La curiosità. "Come i ladri di Pisa": il proverbio evocato da Pina Picierno e il suo significato
La vicepresidente del Parlamento europeo ricorre a un celebre modo di dire toscano per criticare la gestione della Rai. Un'espressione di origine popolare che descrive chi ostenta divisioni ma agisce di comune accordo
"Sulla Rai il campo largo e il centrodestra sembrano i ladri di Pisa: di giorno litigano e di notte vanno a rubare insieme". Con questa immagine, presa in prestito da uno dei proverbi più noti della tradizione toscana, la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno è intervenuta nel dibattito sulla governance del servizio pubblico radiotelevisivo.
Il riferimento è al celebre detto "fare come i ladri di Pisa, che litigano di giorno e vanno a rubare insieme la notte", utilizzato per descrivere persone o gruppi che mostrano pubblicamente profonde contrapposizioni ma che, dietro le quinte, collaborano quando convergono gli interessi.
L'origine del proverbio non è storicamente documentata. Secondo la tradizione popolare, i "ladri di Pisa" trascorrevano il giorno a litigare tra loro per la spartizione del bottino, salvo poi ritrovarsi uniti durante la notte per compiere nuovi furti. Più che raccontare un episodio realmente accaduto, il detto è diventato nel tempo una metafora efficace dell'ipocrisia politica e delle alleanze non dichiarate, entrando stabilmente nel patrimonio linguistico italiano.
È proprio a questo significato che si richiama Picierno nella sua critica al sistema delle nomine Rai. "In questi anni abbiamo assistito a una spartizione con il bilancino: il Pd ha avuto la sua fetta della torta, così come il Movimento 5 Stelle e così come la destra in tutte le sue sfumature. Ogni nomina viene concordata e parcellizzata, dai capi struttura fino a chi gestisce il bar di Saxa Rubra. Gli autori chiedono alle segreterie dei partiti quali esponenti invitare, sorelle, mogli e parenti vengono promossi nel nome del più classico consociativismo".
Il proverbio dei "ladri di Pisa", ancora oggi largamente utilizzato nel linguaggio politico e giornalistico, continua così a essere una delle espressioni più efficaci per rappresentare rivalità solo apparenti e accordi trasversali consumati lontano dai riflettori.


