Il Movimento No Base accoglie la Freedom Flotilla: "Toscana e Liguria trasformate in un corridoio della logistica militare"
Il coordinamento interviene in occasione del passaggio dell'imbarcazione lungo la costa tirrenica e rilancia la mobilitazione contro basi militari, traffici di armamenti e nuovi investimenti nel settore della difesa
Il passaggio della Freedom Flotilla lungo il corridoio tirrenico diventa l'occasione per il Movimento No Base di tornare a denunciare la crescente militarizzazione della Toscana e della Liguria.
In una nota, il movimento collega il viaggio dell'imbarcazione di solidarietà internazionale diretta verso i principali nodi logistici della costa alle proprie battaglie contro Camp Darby, le infrastrutture militari e i traffici di armamenti, annunciando anche nuove iniziative pubbliche in programma nei prossimi giorni tra Viareggio e Lerici.
Ha scritto il Movimento No Base.
Da mesi lo scriviamo, lo documentiamo e lo gridiamo nelle piazze: la Toscana e la Liguria sono state trasformate in un unico, gigantesco ingranaggio di preparazione alla guerra. Oggi, questa mappa della militarizzazione viene idealmente capovolta e sfidata dal passaggio della Freedom Flotilla, l’imbarcazione di solidarietà internazionale che sta attraversando il corridoio tirrenico toccando i porti e i nodi della logistica bellica per portare un messaggio di rottura della complicità e di stop al genocidio del popolo palestinese.
Da Livorno a La Spezia, passando per Marina di Carrara e risalendo il canale dei Navicelli, l'idrovia interna del porto fluviale di Pisa: la rotta della Flotilla ridisegna la geografia del rifiuto della guerra. Come Movimento No Base, insieme alla rete di lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti, cittadinanze attive che hanno dato vita al bollettino di inchiesta popolare HUB, accogliamo questo passaggio come equipaggio di terra sullo snodo cruciale del ponte girevole del Tombolo e sul Canale dei Navicelli.
In acqua, sulle imbarcazioni della Flotilla, sventola chiaro il messaggio: "Da tutti i fiumi a tutti i mari, no alla guerra e ai traffici militari, Free Palestine". A terra, a fare eco dalle sponde dei Navicelli, risponde la nostra parola d'ordine storica e immediata: "Liberarci dalle basi per liberarci dalla guerra, fuori Camp Darby dalla nostra terra".
Questo è il luogo simbolo in cui la finzione della "difesa" si scontra con la realtà della distruzione ambientale e della militarizzazione civile.
Da qui è evidente la devastazione nel Parco: il governo statunitense ha ordinato l'abbattimento di oltre 1.000 alberi della selva pisana in un'area protetta UNESCO per allargare il Tombolo Dock, l'idrovia civile è stata trasformata nella via d'acqua preferenziale per muovere armamenti da Camp Darby verso il Porto di Livorno.
Proprio su questi binari sono transitati ben 44 treni militari carichi di mezzi e munizioni tra il 2023 e il 2025, e a partire da qui grazie al monitoraggio popolare e alla determinazione collettiva abbiamo costruito le condizioni politiche per quel blocco dei flussi che ha dimostrato come la macchina bellica si possa fermare.
La Flotilla, risalendo e toccando le sponde del nostro territorio, connette i punti di un'economia di guerra che divora miliardi di fondi pubblici sottratti alla sanità, alla scuola, alla tutela ambientale e ai servizi sociali:
Tra Livorno e Pisa, dove si spendono 40 milioni di euro per l'hangar della 46ª Brigata Aerea e si progettano 520 milioni di euro per la nuova mega-base diffusa tra l'ex CISAM e la Tenuta Isabella a Pontedera, mentre alla stazione civile pontederese vengono iniettati quasi 4 milioni di fondi europei per la mobilità militare per allungare il binario 4 al transito di treni militari da 740 metri carichi di esplosivi in mezzo alle case.
A Marina di Carrara dove è stata velata in questi giorni dall'inchiesta di Altreconomia come il terminale "silenzioso" in cui transitano tonnellate di esplosivo di classe 1.1D (a massimo rischio di esplosione in massa), smascherando l'ipocrisia del finto "Porto di Pace".
Infine a La Spezia: Destinazione finale di questo corridoio logistico, dove il piano "Basi Blu" mette sul piatto 350 milioni di euro per dragare il golfo, cementificare le banchine e asservire l'intero territorio ai compiti di proiezione della NATO nel Mediterraneo allargato, blindando il patto di ferro tra Marina Militare e l'industria delle armi (Fincantieri e Leonardo).
Davanti a questo scenario, il passaggio della Flotilla è la dimostrazione che se loro globalizzano le rotte della morte, noi internazionalizziamo la resistenza. Bloccare la logistica militare, denunciare i traffici nascosti nei porti civili e opporsi alla costruzione di nuove basi significa fare la propria parte qui ed ora per fermare il Genocidio in Palestina e rifiutare l'arruolamento della nostra regione nel prossimo conflitto globale.
Il viaggio e la mobilitazione continuano subito nei prossimi giorni con due appuntamenti centrali sul territorio:
- SABATO 20 GIUGNO, ORE 17:30 - VIAREGGIO: Scendiamo in piazza per il grande corteo cittadino per la Palestina. L'appuntamento è in Piazza Margherita per unire le voci della Versilia e della costa contro il genocidio e la militarizzazione.
- LUNEDÌ 22 GIUGNO - LERICI: La Flotilla farà il suo ingresso nel Golfo dei Poeti, arrivando a Lerici per portare l'abbraccio dei movimenti e dei comitati liguri, sfidando direttamente i progetti di speculazione bellica delle "Basi Blu".
Dal ponte del Tombolo, dalle sponde dei Navicelli, dalle strade di Coltano ai binari di Pontedera: buon vento alla Flotilla. Il vostro equipaggio di terra continua la guardia.
Nessuna Base per nessuna Guerra.
