Estrazione del dente del giudizio: le nuove frontiere chirurgiche per la riduzione del dolore

Cultura
PISA e Provincia
Giovedì, 3 Settembre 2026

Il dolore dopo un intervento di chirurgia orale preoccupa spesso i pazienti. E, l’estrazione del dente del giudizio è vista con particolare timore da molti.

I motivi sono diversi e vanno dalla posizione del terzo molare, in fondo alla bocca e difficile da vedere, al disagio dovuto alla sensazione di pressione che si può avvertire durante la procedura.

Questi fattori, in alcuni casi, possono portare a percepire l'intervento come più invasivo di quanto non sia in realtà. Da ricordare è poi il maggior impegno necessario da parte del chirurgo nei casi in cui il dente risulta totalmente o parzialmente incluso. 

È soprattutto la paura del dolore a preoccupare i pazienti che, molto spesso turbati dalle storie di amici e parenti, si approcciano a questa operazione pensando a quanto soffriranno nei giorni successivi alla procedura.

Negli ultimi anni, la tematica della riduzione del dolore peri e post operatorio in chirurgia orale è stata affrontata con metodo, il che ha portato a innovazioni che, nel 2026, permettono di rendere meno traumatici diversi interventi, tra cui l'estrazione del dente del giudizio.

Dolore per l'estrazione del dente del giudizio: come ridurlo?

Le tecniche chirurgiche per l'estrazione del dente del giudizio si sono evolute tantissimo negli ultimi tempi e per capire qualcosa di più sul tema abbiamo chiesto il parere di uno dei massimi esperti in Italia, il Dottor Fabio Cozzolino, noto online anche per la sua divulgazione di alta qualità nel campo della salute orale: "Il dolore post operatorio dipende molto dalla durata e dall'atraumaticità dell'estrazione. Oggi mediante l'uso di tecniche di estrazione avanzata come l'EWF, che si basa sull'utilizzo di leve al posto di pinze; l'uso del microscopio ottico, che permette di essere molto conservativi nell'eventuale taglio di gengiva e osso; l'uso di tecnologie atraumatiche per la separazione del dente e la rimozione dell'osso come la piezosurgery o la chirurgia sonica (che usando un movimento di sola vibrazione non surriscaldando l'osso), il dolore post operatorio è ridotto al minimo. Anche evitare, ove possibile, l'applicazione di punti, riduce molto le complicanze post operatorie come ad esempio l'alveolite secca."

L'esperto fa chiaramente presente che, oggi come oggi, un intervento che in passato causava un forte timore è molto più semplice da affrontare.

Sul sito ufficiale dello Studio Dentistico Cozzolino è possibile approfondire l’approccio terapeutico e conoscere meglio le tecniche utilizzate oggi dagli specialisti, a partire da quelle basate sul principio fisico della leva. 

Grazie a elevatori posizionati fra il dente e l'osso, questa tecnica permette infatti di moltiplicare la forza applicata e di ridurre l'impatto fisico dell'estrazione.

Le leve consentono di spingere il dente nella zona dove la resistenza è ridotta al minimo, riducendo drasticamente i rischi di frattura radicolare, che invece diventano frequenti con l'utilizzo delle pinze. Si tratta di una conseguenza estremamente fastidiosa, che comporta un ulteriore intervento per rimuovere i frammenti radicolari.

Cosa aspettarsi nei primi giorni di post operatorio?

Nei primi giorni post intervento va considerata come più che normale la sensazione di fastidio, che raggiunge il suo picco 36-48 ore dopo l'operazione. Per gestire il dolore è fondamentale seguire con attenzione il protocollo post operatorio indicato dallo specialista.

L'elenco dei medicinali da assumere comprende cortisonici, spesso fluorurati in modo da renderli più potenti rispetto ai cortisonici naturali e da lavorare in maniera mirata sull'infiammazione, ma anche eventuali antibiotici e antidolorifici.

Essenziale è il contributo del paziente per quanto riguarda lo stile di vita. Ciò vuol dire bandire per almeno 72 ore il fumo di sigaretta che, rallentando la cicatrizzazione, aumenta il rischio di infezione.

 

 



 

redazione.cascinanotizie