Emergenza abitativa a Pisa: 536 nuclei in attesa e oltre 3 milioni spesi in alberghi

Politica
PISA e Provincia
Mercoledì, 29 Aprile 2026

Denuncia di Diritti in Comune dopo la Seconda Commissione: «89 minori vivono in albergazione, alcuni dal 2020. Incerto il futuro del servizio dopo lo scioglimento della SdS»

PISA – I numeri della crisi abitativa a Pisa delineano i contorni di una vera e propria emergenza sociale. Secondo quanto emerso oggi durante la Seconda Commissione Consiliare permanente, sono 536 i nuclei familiari attualmente in stato di emergenza, con 188 persone — tra cui ben 89 minori — costrette a vivere in strutture alberghiere.

La denuncia arriva dai gruppi di opposizione "Una città in Comune" e "Rifondazione Comunista", che pongono l'accento sulla gestione del servizio in vista del prossimo 31 luglio, data in cui il consorzio della Società della Salute (SdS) verrà definitivamente sciolto. Da agosto, infatti, la gestione socio-assistenziale passerà direttamente sotto la responsabilità del Comune, ma ad oggi mancherebbero risposte chiare sull'organizzazione futura degli assistenti sociali e sulle sedi fisiche dove i cittadini potranno essere ricevuti.

«L'assessora Bonanno ha glissato sulle domande puntuali riguardo il futuro del servizio», attaccano i consiglieri di opposizione, segnalando inoltre un preoccupante sovraccarico per il personale dell'Ufficio Casa, attualmente composto da sole “due unità e mezzo” tra personale e dirigenti.

Sotto accusa finisce soprattutto l'enorme impiego di risorse pubbliche destinate alle albergazioni, una soluzione che la legge regionale indicherebbe come temporanea ma che a Pisa sembra essere diventata strutturale. Nel biennio 2024-2025, la spesa complessiva ha raggiunto l'astronomica cifra di 3.359.000 euro, con una media di 75 euro al giorno per nucleo familiare. «Ci sono famiglie albergate ininterrottamente dal 2020», denunciano i rappresentanti di Diritti in Comune, «risorse che dovrebbero essere investite per garantire un passaggio da casa a casa e non per tamponare un'emergenza infinita».

Secondo l'opposizione, le cause del fenomeno sono da ricercare in una politica urbanistica che favorirebbe esclusivamente il turismo: nel 2025 le locazioni brevi sono aumentate di 450 unità, provocando un'impennata del costo degli affitti privati. Viene inoltre criticata l'inefficacia dell'Agenzia Casa, frenata da un regolamento che impedirebbe di fatto l'accesso al mercato privato se non in casi eccezionali. «I numeri raccontano una città dove la crisi abitativa è sempre più feroce», concludono i consiglieri, «e dove manca totalmente un disegno politico capace di dare risposte a chi una casa non ce l'ha».


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massimo.corsini