava in stato di coma farmacologico da oltre 24 ore.
La carriera di Lucescu è stata una delle più longeve e vincenti della storia del calcio europeo. Da calciatore è stato una bandiera della Dinamo Bucarest, con cui ha vinto sei campionati, ma è in panchina che ha costruito il suo mito. Tra i suoi successi più prestigiosi spiccano la Coppa Uefa conquistata con lo Shakhtar Donetsk nel 2009 e la Supercoppa Europea alzata nel 2000 con il Galatasaray.
In Italia, il legame con il nostro territorio è indissolubile: fu proprio il Pisa di Romeo Anconetani a offrirgli nel 1990 la prima chance fuori dai confini rumeni. Quel percorso nella Serie A 1990-91, seppur conclusosi con un esonero a marzo dopo una sconfitta a Cagliari, rimane scolpito nella memoria dei tifosi per un avvio di stagione folgorante.
«Sotto la sua guida, il Pisa si ritrovò incredibilmente al comando della classifica dopo le vittorie contro Bologna e Lecce», ricorda oggi il club di via Arena. Quel Pisa, trascinato dalle idee tattiche del "maestro", guidò la Serie A insieme a colossi come Inter e Milan nelle prime giornate, regalando un sogno a un'intera città. Successivamente, Lucescu avrebbe legato il suo nome anche al Brescia, portato due volte in A, alla Reggiana e all'Inter.
Il Pisa Sporting Club ha voluto rendere omaggio al tecnico con una nota ufficiale: «Il Presidente Giuseppe Corrado, a nome della Società tutta, si stringe attorno alla famiglia Lucescu in questo momento di grande dolore. Addio Mircea». Con la sua scomparsa, il calcio perde non solo un grande stratega, ma un uomo di cultura che ha saputo valorizzare talenti in ogni angolo d'Europa, partendo proprio da quell'intuizione di Anconetani che lo portò all'ombra della Torre.

