Due lupi trovati morti nel Pisano, accertamenti sui due episodi

Cronaca
PISA e Provincia
Giovedì, 24 Settembre 2026

A Vecchiano una lupa sarebbe stata colpita da un'arma da fuoco; ancora da chiarire le cause della morte di un cucciolo ad Arena Metato

Due lupi rinvenuti morti a distanza di pochi giorni tra Vecchiano e San Giuliano Terme.

Il Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi annuncia un esposto-denuncia contro ignoti per il caso della lupa adulta trovata il 22 settembre in via del Paduletto, che secondo gli accertamenti riferiti dall'organizzazione sarebbe stata raggiunta da un colpo d'arma da fuoco.

Restano invece da stabilire le cause della morte del cucciolo recuperato il 20 settembre ad Arena Metato.

 

Ha scritto Maurizio Baglioni, responsabile sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi.

Gentile Redazione,

segnaliamo due distinti episodi riguardanti la morte di lupi nel territorio pisano, accomunati da una coincidenza temporale che riteniamo meritevole di approfondimento investigativo.

Il 22 settembre 2026, in via del Paduletto, nel Comune di Vecchiano, è stata rinvenuta morta una lupa, femmina riproduttiva.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri Forestali e la carcassa è stata trasferita all’Istituto Zooprofilattico.

È stato accertato che la lupa era stata colpita da un’arma da fuoco.

L’animale non sarebbe morto immediatamente: dopo il ferimento avrebbe continuato a muoversi sul territorio per circa due giorni, prima di morire.

La collocazione temporale del ferimento riconduce quindi alle ore o comunque al periodo prossimo al 20 settembre 2026, giorno dell’apertura generale della stagione venatoria in Toscana.

Per questo motivo, nella mattinata di 24 settembre, il Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi presenterà ai Carabinieri un esposto-denuncia contro ignoti, chiedendo la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica competente e l’esecuzione degli accertamenti necessari all’individuazione dell’autore dello sparo.

Chiederemo, in particolare, l’acquisizione degli atti dei Carabinieri Forestali e dell’Istituto Zooprofilattico, la conservazione e l’analisi degli eventuali reperti balistici, la ricostruzione del luogo e dell’orario del ferimento e la verifica delle presenze armate compatibili con i fatti.

La coincidenza con l’apertura della caccia non costituisce, da sola, prova della responsabilità di un cacciatore o di una categoria.

Riteniamo però necessario che venga verificato chi fosse presente e armato nell’area interessata, quali attività venatorie o di altra natura fossero in corso e se esistano elementi — registrazioni, appostamenti, testimonianze, telecamere, fototrappole o reperti balistici — capaci di individuare il responsabile.

A questo episodio se ne aggiunge un secondo.

Il 20 settembre 2026, ad Arena Metato, nel Comune di San Giuliano Terme, è stato rinvenuto morto anche un cucciolo di lupo.

In questo caso la causa della morte è ancora oggetto di accertamento.

Tra le ipotesi da verificare vi è anche quella di una morte provocata da arma da fuoco.

Il Sindacato ha pertanto avviato un accesso agli atti per acquisire la documentazione ufficiale relativa al recupero della carcassa e agli eventuali esami eseguiti.

Qualora gli elementi acquisiti confermino il sospetto, verrà presentato anche per questo episodio un ulteriore esposto-denuncia.

Riteniamo importante sottolineare la distinzione tra i due casi:

– per la lupa adulta l’uccisione mediante arma da fuoco risulta accertata;

– per il cucciolo di Arena Metato sono ancora in corso verifiche sulla causa della morte.

Resta tuttavia un elemento temporale che riteniamo non possa essere ignorato: il cucciolo è stato rinvenuto morto il 20 settembre, mentre la lupa adulta, ritrovata il 22, risulta essere stata colpita circa due giorni prima.

Due episodi distinti che convergono quindi intorno alla stessa data.

Per il Sindacato per la Biodiversità e gli Ecosistemi non si tratta soltanto di una vicenda locale.

Questi fatti pongono una questione più ampia sulla capacità di accertare e perseguire l’uccisione illegale dei grandi carnivori e sulla quota di mortalità della fauna selvatica che potrebbe rimanere sconosciuta quando gli animali feriti muoiono senza essere recuperati.

La lupa rinvenuta a Vecchiano era inoltre una femmina riproduttiva. La sua perdita può avere conseguenze sulla struttura familiare del branco e sui giovani dell’anno eventualmente ancora dipendenti.

La tutela della biodiversità non può limitarsi al conteggio degli individui presenti sul territorio.

Deve tradursi anche nella capacità delle istituzioni di intervenire quando un animale appartenente alla fauna selvatica viene ucciso illegalmente.

Il fucile non è gestione.

Il fucile non è prevenzione.

Il fucile non è convivenza.

Per questo procederemo attraverso gli strumenti amministrativi e giudiziari disponibili, chiedendo che su entrambi gli episodi venga fatta piena luce.

 

 



 

redazione.cascinanotizie