Alta Val di Cecina non è più comunità montana, associazioni di categoria critiche col Governo

Politica
VOLTERRA - VALDICECINA
Lunedì, 9 Febbraio 2026

Sia Confesercenti che CNA criticano la decisione del Governo Meloni di escludere l'Alta Val di Ceccina tra i comuni montani, anche i sindaci di Volterra, Pomarance e Montecatini val di Cecina puntano il dito contro la riforma Calderoli

 

Questo il comunicato della Confesercenti

L’esclusione dell’Alta Val di Cecina dalla classificazione dei comuni montani rappresenta una decisione grave e profondamente penalizzante per il tessuto economico e sociale del territorio. Una scelta che rischia di produrre effetti immediati e concreti su attività commerciali, servizi, occupazione e sulla tenuta stessa dei centri urbani.
Molte imprese locali, già messe a dura prova dalle difficoltà strutturali delle aree interne, possono continuare a operare anche grazie ai contributi regionali legati allo status di area montana. Si tratta di strumenti fondamentali per garantire sostenibilità economica, mantenimento dei livelli occupazionali e presidio commerciale nei paesi dell’Alta Val di Cecina.
Privare il territorio di questi sostegni significa indebolire ulteriormente attività già fragili, aumentando il rischio di chiusure e di desertificazione commerciale.
Una decisione che viene giudicata ingiusta e scollegata dalla realtà, perché non tiene conto delle reali condizioni orografiche, economiche e sociali dell’area, né delle necessità di comunità che vivono quotidianamente le criticità tipiche dei territori montani e periferici.
Su questo punto la posizione di Confesercenti Val di Cecina è netta, il presidente Jonni Guarguaglini definisce la scelta “fortemente negativa per imprese e cittadini” e ribadisce con chiarezza che si tratta di un decreto che non va bene e deve essere rivisto.
Come rappresentanza di categoria maggiormente presente sul territorio, Confesercenti Val di Cecina si dichiara disponibile a lavorare fianco a fianco con le amministrazioni comunali, per costruire un percorso comune e ottenere una revisione del provvedimento. Un lavoro che deve coinvolgere anche i parlamentari dei territori interessati, chiamati a sostenere con forza questa battaglia e a operare in sinergia con enti locali e associazioni di categoria.
A questa posizione si uniscono i Presidenti dei Centri Commerciali Naturali di Pomarance e Volterra, che chiedono con determinazione un incontro urgente con le istituzioni competenti, affinché il decreto venga corretto e si restituisca respiro alle attività economiche dell’Alta Val di Cecina.
Difendere lo status di area montana non è una questione formale o amministrativa: è una scelta che riguarda il futuro delle imprese, dei cittadini e dei territori. Ignorarlo significa condannare l’Alta Val di Cecina a un ulteriore arretramento economico e sociale.

 

Questo il comunicato di CNA

"La decisione del Governo di restringere i criteri per il riconoscimento dello status di “Comune montano”, con l’esclusione di numerosi territori anche della provincia di Pisa, rappresenta un errore grave che rischia di produrre conseguenze pesanti sull’economia locale, sulla tenuta dei servizi e sulla coesione sociale delle aree interne". Così, in una nota, CNA area Val di Cecina che interviene sul decreto approvato nei giorni scorsi – non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale e quindi formalmente modificabile – relativo a Volterra, Montecatini Val di Cecina, Pomarance e Monteverdi Marittimo che, carte alla mano, verrebbero esclusi dallo status di Comuni montani. Una scelta che colpisce in particolare l’Alta Val di Cecina, territorio già caratterizzato da difficoltà strutturali, maggiori costi per fare impresa, problemi di viabilità, dissesto idrogeologico e carenza di servizi.

“Lo status di Comune montano ha permesso per anni a piccole comunità che vivono in territori complessi di accedere a finanziamenti, agevolazioni e strumenti dedicati, fondamentali per contrastare lo spopolamento e sostenere la permanenza di imprese, lavoro e servizi - si legge in una nota di CNA -. Privare questi territori di tale riconoscimento significa indebolire ulteriormente aree che già faticano a rimanere competitive e attrattive”

«Qui non siamo di fronte a una semplice razionalizzazione amministrativa – dichiara Fausto Bacci, presidente CNA Zona Val di Cecina – ma a una scelta che rischia di colpire in modo diretto imprese e comunità che operano in condizioni di svantaggio strutturale. Mentre a parole si parla di contrasto allo spopolamento, di “Toscana diffusa” e di attenzione alle aree interne, nei fatti si tagliano strumenti che servono proprio a tenere vivi questi territori».

Secondo CNA, la riclassificazione dei Comuni montani non può essere compensata automaticamente dai finanziamenti per le “Aree Interne” o da altre misure regionali. Si tratta di strumenti diversi, che non sostituiscono le agevolazioni specifiche previste per i Comuni montani e che rischiano di lasciare scoperte esigenze fondamentali per la tenuta economica e sociale dell’Alta Val di Cecina.

«Il rischio concreto – prosegue Bacci – è che, dietro il riordino dei canali di finanziamento, si nasconda una riduzione reale delle tutele per territori fragili. Questo significa rendere ancora più difficile fare impresa, mantenere servizi e garantire qualità della vita. Così si accelera lo spopolamento, invece di contrastarlo».

CNA Pisa chiede una presa di posizione chiara e unitaria da parte di tutte le istituzioni locali e regionali, affinché il decreto venga modificato prima della sua definitiva approvazione.

redazione.cascinanotizie