Bando cultura, Diritti in Comune critica il taglio dei finanziamenti

Politica
PISA e Provincia
Venerdì, 4 Settembre 2026

Per il 2026 stanziati 30 mila euro. Una città in comune e Rifondazione Comunista contestano la riduzione delle risorse destinate alle associazioni

Diritti in Comune interviene sul Bando Cultura 2026 del Comune di Pisa, per il quale le associazioni possono presentare domanda fino al 25 settembre, contestando la riduzione delle risorse disponibili. Secondo quanto riferito dal gruppo, lo stanziamento complessivo ammonta quest'anno a 30 mila euro, contro gli 80 mila del 2025 e i 100 mila del 2024.

 

Ha scritto Diritti in Comune.

Il 25 settembre prossimo è l’ultimo giorno utile alle associazioni del territorio per richiedere al Comune di Pisa un finanziamento per quei progetti culturali realizzati nel periodo tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2026. Nel 2024, ad esempio, ne hanno beneficiato tante esperienze diverse portate avanti da soggetti quantomai eterogenei: dalla Filarmonica Pisana alla Scuola Musica Bonamici, dal Festival Internazionale del cortometraggio Trame indipendenti al Sant’Andrea Teatro, dall’Associazione Grazia Deledda alla Pro Loco di Coltano, dall’Associazione Italiana Persone Down-sezione di Pisa all’Accademia dei Disuniti. Nel tempo realtà come queste hanno potuto organizzare iniziative anche grazie all’apporto del Comune. Stavolta sarà molto più difficile, perché il Bando Cultura prevede un drastico taglio: la cifra totale messa a disposizione è di soli € 30.000.

Appena due anni fa si era toccata la «soglia simbolica di 100mila euro» – così dichiarava entusiasta l’assessore Filippo Bedini – «uno sforzo grande e importante, grazie al quale 21 associazioni hanno potuto beneficiare di un contributo da un minimo di mille a un massimo di oltre 7mila euro». Nel 2025 quella soglia si era già ridotta a € 80.000. Quest’anno siamo a meno della metà dell’ultima cifra messa a bando: poco più di mille euro a testa, se i soggetti selezionati rimarranno circa venti.

Era già successo nel 2023. Allora però il Comune fu costretto, anche grazia a una nostra battaglia, a rimpinguare quella risibile somma: da € 30.000 si passò a € 76.558 e di nuovo l’assessore Bedini poté vantare «un bel successo, che testimonia concretamente la grande attenzione dell’Amministrazione comunale per l’attività culturale delle associazioni pisane, un’attenzione e una sensibilità per la cultura in generale, che si manifesta anche e soprattutto con il grande lavoro quotidiano dell’assessorato e della direzione per mettere a disposizione spazi, per aprire fondi monumentali del Comune, per sostenere gli artisti pisani che vogliono esporre, per approfondire temi, per rilanciare tradizioni, libri, autori del panorama culturale locale, nazionale e non solo». Con quali parole l’assessore vorrà accompagnare la ridicola somma del Bando 2026?

Sono passati appena tre anni e la cultura sembra assumere tutt’altro significato. Mentre si procede a questo drastico taglio per chi cultura la fa, si finanzia per oltre € 100.000 quella sagra identitaria della destra italiana, con una spruzzatina di vini locali, denominata Scotto Festival. Centomila euro per regalare alla città incontri e dibattiti, il più prestigioso dei quali vede la presenza nientepopodimenoché del presidente leghista della Rai, un investimento di soldi pubblici che nel corso degli anni è cresciuto progressivamente fino a superare la «soglia simbolica» del Bando Cultura 2024. Con l’avvicinarsi delle elezioni (politiche e comunali) si è fatta una scelta: privilegiare le iniziative di propaganda a discapito di quelle associazioni che con fatica portano avanti progetti e attività culturali concrete. Progetti e attività che interessano una ben più larga fetta di popolazione.

 

 



 

redazione.cascinanotizie