Bani rilancia: "Il Parco può crescere ancora". Ipotesi di allargamento a Livorno e massima attenzione alla presenza dei lupi
Il presidente riconfermato del Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, ospite di Primo Piano su Punto Radio, parla del possibile ampliamento dell'area protetta, della gestione della fauna selvatica e delle priorità del nuovo mandato. Sulla ipotesi della base militare: "Al momento non è arrivato alcun progetto"
Un Parco più aperto, più esteso e sempre più vissuto dai cittadini, senza rinunciare alla tutela dell'ambiente. È questa la visione delineata da Lorenzo Bani, confermato per un secondo mandato alla presidenza dell'Ente Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, intervenuto giovedì 6 agosto ai microfoni di Primo Piano, trasmissione di Punto Radio condotta da Massimo Marini con la collaborazione della redazione.
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Tra i temi affrontati durante l'intervista emerge la prospettiva di un possibile ampliamento dell'area protetta. Bani ha spiegato che in Consiglio regionale è stata presentata una proposta per valutare l'ingresso di una parte del territorio livornese all'interno del Parco, con l'obiettivo di rafforzarne il ruolo e, in prospettiva, avviare un percorso che possa portare al riconoscimento di Parco nazionale.
"Mi piacerebbe iniziare a ragionare su un Parco nazionale - ha affermato - perché i parchi nazionali dispongono di risorse importanti. Dobbiamo capire quali siano le procedure per arrivarci". Secondo il presidente, il dibattito potrebbe coinvolgere anche altri territori oggi esterni ai confini dell'Ente, valorizzando un'area vasta che comprende già Pisa, Vecchiano, San Giuliano Terme, Viareggio e Massaciuccoli.
Tra le priorità del nuovo mandato, Bani ha indicato l'approvazione del nuovo Piano integrato del Parco, destinato a sostituire il piano regolatore del 1999. L'obiettivo, ha spiegato, è superare un'impostazione ritenuta ormai superata e consentire una gestione più moderna dell'area protetta, conciliando tutela ambientale e sviluppo sostenibile.
Grande attenzione anche al tema della fauna selvatica, in particolare ai lupi. Secondo Bani, all'interno del Parco sono attualmente presenti circa dieci esemplari. Una presenza che, ha osservato, ha contribuito negli ultimi anni alla riduzione della popolazione dei daini, passata da circa 4.000 a 1.500 capi.
Il presidente ha invitato a non alimentare allarmismi, ricordando che i lupi non hanno mai aggredito persone, ma ha riconosciuto come la crescita della popolazione renda necessario individuare strumenti di gestione condivisi con gli enti scientifici competenti, valutando anche possibili interventi per contenerne l'espansione. Ha inoltre ribadito l'importanza di non lasciare cibo agli animali selvatici per evitare che diventino confidenti nei confronti dell'uomo.
Nel corso dell'intervista si è parlato anche del progetto della base militare nell'area di Coltano, tema che negli ultimi anni ha alimentato un ampio dibattito pubblico e la mobilitazione del Movimento No Base.
Bani ha precisato che, allo stato attuale, all'Ente Parco non è ancora stato trasmesso alcun progetto sul quale esprimere la prevista valutazione di incidenza ambientale. "Per ora non c'è nessuna preoccupazione - ha dichiarato - perché il progetto non è arrivato. Quando arriverà valuteremo gli aspetti di nostra competenza, a partire dal tema del taglio e della rigenerazione degli alberi".
Tra gli altri argomenti affrontati figurano l'erosione della costa, definita dal presidente come la principale emergenza del nuovo mandato, la valorizzazione del patrimonio immobiliare della Tenuta attraverso possibili collaborazioni tra pubblico e privato, il nuovo ponte ciclopedonale tra San Piero a Grado e San Rossore, giudicato uno strumento importante per favorire la mobilità sostenibile, e le iniziative dedicate all'educazione ambientale e alla fruizione del Parco.


