"Berlusconi Confidential", Marco Galluzzo a Punto Radio: "Il lato meno conosciuto? La solitudine del potere"

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Giovedì, 3 Settembre 2026

Il giornalista del Corriere della Sera ospite di Michele Del Ben a "Mezzogiorno in Punto". Dal rapporto con i media alle contraddizioni personali e politiche: il racconto di dieci anni trascorsi seguendo da vicino Silvio Berlusconi

Un Silvio Berlusconi lontano dall’immagine pubblica che ha accompagnato oltre trent’anni di storia italiana. È quello raccontato da Marco Galluzzo, giornalista del Corriere della Sera e autore di Berlusconi Confidential, intervenuto mercoledì 2 settembre a "Mezzogiorno in Punto", il programma quotidiano di Punto Radio condotto da Michele Del Ben.

Il libro concentra lo sguardo sul decennio compreso tra il 2001 e il 2011, quando Berlusconi fu al centro della scena politica e istituzionale italiana. Una ricostruzione affidata a episodi e retroscena, molti dei quali inediti, raccolti da Galluzzo negli anni trascorsi al seguito dell'allora presidente del Consiglio.

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Proprio dietro l'immagine dell'imprenditore di successo e del leader politico, Galluzzo individua uno degli aspetti meno conosciuti: la solitudine. "Mi verrebbe da dire la solitudine di Berlusconi", ha spiegato il giornalista, descrivendo un uomo a tratti distante dai legami familiari e non sempre appagato dai risultati raggiunti in politica, nell'impresa e nel calcio. Una condizione che, nella lettura dell'autore, rimanda più in generale alla "solitudine del potere".

Nel colloquio con Del Ben è emerso anche il particolare rapporto costruito da Berlusconi con l'informazione. Secondo Galluzzo, l'ex premier aveva compreso molto presto l'importanza del contatto diretto con i cronisti e la possibilità di utilizzarlo come strumento di comunicazione politica. Dichiarazioni, battute e confidenze potevano arrivare durante un viaggio, in un albergo o nei momenti apparentemente più informali. Un rapporto che, per certi aspetti, Galluzzo paragona all'utilizzo che oggi i leader politici fanno dei social network.

La capacità comunicativa, tuttavia, conviveva con profonde contraddizioni. Galluzzo descrive nel libro una personalità complessa, nella quale potevano alternarsi narcisismo, creatività, intuizione e comportamenti autolesionistici. Un Berlusconi diverso a seconda delle circostanze, capace di passare rapidamente da uno stato d'animo all'altro e, secondo il racconto del giornalista, non sempre in grado di contenere le diverse componenti della propria personalità.

Anche dietro la sicurezza mostrata pubblicamente, secondo Galluzzo, emergevano fragilità e bisogno di conferme. Nonostante il successo economico e politico, Berlusconi avrebbe continuato a percepirsi in qualche misura come estraneo ai tradizionali "salotti buoni" dell'imprenditoria e della finanza italiana. Galluzzo ricorda anche occasioni nelle quali chiedeva ai giornalisti un giudizio sulle proprie prestazioni pubbliche o manifestava insoddisfazione persino dopo importanti successi sportivi del Milan.

Numerosi gli episodi raccontati durante la trasmissione. Tra questi, una visita ufficiale in Cina durante la quale Berlusconi preferì rinunciare a una visita privata alla Città Proibita per incontrare un imprenditore italiano e mangiare una pizza. Un comportamento che Galluzzo interpreta come la ricerca di situazioni nelle quali l'ex premier si sentiva maggiormente a proprio agio rispetto ad alcuni contesti imposti dal protocollo diplomatico. Ma lo stesso Berlusconi, ha ricordato l'autore, in un'altra occasione fece aprire appositamente per lui, durante la notte, il Petit Palais di Parigi per visitarne le collezioni.

Alla domanda di Del Ben se Berlusconi fosse un uomo colto, Galluzzo ha risposto distinguendo la curiosità personale da una formazione culturale strutturata. Lo ha descritto come un uomo "del fare", con passioni specifiche, tra cui l'antiquariato, ma con una cultura che il giornalista definisce superficiale e con la tendenza a delegare ad altri gli aspetti più propriamente culturali.

Inevitabile, infine, il confronto sull'eredità politica del fondatore di Forza Italia. Sollecitato da Del Ben, Galluzzo ha individuato tra gli aspetti negativi una concezione della politica fortemente fondata sulla capacità di seduzione, sulla costruzione del consenso e sulla comunicazione, non sempre accompagnata, a suo giudizio, da programmi altrettanto strutturati. Una caratteristica che, secondo il giornalista, non si sarebbe esaurita con la fine della stagione berlusconiana, ma avrebbe lasciato tracce anche nelle successive esperienze politiche italiane.

A chiudere l'intervista una domanda personale di Del Ben: dopo tanti anni trascorsi a seguire Berlusconi, quale domanda Galluzzo gli farebbe oggi, potendo tornare indietro? La risposta è stata tanto breve quanto significativa: "Perché non è andato da uno psicoterapeuta". Una battuta che sintetizza anche la chiave scelta dall'autore per Berlusconi Confidential: osservare, oltre il politico e l'imprenditore, le complessità e le contraddizioni dell'uomo.

 

 



 

redazione.cascinanotizie