ALTER-EGO porta la robotica umanoide in corsia: a Milano il primo test clinico su pazienti con SLA

Cronaca
Scienza e Ricerca
PISA e Provincia
Mercoledì, 20 Maggio 2026

A Milano, all'IRCCS Maugeri, è in vorso una sperimentazione clinica su ALTER-EGO, robot umanoide sviluppato da IIT e Università di Pisa. Il progetto, nell'ambito di Fit4MedRov finanziato dal PNC, coinvolge pazienti con SLA e punta a valutare l'uso della robotica assistiva nei percorsi di cura ospedalieri e domiciliari.

Di Giulia Giuffrida

La robotica umanoide entra in corsia e si affianca concretamente al personale sanitario. Si chiama ALTER-EGO il robot sviluppato dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e dall'Università di Pisa, oggi al centro di una sperimentazione clinica pilota presso l'IRCCS Maugeri Milano. L'obiettivo è valutare come i robot asssistivi possano integrarsi nei percorsi di cura dei pazienti con patologie neurodegenerative, in particolare la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), sia in ospedale sia a domicilio.

Il progetto rientra in Fit4MedRob, finanziato dal Piano complementare al PNRR (PNC), e rappresenta uno dei primi tentativi strutturati di portare un umanoide all'interno di un contesto clinico reale per supportare attività assistenziali e organizzative.

ALTER-EGO è un robot alto circa 120 cm, capace di muoversi su due ruote e di operare sia in telepresenza sia in modalità autonoma o semi-autonoma. Le sue braccia, dotate di attuatori a rigidità variabile, imitano il comportamento dei muscoli artificiali, mentre le mani Softhand, sviluppate secondo i principi della "soft robotics", consentono manipolazioni delicate come afferrare oggetti o aprire porte.

Queste caratteristiche permettono al robot di operare in sicurezza accanto ai pazienti fragili e in ambienti complessi come i reparti ospedalieri. In prospettiva, ALTER-EGO potrà affiancare il peronsle sanitario nelle attività quotidiane, riducendo il carico di lavoro ripetitivo e lasciando più spazio alle competenze cliniche e relazionali.

In modalità teleoperata, il robot funziona come un vero e proprio "avatar" del medico: attraverso visori e joystick, il personale sanitario può vedere ciò che vede il robot e interagire con il paziente a distanza. Questa modalità è particolarmente utile nella fase di assistenza domiciliare quando la presenza fisica del personale sanitario non è sempre possibile.

In modalità autonoma o semi-autonoma, invece, ALTER-EGO può svolgere compiti di supporto come accoglienza dei pazienti, orientamento all'interno della struttura, somministrazione di semplici scale di valutazione e accompagnamento nelle attività quotidiane.

Secondo la dottoressa Rachele Piras, neurologa dell'IRCCS Maugeri Milano, il progetto nasce per affrontare un momento delicato del percorso di cura: il ritorno a casa dopo l'ospedalizzazione. "L'idea- spiega-  è utilizzare il robot come strumento di continuità assistenziale tra ospedale e territorio, non solo come presenza del medico ma come estensione dell’intero team multidisciplinare”

L'approccio del progetto è fortemente interdisciplinare e partecipativo. Medici, infermieri, terapisti, ricercatori, pazienti e caregiver sono stati cionvolti fin dalle prime fasi attraverso focus group e test si usabilità, per definire scenari realistici e valutare benefici, limiti ed implicazioni etiche.

Per il dottore Christian Lunetta, direttore del Dipartimento di Riabilitazione Neuromotoria Maugeri, il valore del progetto sta proprio nel dialogo tra competenze diverse diverse: cliniche e ingegneristiche. Un dialogo che permette di sviluppare tecnologie realmente utili nella pratica quotidiana.

Anche dal lato tecnologico il coinvolgimento degli utenti finali ha avuto un ruolo centrale. Come spiega Manuel Catalano (IIT), i focus group hanno permesso di identificare le funzioni più rilevanti per operatori e pazienti, evidenziando una nuona accettazione del robot e un'elevata usabilità anche da parte di utenti non esperti.

Le possibili applicazione individuate sono sei: telepresenza e teleassistenza, supporto alle attività quotidiane, consegne interne, monitoraggio e sicurezza, accoglienza e orientamento, e supporto alla riabilitazione.Tra gli scenari più promettenti emergono l'assistenza domiciliare a distanza e le viste di follow-up in telemedicina.

Secondo il professore Antonio Bicchi dell'Università di Pisa e ricercatore IIT, il futuro sviluppo punta a rendere il robot controllabile direttamente dai movimenti residui dei pazioenti, trasformandolo da strumento del clinico a possibile ausilio personale.

Il progetto ALTER-EGO si propone così non solo come innovazione tecnologica ma come modelloreplicabile per l'introduzione responsabile della robotica nei contesti di cura, con lìobiettivo di rendere l'assistenza più efficiente, continua e centrata sui bisogni del paziente. 

redazione.cascinanotizie