Il cambiamento epocale: da Corrado a Comolli come cambia il Pisa
L’addio della famiglia Corrado apre le porte a Damien Comolli, tra continuità e ambizioni internazionali
PISA - Un cambiamento epocale, non proprio un fulmine a ciel sereno almeno per gli addetti ai lavori, ma tutti i
protagonisti sono stati bravi a tenere il cambiamento sotto traccia, facendo trapelare poco o nulla all’esterno di quello che stava succedendo. Del resto, è un modus operandi del club già visto quando Alexander Knaster rilevò il pacchetto di maggioranza della società.
Dopo un decennio vissuto da protagonisti assoluti, la famiglia Corrado lascia ufficialmente la guida del Pisa Sporting Club, passando il testimone a Damien Comolli, nominato nuovo Presidente e Amministratore Delegato.
Restano, anzitutto, i doverosi ringraziamenti alla famiglia Corrado per aver posto fine all’era Petroni e all’agonia di una piazza che per almeno un decennio ha sofferto le pene dell’inverno fra avventurieri e «lestofanti» (per dirla alla Baldini). Hanno raccolto cenere e l’hanno trasformata in oro: due promozioni, due retrocessioni (una, la prima, non proprio figlia loro), tanti anni di Serie B e una società proiettata nel futuro con metodi spesso poco compresi da una piazza che era abituata a un calcio più acqua e sapone.
Il risultato finale restituisce un club stabile che guarda con ottimismo al domani, oggi saldamente nelle mani di uno degli uomini più ricchi del calcio italiano. Se ci mancheranno i Corrado? «Solo il tempo ce lo dirà».
Ma chi è il nuovo timoniere dei nerazzurri? Da Béziers ai campi della Premier League, passando per la rivoluzione statistica al Tolosa e le esperienze nei top club d’Europa, la nomina di Damien Comolli come nuovo presidente e amministratore delegato del Pisa Sporting Club non rappresenta soltanto un avvicendamento ai vertici societari, ma l’innesto di un dirigente dal profilo internazionale tra i più discussi e pionieristici del calcio contemporaneo.
Nato a Béziers il 24 novembre 1972, di origini italiane e in possesso della doppia cittadinanza, Comolli muove i primi passi nel calcio giocato nel vivaio del Monaco, prima di passare in panchina guidando l'Under 16 monegasca alla vittoria del campionato nel 1992, in anni in cui la prima squadra era affidata ad Arsène Wenger. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita a Nizza nel 1995 e una breve parentesi in Giappone come tecnico dell'Under 18 del V-Varen Nagasaki, nel 1996 entra a far parte dello staff proprio di Wenger all’Arsenal, ricoprendo il ruolo di osservatore capo fino al 2004. Nel cuore del Nord Londra, Comolli contribuisce in prima persona a costruire le fortune dei Gunners attraverso intuizioni di mercato formidabili, portando a Stamford Bridge e dintorni talenti generazionali del calibro di Thierry Henry, Robert Pirès, Sylvain Wiltord, Gaël Clichy, Emmanuel Eboué e Kolo Touré, in un ciclo trionfale impreziosito da tre titoli di Premier League, tre FA Cup e cinque Community Shield.
Nel giugno 2004 inizia la sua carriera da dirigente apicale assumendo la carica di direttore sportivo del Saint-Étienne, conducendo il club al sesto posto in Ligue 1 e in semifinale di Coppa di Francia, prima di lasciare la Francia a causa di alcune tensioni interne. Nel settembre 2005 fa ritorno a Londra, sponda Tottenham, come general manager con la supervisione dell'intero comparto tecnico. Negli Spurs, Comolli incide fin da subito qualificando la squadra per le competizioni europee e conquistando la Coppa di Lega nella stagione 2007-08 — il primo trofeo del club dal 1991. Il suo triennio a White Hart Lane è però segnato anche da forti frizioni con la gestione tecnica, in particolare con l'allenatore Martin Jol, e da contestazioni della stampa legate all'andamento altalenante di alcune operazioni di mercato. Ciononostante, la lista dei giocatori portati al Tottenham in quel periodo è di altissimo profilo: da Gareth Bale a Luka Modrić (futuro Pallone d'oro), passando per Dimităr Berbatov, Vedran Ćorluka e Robbie Keane, prima dell'esonero arrivato nell'ottobre 2008.
Un mese più tardi fa ritorno al Saint-Étienne, ma la seconda parentesi in biancoverde risulta più complessa e segnata da difficoltà di bilancio e da un rendimento sportivo al di sotto delle aspettative, culminato in salvezze sofferte e nelle critiche della presidenza sulla sostenibilità degli investimenti fatti.
Nel novembre 2010 sbarca al Liverpool come direttore della strategia calcistica, diventando ben presto direttore sportivo. In maglia Reds gioca un ruolo centrale in operazioni di mercato di primissimo piano, gestendo l'addio di Fernando Torres e chiudendo gli arrivi pesanti di Luis Suárez e Andy Carroll — quest'ultimo acquistato per una cifra record per il calcio britannico all'epoca. Nel febbraio 2012 contribuisce alla vittoria della Football League Cup, lasciando il club di comune accordo nell'aprile dello stesso anno dopo una stagione al di sotto delle ambizioni in campionato.
Dopo una parentesi internazionale in Turchia, dove dal giugno 2018 guida per un biennio il settore tecnico del Fenerbahçe introducendo in modo massiccio l'analisi dei dati e gestendo cessioni record come quella di Eljif Elmas al Napoli e Vedat Muriqi alla Lazio, Comolli trova la sua consacrazione manageriale in Francia.
Nel luglio 2020 assume la presidenza del Tolosa a seguito dell'acquisizione del club da parte del fondo americano RedBird Capital Partners, su indicazione – secondo quanto riportato da più fonti – del celebre dirigente di baseball Billy Beane. Sotto la sua guida, il club rossoblù compie una vera e propria metamorfosi basata sull'analisi statistica avanzata ispirata alla sabermetrica (il celebre approccio Moneyball).
Al Tolosa, Comolli conquista la promozione in Ligue 1 nella stagione 2021-22 e firma uno dei capolavori storici del club vincendo la Coppa di Francia nella stagione successiva, oltre a ottenere prestigiosi scalpi europei come la vittoria contro il Liverpool in Europa League. Un percorso virtuoso che ha permesso di valorizzare giovani talenti e di strutturare una delle migliori accademie di Francia, pur non risparmiandogli vicende giudiziarie legate a inchieste sulle commissioni ai procuratori, chiuse con una condanna a una multa e un anno di ineleggibilità nel dicembre 2024.
Il 28 maggio 2025 ufficializza l'addio al Tolosa, aprendo le porte al suo sbarco in Italia. Il 4 giugno 2025 viene nominato direttore generale della Juventus con deleghe sull'area sportiva maschile e commerciale, assumendo nel novembre successivo anche la carica di amministratore delegato in sostituzione di Maurizio Scanavino. L'esperienza in bianconero si conclude con le dimissioni presentate il 12 giugno 2026, al termine di una stagione chiusa al sesto posto in Serie A.
Oggi, per Damien Comolli, si aprono le porte di Pisa: una nuova e stimolante sfida nel calcio italiano, nel segno della continuità e della crescita globale del club nerazzurro.


