Futuro incerto per 13 lavoratori Amicobus
Presidio USB in Corso Matteotti. Azienda partecipata dai Comuni di Cascina e Calci. I lavoratori: "No alla vendita a privati"
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Amicobus, azienda partecipata dai Comuni di Cascina e Calci (10%) che fornisce il servizio di trasporto scolastico, presto potrebbe essere venduta a dei privati.
Nel piano di alienazione previsto dai Comuni, a quanto riferito da USB, non dovrebbero figurare due dei tredici lavoratori attualmente impiegati, i due, sotto contratto part-time.
La mattina di venerdì 14 febbraio, una delegazione dei lavoratori Amicobus, con il supporto dell'USB di Pisa, ha organizzato un presidio sotto il Comune di Cascina, in Corso Matteotti, per rivendicare le proprie perplessità sull'intera operazione.
Dubbi, che oltre a toccare il tema dell'occupazione, pongono domande sulla qualità futura del servizio, che ricordiamo essere essenziale per le famiglie.
"Riteniamo - ha detto Cinzia Della Porta, USB Pisa - che i Comuni debbano tornare indietro dalla scelta che stanno facendo".
A margine del presidio, Carlo Palotti, per Punto Radio Cascina Notizie, ha intervistato Cinzia Della Porta dell'Usb Pisa e Carmine Cerbone, dipendente Amicobus.
RIPORTA IL COMUNICATO USB.
I lavoratori e le lavoratrici di Amicobus sono oggi in conferenza stampa per manifestare la propria preoccupazione rispetto alle scelte che i Comuni di Cascina e Calci stanno facendo sul servizio di scuolabus.
Il Comune di Cascina ha deciso di liquidare la società Amicobus, società partecipata, pubblica al 100%, che gestisce il servizio di trasporto scolastico a Cascina e Calci.
Amicobus gestisce il servizio da 19 anni, occupa 13 lavoratori e la qualità del servizio offerto, a detta degli stessi sindaci, è decisamente buona, niente a che vedere con le gestioni fatte da aziende private di questo tipo di servizi (sempre detto dai sindaci).
Nell'incontro che abbiamo avuto la motivazione addotta è l'applicazione della legge Madia, e ci è stato comunicato che i bando prevederà il passaggio, con Ia clausola sociale, dei soli 11 lavoratori a tempo indeterminato.
Le nostre preoccupazioni riguardano la qualità del servizio e il futuro dei lavoratori mentre la giustificazione ufficiale ovverola legge Madia non ci convince, visto che Amicobus svolge un servizio essenziale (quale appunto il servizio di scuolabus).
In Italia da tempo e su molti piani e settori e servizi pubblici è stato dimostrato che il privato non garantisce la qualità del pubblico, molto semplicemente perché la finalità di qualsiasi azienda privata è il profitto quindi il sistema è piegato al raggiungimento di questo obiettivo. In questo senso, soprattutto negli ultimi anni, abbiamo visto diversi Comuni fare la scelta opposta ovvero dal privato re-internalizzare il servizio di scuolabus.
E il futuro dei lavoratori? la clausola sociale per 11 di loro garantisce il futuro? Pensiamo proprio di no.
Chiediamo quindi ai comuni di ritornare sulle loro scelte, di prendere in considerazione il bene dei cittadini, la qualità del servizio e la sicurezza dei lavoratori.
Chiediamo alle famiglie e alla cittadinanza di sostenere insieme a noi questa richiesta.