"Festival delle Colline Geotermiche", partenza il 14 maggio
Officine Papage - con la direzione artistica di Marco Pasquinucci e la direzione organizzativa di Annastella Giannelli - propone dal 14 maggio all’11 luglio 2026 un calendario articolato in 44 appuntamenti
Ci saranno: 6 prime assolute, 4 anteprime nazionali - che trasformerà i borghi della Val di Cecina e delle colline metallifere toscane in un sistema diffuso di spazi performativi mettendo al centro dialogo tra comunità, paesaggio, arte e teatro contemporaneo. “La bellezza dei margini” è il sottotitolo che anche quest’anno orienta il Festival delle Colline Geotermiche, nella convinzione che ciò che sembra laterale e fragile – nei territori come nelle biografie, nei linguaggi come nei processi creativi - in realtà rivela spazi di osservazione inediti e relazioni sempre nuove tra visibile e invisibile. Questa scelta parla la lingua profonda dei luoghi abitati dal Festival, vive nel loro paesaggio (come conferma il rinnovo della partnership con il Parco Nazionale delle Colline Metallifere UNESCO Global Geopark e Terre di Pisa), e detta la linea totale di Officine Papage, dal concept grafico 2026 - firmato da Enrico Pantani, pittore e disegnatore di questi luoghi ormai diventato una figura di spicco nel panorama nazionale - alle performance sul palco.
L’inaugurazione si terrà giovedì 14 maggio, una data che coincide con la celebrazione dei 400 anni dalla morte del grande Cristoforo Roncalli detto Il Pomarancio (Pomarance, 8 settembre 1552 – Roma, 14 maggio 1626) protagonista dell’arte europea tra manierismo e innovazione. In scena, la mostra-spettacolo “Ho visto Van Gogh. Matteo si espone” di Teatro Magro che traduce la dimensione della fragilità in gesto creativo tra biografia e arte, attraverso il lavoro pittorico e narrativo di Matteo Rosignoli ispirato all’opera di Van Gogh e Artaud.
Ospiti
La 15a edizione del Festival delle Colline Geotermiche mette in campo una fitta rete di artisti che unisce eccellenze nazionali e internazionali alla creatività delle nuove generazioni. A Pomarance arrivano gli artisti del Teatro Da Garagem da Lisbona, con “Metamorphoses” (4 giugno), ispirato all’opera di Ovidio, e Stefano Massini con "La ricerca della felicità" (14 giugno), uno spettacolo che risponde con vitalità e ironia alla dittatura del sorriso obbligatorio. Mauro Pescio - podcaster rivoluzionario - è a Montieri con il suo “Malamente” (20 giugno) per raccontare le zone d'ombra della cronaca e dell'animo umano nel ritmo magnetico della sua narrazione tra realtà e finzione. Il caustico umorismo di Luigi Ciotta si fonde con la poesia di Pīnar Bekaroglu, nella magia della natura (“I diari dello stare”, in anteprima il 21 giugno a Castelnuovo V.C.). Valentina Dal Mas porta a Pomarance (25 giugno) il suo “Luisa”, Premio Scenario Periferie 2023. Oscar De Summa presenta a Monteverdi M.mo in anteprima nazionale “I’m Looking For” (26 giugno), un nuovo monologo in cui il ricordo privato diventa un'indagine collettiva sulla sopravvivenza e sul destino. Andrea Pennacchi in "Shakespeare & Me" (Monteverdi M.mo, 10 luglio) racconta come Shakespeare, le sue opere e i suoi personaggi gli abbiano cambiato la vita, perché «le storie che racconti modificano il mondo (una persona alla volta)». Luca Radaelli chiude il Festival a Castelnuovo V.C. rievocando l’avventura di uno dei più grandi alpinisti italiani nello spettacolo “In capo al mondo. Viaggio con Walter Bonatti” (Castelnuovo V.C., 11 luglio).
