Il Comune di Pisa taglia il progetto FairPlay contro il bullismo
Dopo i recenti episodi di violenza giovanile e gli appelli alla prevenzione, fa discutere la scelta dell'amministrazione comunale di Pisa di non rifinanziare il progetto attivo nelle scuole. Giancarlo Freggia (Paim): "Caro sindaco, sul bullismo non si taglia"
Nel clima già segnato dagli ultimi episodi di violenza giovanile che hanno riportato al centro del dibattito il tema del disagio adolescenziale, la decisione del Comune di Pisa di non rinnovare il finanziamento al progetto FairPlay, solleva dubbi e polemiche.
FairPlay è un progetto di prevenzione del bullismo promosso dal Gruppo Paim e portato avanti da psicologi nelle scuole di Pisa e provincia. Accanto agli interventi formativi nelle classi, il progetto prevede sportelli di ascolto attivi sia all’interno degli istituti scolastici sia presso le Officine Garibaldi, utilizzati da studenti e famiglie come punto di riferimento nei casi di disagio e prevaricazione.
La mancata conferma del contributo comunale, pari a 8 mila euro annui, ha suscitato la reazione di Giancarlo Freggia, direttore generale e legale rappresentante del Gruppo Paim, anche perché Pisa risulta essere l’unico Comune coinvolto a non aver proseguito il sostegno economico al progetto.
Proprio nelle scorse ore, Freggia ha diffuso un post pubblico, ed affidato ai social una presa di posizione molto netta nei confronti dell’amministrazione comunale. Di seguito il testo integrale del suo intervento:
CARO SINDACO, SUL BULLISMO NON SI TAGLIA!
Gli 8.000 euro che avete sottratto ai ragazzi resteranno come la prova più chiara delle vostre priorità.
Il primo atto del Comune di Pisa dopo l’uscita dalla Società della Salute è stato cancellare la continuità di FairPlay, un progetto di prevenzione del bullismo portato avanti da un gruppo di psicologi nelle scuole di Pisa e provincia.
Un progetto riconosciuto a livello nazionale per la sua efficacia, per la sua serietà, per il suo impatto reale sulla vita dei ragazzi.
FairPlay non è solo formazione nelle classi è anche ascolto diretto, con sportelli attivi presso le Officine Garibaldi e all’interno degli stessi plessi scolastici.
Luoghi dove ragazzi e genitori possono rivolgersi in caso di episodi di bullismo, dove trovare supporto immediato, professionale, competente.
Un presidio concreto, quotidiano, che già molte famiglie conoscono e utilizzano.
Il Comune di Pisa è l’unico Comune a non voler più finanziare FairPlay.
E non stiamo parlando di cifre impossibili, stiamo parlando di 8.000 euro l’anno.
Otto mila euro, meno del costo di un singolo evento cittadino di basso livello.
Una cifra che qualunque amministrazione che creda davvero nell’educazione e nella prevenzione del disagio giovanile considererebbe un investimento minimo, quasi simbolico.
Si rinuncia a un progetto che lavora contro il bullismo, che forma gli studenti, che sostiene gli insegnanti, che costruisce cultura e consapevolezza.
E mentre si taglia sulla prevenzione del bullismo, si trovano senza esitazione 400–500 mila euro per una tappa del Giro d’Italia, e si spendono decine di migliaia di euro per organizzare la festa di Halloween.
Caro sindaco, comunque vada a finire questo progetto, la responsabilità politica di questa decisione resta tutta sulle spalle di chi ha stabilito che 8.000 euro sono troppi per proteggere i giovani, ma non lo sono per finanziare eventi effimeri.
Sul tema sicurezza, sul Pacchetto Sicurezza preparato dal Governo Meloni e sul disagio giovanile e l'uso di coltelli e armi bianche in genere, negli scorsi giorni abbiamo ascoltato i pareri del filosofo Maurizio Alfonso Iacono e della psicoterapeuta Simona Cotrone. Qua sotto i link agli articoli e le due interviste integrali.
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