Buti, restaurata la Fonte di Vagliaio: sabato l'inaugurazione

Cronaca
Buti
Venerdì, 4 Settembre 2026

L'intervento da 35mila euro ha interessato lo storico acquedotto e l'area circostante. Sabato 5 settembre sarà possibile visitarne anche l'interno

Torna fruibile la Fonte di Vagliaio, storico luogo nel centro di Buti recentemente restaurato dall'amministrazione comunale. L'inaugurazione è prevista sabato 5 settembre alle 18, in concomitanza con la Festa del Frate.

L'intervento ha riguardato la fonte, il piccolo acquedotto e la sistemazione dell'area circostante, interessata anche da opere di risanamento idrogeologico.

Per l'occasione i visitatori potranno accedere all'interno della struttura, caratterizzata da volte in mattoni, piccoli canali e sorgenti che emergono direttamente dalla roccia.

 

Ha scritto il Conune di Buti.

Una delle grandi ricchezze del territorio di Buti è rappresentata dall’immenso patrimonio idrico custodito dai suoi monti. Passeggiando lungo le strade sterrate e i sentieri immersi nei boschi, è possibile incontrare numerose sorgenti e fonti, anche nei luoghi più inattesi, dove sgorgano acque fresche che da secoli caratterizzano il paesaggio e la storia del borgo.

Sabato 5 settembre, alle ore 18, sarà inaugurata la Fonte di Vagliaio, recentemente restaurata dal Comune di Buti. Per l’occasione sarà inoltre possibile visitare e conoscere da vicino l’interno del piccolo acquedotto, in concomitanza con la tradizionale Festa del Frate, una delle sagre storiche del paese.

Situata nel centro storico, nella contrada di San Nicolao, la Fonte di Vagliaio è un piccolo acquedotto con fonte esterna di proprietà comunale. La struttura, immersa nel verde della piccola valle di Vagliaio, si presenta con una facciata in mattoni, in rilievo rispetto al muraglione circostante, sulla quale si trovano la porta di ingresso all’acquedotto, una piccola finestra e la fonte, da sempre attiva.
L’area circostante è stata recentemente interessata da un importante intervento di risanamento idrogeologico, finalizzato a restituire questo luogo alla piena e sicura fruizione della collettività. Antistante la fonte è stata realizzata un’area pedonale dedicata ai visitatori. Qui il passaggio del Rio Magno, il verde e gli orti che ne caratterizzano l’argine contribuiscono a creare un ambiente particolarmente fresco, piacevole e suggestivo.

All’interno della struttura, il piccolo acquedotto si è conservato in buono stato. La sua architettura richiama quella dell’acquedotto di Badia, quasi come una sua riproduzione in miniatura: volte in mattoni, piccoli canali e sorgenti dalle quali l’acqua sgorga direttamente dalla roccia rendono questo luogo un piccolo gioiello del patrimonio storico e ambientale butese, tanto che, osservandolo, sembra quasi che sia “il monte a lacrimare”.

La tradizione orale ne fa risalire l’esistenza almeno alla seconda metà dell’Ottocento, anche se la sua origine potrebbe essere molto più antica. Nonostante siano poche le notizie storiche ufficiali sulla costruzione della struttura, fonti scritte e testimonianze orali ne raccontano il forte valore storico, sociale e folkloristico, facendone uno dei luoghi simbolo di Buti.

La Fonte di Vagliaio rappresentava infatti una tappa importante delle Rogazioni religiose organizzate in occasione della festa della Santissima Trinità. La fonte si trovava lungo il percorso per raggiungere la chiesetta della Magginina, conosciuta anche come Marginina o Immaginina, dedicata fin dal Settecento al culto della Santissima Trinità. Al termine delle celebrazioni religiose, alle quali partecipava gran parte della popolazione, si svolgeva una grande festa proprio nei pressi della fonte, considerata per antonomasia “la fonte di Buti”.

Fu proprio in queste occasioni che si consolidò una tradizione rimasta viva fino alla fine degli anni Sessanta e proseguita poi, come consuetudine popolare, negli anni successivi: bere alla fonte la celebre “acqua e magnese”, in compagnia, portando con sé bicchieri, bottiglie e il tradizionale vino. Un gesto semplice che racconta un modo di vivere il paese e i suoi luoghi, fatto di incontro, socialità e condivisione.

Nella Guida alle fonti di Buti di Antonio Batisti, pubblicata nel 2001, la Fonte di Vagliaio viene ricordata come meta degli abitanti del paese e degli stessi “forestieri”, che ancora oggi si recano sul posto per imbottigliare la sua acqua. Un luogo particolarmente caro anche alle generazioni di butesi degli anni Cinquanta e Sessanta, che qui si ritrovavano per bere, cantare e trascorrere insieme il proprio tempo all’ombra del monte e delle piante che circondano la fonte.

Il restauro della Fonte di Vagliaio è stato curato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Buti, in particolare dagli architetti Carlo Tamberti e Giuseppina Di Loreto, ed è stato realizzato dalla ditta Ciacchini di Buti. L’intervento ha avuto un costo complessivo di 35.000 euro, finanziato in parte con il contributo dell’Autorità Idrica Toscana .

Conclude la Sindaca di Buti Arianna Buti “Restaurare la Fonte di Vagliaio ha significato non soltanto recuperare una struttura, ma restituire alla comunità un luogo della memoria e dell’identità collettiva. Un piccolo angolo di Buti nel quale acqua, storia, tradizioni e natura continuano ancora oggi a incontrarsi”.

 

 



 

redazione.cascinanotizie