Ma anche nel 2026 il Festival conferma la sua funzione di vero e proprio vivaio creativo under 35, questa volta immergendo i giovani artisti in un percorso di condivisione con le comunità delle colline. “Scavare e togliere. Esistere è una necessità spaziale” di Kauwa-Auwa (21-22 maggio, prima nazionale) coinvolge le corali del territorio, in un dialogo tra ricerca contemporanea e tradizione popolare. L’ironia surreale targata generazione Z è di scena con “Tik Tok TAC. Il risveglio del Principe d'Egitto” di Valerio Di Martino e Matilde Zavagli. (27 maggio, prima nazionale). Giulia Scotti in “Quello che non c’è” (28 maggio) propone uno spettacolo che intreccia illustrazione e narrazione in una riflessione delicata sulla memoria. Il collettivo OperazioneMiro (Premio Intransito 2025) porta a Pomarance “Oasi Kebab” (28 e 29 maggio), un lavoro che intercetta con energia e immediatezza le tensioni identitarie del presente. Pilar Ternera e Compagnia A.D.D.A. presentano “Disastri. Ovvero quel che resta” (25 giugno, prima nazionale), dove le storie frammentate del caos presente si ricompongono negli occhi di chi guarda.
Sezione Open
Il filo dell’attenzione a linguaggi e pubblici differenti attraversa tutto il Festival, soprattutto con lo sviluppo della ‘Sezione Open’, realizzata con il contributo dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. Si va dall’utilizzo degli Smart Glasses per la traduzione in tempo reale - come nello spettacolo di Ilaria Pardini “In compagnia dell’Ape Sunny” (18/22 maggio), fruibile anche per le famiglie delle comunità macedoni - al progetto di Valentina Lisi dedicato agli over 65, con la passeggiata teatralizzata “Il borgo parlante” e lo spettacolo “Ricordi” (21 maggio), fino alla riflessione su percezione e identità in chiave teatro-danza di “Aspettando Godot... Ha detto che non viene” (18 giugno, prima nazionale) - uno spettacolo corale di Paola Consani prodotto da Officine Papage e nato dal laboratorio “La porta senza maniglia”, aperto a anche a persone con disabilità fisica e psichica. Per arrivare alle sonorità ‘silenziose’ degli artisti sordi, come Diana Anselmo e Nicola Della Maggiora, e a performance come “Music For Your Body. Un viaggio nella dimensione dell’ascolto tattile” di Franco Corica, che lavora sulla percezione sensoriale della music dance (19 giugno).
Il “Cult”
In omaggio al territorio e alla profondità dell’ascolto, torna in scena lo spettacolo ‘cult’ di Officine Papage in versione itinerante: "L’Imbarazzo dell’Infinito", un dispositivo drammaturgico concepito per un singolo spettatore alla volta, ispirato al mondo di Isaac Asimov (Monterotondo M.mo, Montieri, Monteverdi M.mo e Sasso Pisano tra il 28 maggio e l’11 luglio)
Eventi Collaterali
Passeggiate, laboratori per adulti e ragazzi, apericene e incontri completano il programma, per moltiplicare le occasioni conviviali tra comunità, pubblico e artisti, consentendo agli spettatori di approfondire in prima persona l’esperienza del Festival.
Il Festival delle Colline Geotermiche è un progetto di Officine Papage. In collaborazione con Comune di Pomarance, Comune di Monterotondo Marittimo, Comune di Castelnuovo Val di Cecina, Comune di Monteverdi Marittimo, Comune di Montieri. Con il supporto di MIC - Ministero della Cultura, Regione Toscana. Con il contributo di Enel, SCL Ambiente. Si ringraziano i mecenati Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Progetto realizzato con fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese. In partnership con Parco Nazionale delle Colline Metallifere UNESCO Global Geopark, Terre di Pisa, Camera di Commercio Toscana Nord – Ovest, Volterra Valdicecina Consorzio Turistico, Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere – Università di Pisa. Media partner Radio Bruno.
