Industria toscana, Giani presenta ai sindacati un piano in cinque punti

Economia
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Lunedì, 27 Luglio 2026

Cgil e Cisl valutano positivamente l’avvio del percorso e chiedono interventi condivisi con il sistema delle imprese

Un piano articolato in cinque direttrici per rilanciare la produzione industriale e aumentare il peso del manifatturiero sull’economia regionale.

È la proposta illustrata dal presidente della Toscana Eugenio Giani nell’incontro con Cgil, Cisl e Uil, convocato dopo lo sciopero regionale dell’industria del 9 luglio.

Tra le priorità indicate figurano un utilizzo più efficace dei fondi europei, interventi sulla disciplina urbanistica, sostegno all’accesso al credito, rilancio dei distretti e una legge regionale dedicata alle crisi industriali.

Positivo il primo giudizio delle organizzazioni sindacali.

La Cgil considera il confronto un punto di partenza e chiede che incentivi e agevolazioni pubbliche siano vincolati alla permanenza delle imprese sul territorio e alla qualità dell’occupazione.

Sulla stessa linea la Cisl Toscana: la segretaria generale Silvia Russo parla dell’avvio di un percorso comune tra istituzioni, sindacati e imprese per la reindustrializzazione della regione, indicando come prossimo passaggio il coinvolgimento del sistema imprenditoriale. Al centro, per la Cisl, innovazione, attrazione degli investimenti e sostegno mirato alle imprese capaci di creare sviluppo e occupazione.

 

Ha scritto la Regione Toscana.

Un piano di azione fatto di cinque punti per “dare una scossa” alla produzione industriale toscana. Sono gli spunti presentati ai sindacati questa mattina dal presidente Eugenio Giani durante l’incontro a Palazzo Strozzi Sacrati, convocato dopo lo sciopero del 9 luglio scorso che aveva richiamato in piazza 5mila lavoratori contro il rischio deindustrializzazione del territorio regionale, per invertire la rotta e far risalire l'incidenza del manifatturiero sul Pil regionale dal 19% ad almeno il 20%, come peraltro richiesto anche a livello europeo. 
“E’ un piano aperto a proposte e che si pone come stimolo alla riflessione”, ha detto il presidente, ricordando che a inizio agosto riunirà un tavolo con tutte le categorie economiche. 

Per il presidente, la ricetta per il rilancio deve ripartire da una ottimizzazione e valorizzazione dell’utilizzo dei fondi europei, “perché occorre aumentare gli effetti prodotti”. In secondo luogo occorre agire sulla disciplina urbanistica per “aiutare l'attrazione degli investimenti”. Fondamentale sarà poi sostenere l'accesso al credito, e su questo punto Giani pensa al rafforzamento del ruolo di Fidi Toscana e Sviluppo Toscana. Tra le direttrici fondamentali, il rilancio dei distretti industriali in ottica allargata di filiere “con una ridefinizione degli interventi pubblici mirati ad alleggerire gli oneri strutturali per le imprese e il costo del lavoro”. Ultimo punto riguarda l’idea di una legge regionale per le crisi industriali, perché secondo Giani, “è necessaria la creazione di un nuovo quadro normativo regionale dedicato alla gestione delle crisi aziendali, offrendo strumenti legislativi e finanziari certi per sostenere la riconversione delle imprese”.

 

Ha scritto Cisl Toscana.

“Oggi può partire il cammino per mettere in campo un impegno comune di istituzioni, sindacati e imprese per la reindustrializzazione della Toscana. Ed è un percorso che ha preso impulso dalla grande manifestazione regionale di Cgil, Cisl e Uil dello scorso 9 luglio a Firenze.”
A dirlo è la segretaria generale regionale della Cisl, Silvia Russo che stamani, insieme a una delegazione della Cisl Toscana e ai colleghi di Cgil e Uil, ha incontrato il presidente della Regione Giani, per un faccia a faccia auspicato dai sindacati il 9 luglio e convocato dallo stesso governatore all’indomani dello sciopero del 9 luglio.

