Agrivoltaico a Lavaiano, Rifondazione Comunista chiede chiarimenti al Comune di Cascina

Politica
Cascina
Venerdì, 9 Ottobre 2026

Il progetto interessa anche il territorio cascinese per le opere di collegamento alla rete elettrica. Il partito solleva questioni ambientali e contesta i legami societari del proponente con Israele

Il progetto per un impianto agrivoltaico di circa 22 ettari a Lavaiano, nel Comune di Casciana Terme Lari, coinvolge anche il territorio di Cascina.

A evidenziarlo sono la Federazione pisana e il Circolo cascinese di Rifondazione Comunista, che chiedono all'amministrazione comunale di rendere pubblici gli atti e gli eventuali pareri espressi sull'intervento.

Secondo quanto riportato dal partito, il progetto della società SPV Energy E32 prevede un collegamento elettrico di circa 5,36 chilometri e lavori alla cabina primaria di via Etruria. Rifondazione richiama inoltre i legami della società proponente con il gruppo israeliano Shikun & Binui, contestandone il coinvolgimento in attività economiche legate agli insediamenti nei territori palestinesi occupati.

Il partito chiede che la questione venga discussa in Consiglio comunale.

 

Hanno scritto il Circolo di Rifondazione Comunista di Cascina e il Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa.

A Lavaiano, nel Comune di Casciana Terme Lari, SPV Energy E32 S.r.l. propone un impianto agrivoltaico su circa 22 ettari di terreno agricolo. Il progetto coinvolge anche Cascina attraverso le opere di connessione alla rete elettrica e un intervento sulla cabina primaria di via Etruria.

È ormai noto che la società proponente è controllata dal gruppo israeliano Shikun & Binui, presente nel database delle Nazioni Unite sulle imprese coinvolte in attività legate agli insediamenti nei territori palestinesi occupati. La questione politica è evidente: mentre denunciamo il genocidio del popolo palestinese, dobbiamo contrastare anche gli interessi economici che traggono profitto dall’occupazione. La produzione di energia rinnovabile non può diventare un lasciapassare per questi investimenti.

Chiediamo quindi al Comune di Cascina trasparenza sulla catena societaria del proponente e una posizione pubblica coerente con gli impegni per la pace e i diritti del popolo palestinese.

Il coinvolgimento comunale è concreto. Oltre al cavidotto, lungo complessivamente circa 5,36 chilometri, il progetto prevede un nuovo stallo in alta tensione nella cabina primaria di via Etruria. La relazione “AV01RTN00P”, datata 23 giugno 2025, indica espressamente il Comune di Cascina tra gli enti interessati, alla voce “autorizzazione edilizia”. 

Toscana Energia segnala inoltre interferenze con le proprie tubazioni in via Piccina e via Rio Pozzale.
Quali richieste ha ricevuto l’amministrazione? Quali atti ha adottato e quale posizione ha espresso? Nel decreto regionale che elenca i contributi istruttori acquisiti non compare un contributo del Comune di Cascina. Chiediamo che siano pubblicate le comunicazioni, gli eventuali pareri e le interlocuzioni sul progetto, e che la questione sia discussa in Consiglio comunale.

La stessa Regione Toscana, con decreto n. 24564 del 24 novembre 2025, ha richiesto una Valutazione di impatto ambientale completa per approfondire le criticità relative al paesaggio, all’approvvigionamento idrico e al rischio alluvionale. Quel provvedimento non autorizza l’impianto.

La transizione ecologica deve tutelare il territorio ed essere governata nell’interesse collettivo. Cascina ha una responsabilità precisa: rendere pubbliche le carte e assumere una posizione politica. Anche da queste scelte passa la solidarietà concreta con la Palestina.

 



 

redazione.cascinanotizie