Dumarey, sciopero e presidio davanti allo stabilimento: sindacati e lavoratori chiedono il rispetto degli accordi

Cronaca
Primo Piano
Fauglia
Martedì, 21 Luglio 2026

Martedì 21 luglio la diretta di Punto Radio da Fauglia, condotta da Carlo Palotti, ha raccolto le testimonianze di rappresentanti sindacali e lavoratori dopo la decisione dell'azienda di disdire l'intesa sottoscritta con Regione Toscana. Al centro della protesta il futuro dei lavoratori somministrati e della vertenza. La politica chiede il rispetto dell'accordo sottoscritto in Regione Toscana e l'apertura di un tavolo nazionale sulla vertenza. Lunedì 27 sindacati e azienda sono stati convocati al Ministero

AGGIORNAMENTO ORE 17 La vertenza Dumarey approda al tavolo ministeriale. Dopo le prime ore di sciopero e il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento, sindacati e azienda sono stati convocati per il 27 luglio al Ministero per un confronto sulla crisi e sul futuro occupazionale del sito produttivo.

Ha scritto la Fiom Cgil Pisa.

Le 16 ore di sciopero proclamate dalle organizzazioni sindacali, articolate in 8 ore oggi e 8 ore domani, hanno registrato una grandissima adesione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori e un presidio partecipato e determinato.

La mobilitazione ha prodotto un primo importante risultato: per lunedì 27 luglio le organizzazioni sindacali insieme all'azienda, sono state convocate presso il Ministero per affrontare la grave vertenza aperta alla Dumarey.

Si tratta di un primo segnale che conferma come la forza e l'unità dei lavoratori siano gli strumenti più efficaci per riportare al centro il confronto istituzionale e la tutela dell'occupazione.

La mobilitazione, tuttavia, non si ferma. Restano infatti inaccettabili la disdetta dell'accordo sottoscritto con la Regione Toscana e la volontà dell'azienda di procedere con il licenziamento di 35 lavoratrici e lavoratori.

L'obiettivo del sindacato resta quello di ottenere il pieno rispetto degli impegni assunti e di difendere ogni posto di lavoro. Per questo continueremo la mobilitazione con la stessa determinazione dimostrata in queste ore, nella convinzione che solo attraverso l'unità e la partecipazione si possa costruire una soluzione positiva per il futuro dello stabilimento e delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori.

 


Martedì 21 luglio su Punto Radio una trasmissione in diretta dalla sede Dumarey di Fauglia, in provincia di Pisa, dove dalla giornata di lunedì 20 luglio, i sindacti, con in testa la Cgil, hanno proclamato la mobilitazione, dopo che l'azienda ha deciso unilateralmente di stralciare gli accordi sottoscritti con i sindacati e la Regionae Toscana.

A rischio, già entro il prossimo 31 luglio, almeno 35 posti di lavoro.

Durante la trasmissione abbiamo sentito le parole di Alessandro Gasparri, segretario generale Cgil Pisa, di Angelo Capone, segretario generale Fiom Cgil Pisa, Fabio Berni, segretario generale Cgil Toscana, Daniele Calosi, segretario generale Fiom Cgil Toscana, Damina Fiamingo, della segreteria Cgil di Pisa e di Gianluca, uno dei tanti lavoratori somministrati Dumarey a rischio licenziamento.

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Dumarey, sciopero e presidio davanti allo stabilimento: sindacati e lavoratori chiedono il rispetto degli accordi

Martedì 21 luglio la diretta di Punto Radio da Fauglia, condotta da Carlo Palotti, ha raccolto le testimonianze di rappresentanti sindacali e lavoratori dopo la decisione dell'azienda di disdire l'intesa sottoscritta con Regione Toscana. Al centro della protesta il futuro dei lavoratori somministrati e della vertenza. La politica chiede il rispetto dell'accordo sottoscritto in Regione Toscana e l'apertura di un tavolo nazionale sulla vertenza

Presidio, sciopero di otto ore e un appello alle istituzioni per riaprire il confronto. È questo il quadro emerso nella mattinata di martedì 21 luglio davanti ai cancelli della Dumarey di Fauglia, dove Punto Radio ha seguito in diretta la mobilitazione con una trasmissione condotta da Carlo Palotti. Al centro della protesta la decisione dell'azienda di non dare seguito all'accordo sottoscritto nei mesi scorsi con Regione Toscana e organizzazioni sindacali, con il rischio immediato di perdere il posto per 35 lavoratori somministrati entro il 31 luglio.

Nel corso della trasmissione sono intervenuti il segretario generale della Cgil Pisa Alessandro Gasparri, il segretario della Fiom Cgil Pisa Angelo Capone, il segretario generale della Cgil Toscana Fabio Berni, la componente della segreteria Cgil Pisa Damiana Fiamingo e un lavoratore somministrato dello stabilimento.

Secondo Gasparri, la scelta dell'azienda rappresenta una rottura dell'accordo firmato l'8 aprile con Regione Toscana e Unione Industriale di Pisa, che prevedeva il ricorso agli ammortizzatori sociali per mantenere in organico tutti i lavoratori durante la fase di crisi. Il sindacato ha inoltre richiamato il Ministero a intervenire, definendo la Dumarey una realtà strategica per il comparto automotive toscano.

Angelo Capone ha ricordato che la mobilitazione è partita immediatamente dopo l'incontro con l'azienda e che il presidio sarebbe proseguito anche nei giorni successivi, ribadendo la volontà delle organizzazioni sindacali di continuare la vertenza a tutela dell'occupazione.

Uno sguardo più ampio è stato offerto da Fabio Berni, segretario generale della Cgil Toscana, che ha inserito la vicenda Dumarey nel contesto della crisi che interessa diversi comparti produttivi regionali, dall'automotive alla moda fino alla siderurgia. Berni ha evidenziato la necessità di politiche industriali nazionali e regionali, oltre che di un confronto con Governo e istituzioni, per affrontare le difficoltà occupazionali che stanno interessando numerose aziende toscane.

Nel suo intervento, Damiana Fiamingo ha posto l'attenzione sulla posizione dei lavoratori somministrati, sostenendo che la vicenda evidenzia una criticità strutturale del sistema. Ha ricordato come molti di loro lavorino nello stabilimento da circa dieci anni e ha spiegato che, secondo il sindacato, avrebbero potuto restare in azienda fino alla fine dell'anno usufruendo degli ammortizzatori sociali già concordati. La sindacalista ha inoltre definito distorto l'utilizzo della somministrazione quando viene impiegata come strumento di gestione della flessibilità senza prospettive di stabilizzazione.

La diretta ha dato spazio anche alla testimonianza di Gianluca, lavoratore somministrato in staff leasing da quattro anni e mezzo. Ha raccontato di svolgere le stesse mansioni dei dipendenti diretti e di vivere con incertezza l'attuale situazione, spiegando che né lui né gli altri colleghi sanno ancora chi sarà coinvolto nei licenziamenti annunciati. Ha inoltre espresso la preoccupazione legata all'età e alla difficoltà di ricollocarsi nel mercato del lavoro, auspicando che il confronto tra azienda e parti sociali possa riprendere per trovare una soluzione condivisa.

 


LE REAZIONI DELLA POLITICA

Ha scritto Antonio Mazzeo, consigliere Pd e vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.

«Sono vicino alle lavoratrici e ai lavoratori della Dumarey, oggi in sciopero e in corteo per difendere il proprio posto di lavoro e il futuro di un presidio industriale strategico per tutto il territorio pisano. La decisione di lasciare a casa 35 persone dal 31 luglio deve essere immediatamente ritirata».

Lo dichiara Antonio Mazzeo, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana.

«Quello che sta accadendo è ancora più grave perché l’azienda, soltanto pochi mesi fa, aveva sottoscritto con le organizzazioni sindacali e la Regione Toscana un accordo per salvaguardare i 93 lavoratori in staff leasing, garantendo il ricorso agli ammortizzatori sociali fino alla fine del 2026. Un cambio nei vertici o nelle strategie aziendali non può cancellare con un colpo di spugna gli impegni assunti davanti ai lavoratori e alle istituzioni».

«Non siamo davanti a una vertenza marginale. Negli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado sono coinvolti oltre 800 lavoratrici e lavoratori, con altrettante famiglie che chiedono certezze. È in discussione il futuro di un intero polo produttivo e di un settore, quello della componentistica automotive, che deve essere accompagnato nella transizione tecnologica con investimenti e una vera prospettiva industriale, non con licenziamenti e precarietà».

«Dumarey, inoltre, ha beneficiato di importanti finanziamenti pubblici nazionali, regionali ed europei destinati alla ricerca, all’innovazione e agli investimenti industriali. Quelle risorse non sono assegni in bianco: devono produrre sviluppo, rilancio produttivo e buona occupazione. Non è accettabile ricevere il sostegno della collettività e poi scaricare sui lavoratori il costo delle difficoltà e delle scelte aziendali».

«La regola deve essere semplice e non negoziabile: gli accordi si rispettano, i finanziamenti pubblici devono tutelare il lavoro e la transizione industriale non può essere pagata dalle persone più precarie. I 35 licenziamenti devono essere fermati e deve essere garantito il futuro di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori coinvolti».

 

Hanno scritto Massimiliano Ghimenti, consigliere regionale Alleanza Verdi e Sinistra e Anna Piu, segretaria provinciale Sinistra Italiana Pisa.

"La decisione annunciata da Dumarey di procedere già dalla fine di luglio con l'uscita di 35 lavoratrici e lavoratori in staff leasing rappresenta un fatto gravissimo. L'accordo sottoscritto lo scorso aprile presso la Regione Toscana aveva definito un percorso preciso per gestire la situazione occupazionale, garantendo la tutela dei 93 lavoratori coinvolti, gli ammortizzatori sociali fino al 31 dicembre 2026 e un lavoro condiviso tra azienda, sindacati e istituzioni per arrivare ad una soluzione stabile. 

Mettere oggi in discussione quel percorso significa non rispettare un accordo istituzionale e scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso delle difficoltà aziendali.

C'è poi una questione che va oltre questa vertenza. Lo staff leasing non può trasformarsi nello strumento attraverso cui aumentare la flessibilità delle imprese rendendo sempre più precario il lavoro. Se, alla prima difficoltà o ad ogni riorganizzazione produttiva, chi è assunto in staff leasing diventa il primo anello sacrificabile, allora siamo di fronte ad un modello che produce insicurezza e indebolisce il lavoro.

Per questo chiediamo all'azienda di ritirare i provvedimenti annunciati e di rispettare integralmente gli impegni assunti. Allo stesso tempo riteniamo indispensabile che il Governo apra con urgenza un tavolo di crisi presso il Ministero del Lavoro e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La Regione Toscana ha fatto fino in fondo la propria parte, costruendo un accordo e accompagnando la vertenza; adesso è necessario che anche il Governo si assuma le proprie responsabilità.

Il tempo non è infinito. Gli ammortizzatori sociali previsti dall'accordo scadranno il 31 dicembre 2026. Da qui ad allora occorre costruire una soluzione definitiva che salvaguardi l'occupazione, dia prospettive industriali allo stabilimento di Fauglia e restituisca certezze alle lavoratrici e ai lavoratori.

Come Alleanza Verdi e Sinistra porteremo questa vicenda anche in Parlamento attraverso un'interrogazione al Ministro del Lavoro e al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, affinché il Governo si attivi immediatamente per l'apertura del tavolo nazionale di crisi e chiarisca quali strumenti intenda mettere in campo per garantire il futuro produttivo del sito e la piena tutela dei livelli occupazionali.
Saremo al fianco delle organizzazioni sindacali e dei lavoratori in questa battaglia, perché il lavoro non può essere trattato come una variabile di aggiustamento né la precarietà può diventare la normalità."

 

Ha scritto Enrico Bruni, consigliere comunale del Partito Democratico di Pisa.

La crisi della Dumarey entra in una fase ancora più delicata. Dopo la comunicazione dell’azienda che prevede il licenziamento entro il 31 luglio di 35 lavoratrici e lavoratori in staff leasing, le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento di San Piero a Grado e di quello di Fauglia si fanno ancora più forti. Per questo il consigliere comunale del Partito Democratico Enrico Bruni e la consigliera comunale Maria Antonietta Scognamiglio hanno chiesto la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo affinché già nella seduta di giovedì possa essere discussa una mozione unitaria a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori della Dumarey, mentre i Giovani Democratici rilanciano la mobilitazione a fianco della vertenza.