“E’ stato un incontro positivo – dice Russo – nel quale il presidente Giani ha presentato un quadro di riflessione e indicato un percorso di iniziative da attuare congiuntamente con sindacati e imprese. Il prossimo passo, indispensabile, sarà il coinvolgimento proprio degli imprenditori, con l’obiettivo comune di avviare la reindustrializzazione della nostra regione.”

“Per noi infatti – prosegue la segretaria Cisl Toscana - l’industria vale ben più del 19% del Pil, perché rappresenta un motore imprescindibile anche per gli altri settori. Per rafforzare il nostro manifatturiero occorre favorire l’innovazione da parte delle imprese, spingerle in questa direzione, attrarre investimenti con queste caratteristiche, vincolare chi viene ad investire in Toscana mirando meglio gli aiuti alla buona impresa. Tutti aspetti che ora dovremo discutere insieme a Regione e imprese per mettere a terra azioni concrete.”
“Apprezzabile e importante infine – conclude Russo - anche il protagonismo propositivo dimostrato, concordemente, da tutte le forze sindacali della nostra regione. Quello di oggi è solo il primo passo, ma va nella direzione giusta, quella della condivisione e della responsabilità.”

 

Ha scritto Cgil Toscana.

Oggi Cgil, Cisl e Uil della Toscana, con le categorie interessate, a Firenze hanno incontrato il presidente della Regione Giani, per un faccia a faccia convocato dallo stesso Giani all’indomani dello sciopero regionale unitario dell’industria (con manifestazione a Firenze) del 9 luglio.

Alla fine dell’incontro, ha detto Rossano Rossi (segretario generale Cgil Toscana): 

“Quello che si è svolto oggi in Sala Pegaso, in Regione Toscana, rappresenta un punto di partenza importante di approfondimento e valutazione della situazione del sistema industriale toscano. È un risultato reso possibile anche dalla straordinaria partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori allo sciopero e alla manifestazione del 9 luglio, che hanno imposto con forza il tema dell’industria e del lavoro.
Un punto qualificante del confronto è stata la condivisione, da parte delle organizzazioni sindacali e del presidente della Regione, dell’idea di vincolare gli aiuti pubblici, le agevolazioni e gli incentivi alle imprese alla loro permanenza sul territorio toscano, affinché le risorse pubbliche producano sviluppo stabile e occupazione di qualità e non finanzino processi di delocalizzazione o disimpegno produttivo.
Allo stesso modo, abbiamo ribadito che gli incentivi devono essere sempre accompagnati dalla pratica della contrattazione di secondo livello. È uno strumento indispensabile non solo per affrontare il tema della crescita dei salari, ma anche per rafforzare il monitoraggio sul rispetto dei diritti, della legalità e della qualità del lavoro lungo tutte le filiere produttive. Competitività, innovazione e buona occupazione devono procedere insieme: questa è la strada per costruire un futuro solido per l’industria toscana.

Nel confronto sono stati affrontati molti altri aspetti. Come CGIL abbiamo ribadito la necessità di sviluppare il dialogo su più livelli: da un lato sui grandi temi della politica industriale, chiamando il Governo ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità sugli ammortizzatori sociali e sulle strategie nazionali per il rilancio dell’industria; dall’altro proseguendo il lavoro con la Regione attraverso tavoli di approfondimento settoriali e distrettuali, indispensabili per avere un quadro puntuale delle difficoltà che stanno attraversando i diversi comparti produttivi della Toscana e individuare gli interventi più efficaci.

Abbiamo inoltre sottolineato l’importanza della formazione per accompagnare le trasformazioni digitali, energetiche e produttive in corso. Ma serve anche un’assunzione di responsabilità da parte del sistema imprenditoriale: le imprese devono investire sul futuro della Toscana, destinando finalmente gli utili all’innovazione, agli investimenti produttivi e al rafforzamento del nostro tessuto industriale”

Fonte foto Uil Toscana.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie