Gioco d’azzardo, Pisa tra dipendenze giovanili e grandi volumi di denaro
899 milioni scommessi nel 2025 tra crescita del fenomeno e rischio dipendenze
di Giulia Giuffrida
La provincia di Pisa si conferma uno dei territori più esposti in Toscana al fenomeno del gioco d’azzardo, soprattutto tra i più giovani, mentre sul piano economico emerge un volume di denaro particolarmente elevato legato a scommesse e giocate.
Secondo i dati del report ESPAD elaborato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Pisa, tra i ragazzi tra i 15 e i 19 anni il 9,7% dei maschi pisani presenta indicatori riconducibili a un comportamento di gioco problematico o potenzialmente dipendente. Si tratta del valore più alto registrato in Toscana, nettamente superiore sia alla media regionale (6,1%) sia a quella nazionale (8,3%).
Il fenomeno, pur non coincidendo con un’elevata diffusione del gioco in senso assoluto, segnala una maggiore incidenza di comportamenti compulsivi o difficoltà nel controllo dell’attività di scommessa rispetto ad altre province. Nel complesso, includendo anche le ragazze, la quota di giovani con profili problematici a Pisa si attesta al 5,5%, ancora sopra la media toscana (3,8%) e leggermente oltre quella italiana.
Più contenuti i dati relativi alla componente femminile, che resta su livelli decisamente inferiori ma non estranei al fenomeno: l’incidenza si mantiene poco sopra l’1%, in linea con il quadro regionale.
Accanto al tema della dipendenza, emerge anche la diffusione del gioco occasionale: circa sei adolescenti su dieci in Toscana dichiarano di aver giocato almeno una volta nell’ultimo anno, con Pisa leggermente sotto la media regionale ma comunque su valori elevati. Cresce inoltre il gioco online, che coinvolge quote significative di giovani in tutta la regione.
Se si sposta l’attenzione sul piano economico, il quadro diventa ancora più rilevante. In provincia di Pisa nel 2025 sono stati giocati complessivamente circa 899 milioni di euro, pari a circa il 10% del totale toscano, che sfiora i 9 miliardi complessivi.
All’interno della provincia, il peso maggiore è concentrato nel capoluogo: il comune di Pisa da solo registra circa 210 milioni di euro di giocate, pari a un quarto dell’intero volume provinciale. Seguono Cascina con 106 milioni, San Giuliano Terme con 58,3 milioni e Pontedera con 57,2 milioni.
Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nella sola provincia pisana risultano inoltre circa 775,5 milioni di euro “incassati”, pari all’87% delle somme giocate, a testimonianza di un flusso economico molto consistente legato al settore.
Nel confronto regionale, spiccano i valori assoluti di Firenze, che supera i 2 miliardi di euro di giocate, seguita da Prato con poco più di un miliardo, mentre Livorno e Lucca si collocano poco sotto il miliardo.
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un fenomeno doppio: da una parte la diffusione capillare del gioco tra i giovani, dall’altra l’elevata quantità di denaro movimentato, con Pisa che si colloca tra le realtà più significative della regione su entrambi i fronti.


