Allarme sociale a Pisa: in un anno emessi 329 provvedimenti di rilascio

Cronaca
PISA e Provincia
Venerdì, 9 Ottobre 2026

Crescono gli sfratti per morosità a causa del'aumento del costo della vita

PISA - I dati del Ministero dell'Interno sulle procedure di rilascio degli immobili ad uso abitativo in provincia di Pisa, riferiti al 2025, delineano uno scenario da pieno allarme sociale. Nell'ultimo anno sono stati emessi 329 provvedimenti di sfratto, registrando una crescita del +23,22% rispetto all'anno precedente. La causa principale resta la morosità con 184 casi, seguita dalla finita locazione con 145. In forte aumento anche le richieste di esecuzione all'Ufficiale Giudiziario, arrivate a quota 1.004 (+15,14%).

«Questi numeri certificano il totale collasso del mercato degli affitti a Pisa e provincia – dichiara Sandro Imbraguglio, Segretario Provinciale del SUNIA di Pisa –. Siamo di fronte a una tempesta perfetta: la proliferazione incontrollata degli affitti brevi turistici ha letteralmente cannibalizzato il mercato residenziale ordinario, a cui si somma l'enorme paradosso delle migliaia di immobili privati lasciati sfitti. I prezzi dei pochi appartamenti rimasti sono schizzati alle stelle».

Dal sindacato degli inquilini cresce anche la preoccupazione per il futuro: «C'è una fortissima preoccupazione che questi numeri possano ulteriormente crescere a causa degli effetti del cosiddetto "Decreto Salvini" sugli sfratti, che rischia di accelerare le procedure di rilascio senza alcuna garanzia di passaggio da casa a casa – conclude Imbraguglio –. Servono subito tutele reali, investimenti nell'edilizia pubblica e un freno alla deregolamentazione turistica».

Greta Taylor Corsini

 


Ha scritto Luigi Sofia, capogruppo Sinistra Unita per Pisa.

I numeri diffusi dal SUNIA sulla provincia di Pisa raccontano una vera e propria emergenza sociale.

Nel 2025 sono stati emessi 329 provvedimenti di sfratto, il 23,22% in più rispetto all’anno precedente. Di questi, 184 per morosità e 145 per finita locazione. Le richieste di esecuzione all’ufficiale giudiziario sono arrivate a 1.004.

Dietro questi numeri ci sono persone che fanno sempre più fatica a sostenere il costo di un affitto.

E non possiamo continuare a considerarlo un problema individuale.

Gli stipendi non tengono il passo con il costo della vita, gli affitti aumentano, le abitazioni destinate al mercato residenziale diminuiscono mentre proliferano gli affitti brevi turistici. E migliaia di immobili privati restano sfitti.

Una città nella quale chi lavora, studia o è nato non riesce più a permettersi una casa è una città che sta perdendo la propria funzione sociale.

Condivido la preoccupazione espressa dal SUNIA: non possiamo rispondere a questa emergenza accelerando gli sfratti senza garantire alle persone un’alternativa abitativa.

Servono investimenti nell’edilizia residenziale pubblica, politiche capaci di riportare abitazioni sul mercato degli affitti ordinari e regole per contrastare gli effetti della turistificazione.

È una questione che riguarda direttamente anche le scelte del Comune di Pisa. Non possiamo continuare a parlare di sviluppo e attrattività della città senza chiederci chi potrà ancora permettersi di viverci.

Il diritto alla casa, come ci insegna la mobilitazione che ha preso piede e forza in Spagna, non può essere subordinato alla capacità di pagare affitti sempre più insostenibili.

Una città non è soltanto un luogo da visitare o dal quale ricavare profitto. È, prima di tutto, un luogo nel quale le persone devono poter vivere.

 


Ha scritto Diritti in comune.

Mentre i dati nazionali diffusi dal Ministero dell’Interno indicano un calo generale dei provvedimenti di sfratto e la Toscana registra una contrazione complessiva delle esecuzioni pari al -20,94%, la provincia di Pisa sprofonda nella crisi: il totale degli sfratti nell'area pisana subisce infatti un’impennata del +23,22%.

Nella sola provincia di Pisa gli sfratti complessivamente eseguiti con la forza pubblica sono stati 329, a fronte di ben 1.004 richieste di esecuzione (+15,14%). Dati tragici se messi a confronto con le 536 famiglie attualmente bloccate nelle graduatorie dell’emergenza abitativa.

A questo si aggiunge l'esplosione delle convalide di sfratto per finita locazione nel Comune di Pisa, passate da 14 nel 2024 a 50 nel 2025: un trend alimentato dalla crescita incontrollata delle abitazioni sottratte alla residenzialità e destinate al turismo e agli affitti brevi.
La denuncia della capogruppo di Diritti in Comune nelle comunicazioni ufficiali del Consiglio comunale dell’8 ottobre:

«Se rapportiamo questi numeri alle centinaia di famiglie in graduatoria, possiamo parlare senza esagerare di un vero e proprio disastro sociale», dichiara Giulia Contini. «Dietro a ciascuno di questi numeri c’è la vita di una persona o di una famiglia che a Pisa oggi non sa più dove dormire. Di fronte a questo dramma, assistiamo alla propaganda di una Giunta del tutto disconnessa dalla realtà.»
La coalizione formata da Una città in comune e Rifondazione Comunista Pisa punta il dito sia sui progetti speculativi di finto sociale sia sulle scelte urbanistiche dell'amministrazione:

«È inaccettabile il tappeto rosso steso al fondo di investimento che ha acquistato il Distretto 42 in Via San Martino. Un bene pubblico dove all'housing sociale sono state destinate le briciole e a tempo determinato, con canoni esorbitanti che escludono anche chi guadagna 1.300 euro al mese. Ma il vero volto di questa amministrazione emerge chiaramente dalle scelte del nuovo Piano Operativo Comunale (POC): una pianificazione urbanistica pensata solo per favorire la rendita immobiliare, tra liberi frazionamenti di alloggi e la possibilità di trasformare i fondi commerciali in abitazioni nei sobborghi storici, alimentando il mercato turistico e della speculazione. Nel POC manca del tutto la previsione di nuovi alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP), se non relegati in aree marginali e invivibili a ridosso dei binari.»

La giornata del 10 ottobre non sarà un evento isolato, ma la prosecuzione di un percorso di lotta continuo in città: «Il 10 ottobre saremo al fianco dell'Unione Inquilini e di chi scende in piazza per ribadire che la casa è un diritto e non una merce e per denunciare le politiche nazionali della destra che rispondono all'emergenza con la repressione e le minacce di carcere. A Pisa, però, il nostro impegno prosegue subito dopo: porteremo la nostra battaglia sul Piano Operativo sia nelle strade, partecipando alla mobilitazione promossa da Pisa Depredata della Critical POC, sia dentro le istituzioni durante la discussione delle osservazioni in Consiglio Comunale. Serve un'inversione di rotta immediata per rimettere al centro il diritto all'abitare per tutte e tutti.»

 

 



 

redazione.cascinanotizie