«In questi giorni siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della Dumarey. Questa mattina siamo stati davanti ai cancelli dello stabilimento e abbiamo marciato insieme a loro per chiedere il ritiro dei licenziamenti. Crediamo che tutte le istituzioni debbano attivarsi immediatamente, perché perdere una realtà industriale come Dumarey significherebbe mettere a rischio non solo decine e decine di posti di lavoro, ma un pezzo fondamentale del tessuto produttivo del nostro territorio. La crisi dell’automotive e della metalmeccanica sta colpendo duramente anche la provincia di Pisa: dalla Dumarey alla situazione della Piaggio, emerge un quadro che non può più essere affrontato come una serie di episodi isolati. La difesa dell’occupazione industriale deve tornare ad essere una priorità politica per tutte le istituzioni e, in particolare, per il centrosinistra», dichiara Enrico Bruni.

Per Maria Antonietta Scognamiglio, «la notizia dei 35 licenziamenti annunciati dall’azienda entro il 31 luglio non rappresenta un fatto isolato, ma rischia di essere il primo passo di una ristrutturazione ben più ampia in un’azienda che occupa circa 850 persone e che costituisce una delle principali realtà manifatturiere del territorio. In questi anni la Regione Toscana ha sostenuto Dumarey con importanti risorse pubbliche proprio per salvaguardare produzione e occupazione. Oggi l’azienda dovrebbe assumersi la responsabilità di restituire al territorio ciò che ha ricevuto, ritirando i licenziamenti e riaprendo il confronto con la Regione e con le organizzazioni sindacali, per costruire insieme un percorso che garantisca il futuro produttivo dello stabilimento.»

Continua Scognamiglio: “Negli anni si è costruito un rapporto importante tra Dumarey, il territorio e le istituzioni. Attraverso percorsi condivisi, anche sostenuti dalla Regione Toscana, si è investito nella formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, creando competenze altamente specializzate che oggi rappresentano un patrimonio per tutta la provincia. Per questo chiediamo all’azienda un atto di responsabilità: non si possono disperdere professionalità costruite in anni di investimenti e collaborazione. Salvaguardare questi posti di lavoro significa salvaguardare un patrimonio industriale che in pochi possono vantare sul nostro territorio”

Sulla vertenza interviene anche Federica Sacco, segretaria comunale dei Giovani Democratici di Pisa: «Questa è una crisi che riguarda direttamente anche la nostra generazione. Quando un territorio perde industrie come Dumarey perde la possibilità di offrire ai giovani lavoro stabile, qualificato e tutelato. Il settore automotive e metalmeccanico rappresenta ancora oggi uno degli sbocchi occupazionali con le migliori garanzie contrattuali e sindacali. Se queste aziende chiudono o si ridimensionano, a tanti ragazzi e ragazze, soprattutto a chi dopo il diploma decide di entrare subito nel mondo del lavoro, rimangono quasi esclusivamente occupazioni nel turismo o nella ristorazione, spesso più precarie e meno tutelate.»

Bruni e Scognamiglio concludono: «Per questo abbiamo chiesto la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo affinché già giovedì il Consiglio comunale possa discutere la nostra mozione. Chiederemo al Comune di attivarsi immediatamente per ottenere il ritiro della procedura di licenziamento dei 35 lavoratori entro il 31 luglio, riportare l’azienda al tavolo di confronto con Regione Toscana e organizzazioni sindacali e salvaguardare la presenza di Dumarey sul nostro territorio. Chiederemo inoltre che la Regione Toscana avvii l’istruttoria necessaria per verificare il riconoscimento del territorio pisano quale area di crisi industriale complessa, perché quanto sta accadendo dimostra che non siamo di fronte a una singola vertenza aziendale, ma a una crisi che investe l’intero comparto manifatturiero della provincia. È il momento che tutte le istituzioni ne prendano piena consapevolezza e agiscano di conseguenza.»

 

 

 


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redazione.cascinanotizie