Contro la cessione di Amicobus ai privati. Lavoratori in sciopero e nuovo presidio sotto il Comune di Cascina

Cronaca
Cascina
Martedì, 18 Marzo 2025

"Che l'operazione sia fermata"

Martedì 18 marzo, dopo alcune settimane dalla prima protesta inscenata in Corso Matteotti, i dipendenti di Amicobus, anzienda del trasporto scolastico, partecipata dal Comune di Cascina e dal Comune di Calci (10%), ma messa in liquidazione e prossima a diventare privata, hanno proclamato una giornata di sciopero ed organizzato un presidio sotto il palazzo comunale cascinese.

I dipendenti Amicobus non vogliono che l'operazione avviata non vada in porto, anzi, chiedono che sia fermata.

LEGGI ANCHE

Amicobus, pubblicata la gara di appalto per la cessione delle quote della società
CascinaOltre e le perplessità sulla vendita di "Amicobus"
Futuro incerto per 13 lavoratori Amicobus
"Amicobus deve essere chiusa per legge". Cascina e Calci avanti per la dismissione
Rollo contro la liquidazione di "Amicobus" 

A margine della manifestazione, Carlo Palotti, per Punto Radio Cascina Notizie, ha intervistato Simone Turini, coordinatore responsabile lavoratori Amicobus e Matteo Croatti, di USB Pisa.

 

Questo di seguito il comunicato diramato dai lavoratori in sciopero tramite USB.

SCIOPERO DEI LAVORATORI DI AMICOBUS. I COMUNI LIQUIDANO SOCIETA’ E LAVORATORI

I Comuni di Cascina e Calci liquidano la società Amicobus, società partecipata, pubblica al 100%, che gestisce il servizio di trasporto scolastico a Cascina e Calci.

Questa operazione va fermata per due semplici motivi:

qualità del servizio: il trasporto scolastico è un servizio essenziale, affidarlo a un privato, il cui obiettivo è esclusivamente il profitto, a cosa lo porterà? ben sappiamo cosa ha determinato in Italia la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali.

il futuro dei lavoratori: il bando prevede il passaggio dei soli 11 lavoratori a tempo indeterminato ma i lavoratori sono 13 e anche per gli 11 inseriti nel bando, quali saranno le future condizioni di lavoro in termini di sicurezza, orari, salari, tempi e modi?

la motivazione addotta è l’applicazione della legge Madia, crediamo che questa operazione vada bloccata, cercando strade alternative, mettendo al primo posto il bene dei cittadini e dei lavoratori.

negli ultimi anni molti comuni, visti i risultati delle privatizzazioni hanno fatto scelte opposte ovvero la totale reinternalizzazione del servizio.

Chiediamo che i comuni non procedano in questo percorso, che mettano al primo posto la qualità del servizio e la sicurezza dei lavoratori

Chiediamo alle famiglie e alla cittadinanza di sostenere insieme a noi questa richiesta, di sostenere i lavoratori e chiedere che il servizio di Amicobus resti il mano al pubblico!

 

 

 

carlo.palotti