Calci, una comunità che si ritrova: dalla Certosa alla festa di Sant'Ermolao
La sindaca Valentina Ricotta a “Il Punto sui Comuni”: un'estate tra musica, cultura e tradizioni, con la Certosa come straordinario palcoscenico. «Fare rete e rafforzare il senso di comunità fanno la differenza»
Ci sono monumenti che identificano un territorio al punto da diventarne quasi sinonimo. Per Calci questo ruolo appartiene inevitabilmente alla Certosa, straordinario complesso monumentale conosciuto ben oltre i confini della provincia di Pisa.
Eppure Calci non è soltanto la sua Certosa.
È forse questo uno degli aspetti più interessanti emersi dall'intervista alla sindaca Valentina Ricotta, realizzata da Michele Del Ben per Il Punto sui Comuni, la rubrica di Mezzogiorno in Punto su Punto Radio. Una conversazione registrata lo scorso 27 luglio e che oggi, con gli appuntamenti di luglio e agosto ormai alle spalle, permette anche di rileggere la stagione calcesana attraverso un filo conduttore preciso: utilizzare cultura e spettacolo per valorizzare i luoghi, ma soprattutto per creare comunità.
La Certosa rimane naturalmente il punto di partenza.
Ricotta la definisce un'emergenza architettonica di straordinario valore, capace di richiamare numerosi visitatori. Ma sottolinea anche come una parte di chi arriva a Calci sia attratta da altre caratteristiche del territorio, a cominciare dalle sue bellezze naturalistiche e dalla posizione privilegiata ai piedi del Monte Pisano.
Da qui la scelta di utilizzare anche gli eventi per mostrare la Certosa sotto una luce diversa.
Durante l'estate il complesso monumentale ha fatto da scenario ad appuntamenti del Monte Pisano Art Festival e di Musicastrada Festival, ospitando musica, opera e danza contemporanea. Spettacoli che, inseriti in un contesto tanto particolare, hanno finito per valorizzare contemporaneamente gli artisti e il monumento, permettendo al pubblico di vedere quest'ultimo «in una veste completamente diversa» rispetto a quella tradizionale.
La musica ha avuto del resto un ruolo importante nell'intera programmazione, con il festival che da oltre un quarto di secolo accompagna l'estate di Calci. Dopo gli appuntamenti di luglio in piazza Garibaldi, settembre porta con sé la parte dedicata al jazz, una proposta che, secondo la sindaca, negli anni ha raccolto un interesse e una partecipazione sempre maggiori.
Ma se la Certosa rappresenta probabilmente il volto più conosciuto di Calci all'esterno, la festa patronale di Sant'Ermolao racconta invece qualcosa di più intimo.
Per i calcesani è uno degli appuntamenti più attesi dell'anno. E non soltanto per chi vive quotidianamente nel paese.
Ricotta ha ricordato come la festa rappresenti infatti un'occasione per tornare a casa anche per coloro che si sono trasferiti altrove: un motivo per rivedere gli amici, ritrovare luoghi familiari e sentirsi nuovamente parte della comunità. Allo stesso tempo, diventa un'occasione di incontro con i numerosi ospiti che scelgono Calci per trascorrere qualche giorno di vacanza o di riposo.
L'edizione di quest'anno ha proposto un programma particolarmente articolato.
La cena lungo via Roma, realizzata con il coinvolgimento del Centro Commerciale Naturale e delle attività del territorio, ha confermato una formula sperimentata con successo l'anno precedente. Una collaborazione che Ricotta considera importante non soltanto per la riuscita della manifestazione, ma proprio perché capace di rafforzare quel «senso di comunità» e quel «fare rete» che diventano parte integrante dell'evento.
Poi musica, comicità, improvvisazione teatrale e la Filarmonica Giuseppe Verdi di Calci, protagonista quest'anno di un concerto interamente dedicato a Michael Jackson, con gli arrangiamenti del maestro Lorenzo Bocci. E ancora la tradizionale tombola di beneficenza, Luna Park, street food, mercato e artigianato, fino agli appuntamenti culturali e alla presentazione del libro Filastrocche a togliere di Piero Nissim.
Un calendario tanto fitto da spingere Del Ben, durante l'intervista, a scherzare con la sindaca: per riuscire a seguire tutto, l'unica soluzione sarebbe stata trasferirsi direttamente a Calci.
«Vedi che il messaggio è arrivato», aveva replicato Ricotta.
Una battuta che, in fondo, sintetizza bene l'immagine restituita dall'intervista: Calci come territorio da visitare per la Certosa e per il Monte Pisano, certamente, ma anche come paese da vivere, nel quale una festa, un concerto o una cena lungo la strada diventano soprattutto il pretesto per incontrarsi.
Perché i monumenti possono attirare le persone. È la comunità, poi, a dare loro un motivo per tornare.


