Diritti in comune, Giulia Contini subentra a Ciccio Auletta in consiglio comunale
Passaggio di consegne e prime iniziative su casa e politiche di pace
Giornata importante per Diritti in Comune, la coalizione della sinistra pisana, che vede l’ingresso ufficiale di Giulia Contini in consiglio comunale.
La nuova consigliera raccoglie il testimone di Ciccio Auletta, segnando un passaggio all’insegna della continuità politica e del rilancio dell’azione istituzionale.
Ha scritto Diritti in comune.
Oggi è un giorno importante per la nostra coalizione, Diritti in Comune: è il giorno in cui Giulia Contini entra ufficialmente in Consiglio comunale, partecipando al suo primo Consiglio e raccogliendo il testimone di Ciccio Auletta. Un passaggio che rappresenta continuità, ma anche rilancio della nostra esperienza politica collettiva.
Diritti in Comune – coalizione formata da Una città in comune e Rifondazione Comunista – è da 13 anni uno dei laboratori più coerenti e longevi della sinistra nel panorama nazionale. Un percorso costruito su una pratica politica fatta di condivisione, lotte, vertenze, iniziative, presenza nei territori e relazioni a livello locale, nazionale e internazionale. Un progetto che continua a mettere al centro un’alternativa antiliberista e pacifista.
Per questo oggi gli attivisti e le attiviste della coalizione hanno accompagnato in Sala delle Baleari Giulia Contini a sottolineare come il suo ingresso è il frutto di questo percorso collettivo. Un passaggio costruito nel tempo, che oggi si concretizza pubblicamente e che rafforza la nostra volontà di radicamento e apertura verso la città. Una scelta che rivendichiamo anche nel metodo: trasparente, condivisa, partecipata. Abbiamo vinto in questi giorni anche una importante battaglia democratica, a fronte della arroganza della maggioranza, per cui la nostra consigliera appena insediata sottoscriverà in aula tutti gli atti precedentemente depositati da Auletta in Consiglio, ben 100, essendo subito operativa rispetto ai tanti temi e vertenze che portiamo avanti da anni.
Con Giulia Contini portiamo in Consiglio comunale una voce che nasce da una lunga esperienza di lotta per il diritto all’abitare. Una storia che si intreccia con quelle delle battaglie ambientaliste, per la giustizia climatica, per i beni comuni e per i diritti sociali contro la militarizzazione del territorio.
Non è un caso che il primo atto che porteremo in Consiglio sia una mozione sul tema della casa, a partire dalle conseguenze della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla normativa regionale ERP. Un atto che nasce dall’ascolto diretto delle persone coinvolte e che pone al centro una questione fondamentale: il diritto all’abitare. sentenza ha riconosciuto l’illegittimità del criterio della storicità della residenza rispetto allo stato di bisogno, riaffermando un principio chiaro: l’accesso alla casa deve essere garantito a partire dalla condizione di fragilità sociale, non dalla durata della residenza. A Pisa, questa decisione ha un impatto molto rilevante su centinaia di persone inserite nella graduatoria ERP, modificandone il punteggio e generando nuove criticità.
Per questo, con il nostro question time chiediamo al Sindaco e alla Giunta di intervenire con urgenza per mettere in campo misure concrete, risorse aggiuntive e strumenti di tutela per tutte le famiglie coinvolte. L’obiettivo è evitare che la correzione di una norma ingiusta produca nuove disuguaglianze, garantendo equità e protezione per chi si trova in condizioni di bisogno. E’ bene ricordare che dal dicembre 2023 ad oggi la Giunta Conti ha assegnato appena 104 alloggi popolari: uno scandalo a fronte di una emergenza abitativa sempre più forte. Questo primo atto rappresenta bene il senso della nostra presenza nelle istituzioni: portare dentro il Consiglio le istanze che nascono nelle lotte, nei quartieri, nelle case popolari, negli spazi sociali. Dare voce a chi troppo spesso non ne ha.
Presenteremo anche una mozione urgente contro il coinvolgimento dell’Italia e del territorio pisano nell’escalation bellica a fianco degli Stati Uniti e di Israele, per chiedere il cessate il fuoco, il rispetto del diritto internazionale, la fine dell’utilizzo delle infrastrutture civili per il trasporto di armamenti. la chiusura di Camp Darby e il no alla nuova base militare da mezzo miliardo nel cuore del parco di San Rossore. Un atto che ribadisce la nostra contrarietà all' economia di guerra, alla militarizzazione del territorio e la necessità di politiche di pace, nel solco dell’articolo 11 della nostra Costituzione.



