La Toscana senza Serie A?
Un incubo nero su bianco, toccando ferro e ricordando il 1993-1994
C’è un rumore strano che serpeggia tra i bar sport della provincia di Pisa: non è il cucchiaino nella tazzina, è il toc toc della malasorte che bussa piano. L’idea, detta sottovoce per scaramanzia, è questa: al via del campionato di Serie A 1926-1927 potrebbe non esserci nemmeno una squadra toscana. Un pensiero noir, da film in bianco e nero, con la pioggia sui Lungarni e la radiolina che gracchia risultati cattivi.
Eppure non è fantacalcio. Guardando le classifiche e – soprattutto – le quote attuali dei bookmaker sulla salvezza di Pisa e Fiorentina e sulla promozione di Empoli e Carrarese, il quadro è più grigio che nero, ma comunque… grigio scuro.
Dal primo campionato a girone unico nel 1929-1930 fino ad oggi, la presenza di squadre toscane nella massima serie è stata regolare e spesso significativa. Livorno fu l’unica toscana al primo campionato “moderno” nel 1929-30, riuscendo a salvarsi.
Negli anni successivi, vari club regionali entrarono e uscirono dalla massima serie, dalla Fiorentina, con stagioni da protagonista e scudetti negli anni ’50, alla Lucchese, Pisa, Siena e altri. Per decenni, la Toscana ha avuto una presenza quantomeno sporadica in Serie A, con momenti di grande gloria sportiva e altre di profonda fatica.
Ma ci sono stati anche periodi bui per la Toscana in serie A. L’episodio più recente risale alla stagione 1993-1994, quando nessuna formazione toscana si qualificò per la massima serie. Quell’anno fu una ferita per i tifosi della regione: l’assenza di un club toscano nei primi livelli della piramide calcistica italiana fu vissuta come una piccola e dolorosa esclusione dal grande palcoscenico nazionale.
Il noir dei numeri: le probabilità (secondo le quote scommesse)
Usando alcune delle quote antepost e di promozione retrocessione disponibili sui principali siti di betting, proviamo a dare un’idea, pur semplificata, di quanto sia realistica l’ipotesi “Toscana Out”.
Serie A – Salvezza di Pisa e Fiorentina
Al momento non ci sono quote ufficiali specifiche per la salvezza di Pisa e Fiorentina disponibili liberamente (molti siti danno solo match odds o antepost generici), ma nel panorama generale le squadre non favorite per la retrocessione hanno spesso quote inferiori a 3.00 per ottenere almeno la permanenza nella categoria.
Se assumiamo che Pisa e Fiorentina abbiano quote di salvezza nell’ordine di 2.5-3.5, possiamo tradurre questa non-sicurezza in una probabilità stimata del 25-35% ciascuna di retrocedere (semplificando: quota più alta = rischio maggiore).
Serie B – Promozione (o play-off) di Empoli e Carrarese
Quote attuali di mercato sulla Serie B mostrano che:
L’Empoli è quotato circa 150 su vincente della Serie B o promozione diretta/alta classifica e circa 26 sulle quote di promozione su altri bookmaker.
La Carrarese è quotata molto più alta, all’incirca 250 per promozione diretta secondo alcune lavagne europee.
Semplificando molto:
L’Empoli ha una probabilità stimata di promozione di circa 10-15% se consideriamo quote alte e competizione tosta.
La Carrarese, in posizione ancora più deficitaria nelle previsioni, ha una probabilità inferiore (circa 2-5%).
Mettendo tutto insieme
Perché non ci sia nessuna toscana in Serie A nel 1926/27 servirebbe che Pisa e Fiorentina retrocedano e che Empoli e Carrarese non tornino (promozione o tramite playoff).
Anche con una semplice assunzione indipendente (che ovviamente nel calcio non è mai vero), un’idea di calcolo potrebbe essere:
Pisa retrocede (30%) × Fiorentina retrocede (30%) = 9% che entrambe retrocedano.
Empoli non va su (85%) × Carrarese non va su (95%) = 80% che nessuna Toscana sia promossa da B.
Moltiplicando le due combinazioni otteniamo una probabilità complessiva indicativa nell’ordine del 7-8% che la Toscana non abbia squadre in A in partenza della prossima stagione. Questa è una semplificazione grossolana (ma suggestiva), che dice che non è impossibile, anzi: è una chance reale e concreta, che mette i brividi se sei toscano di fede calcistica.
A questo punto scatta il protocollo scaramantico: ferro toccato, sale dietro la spalla, bestemmie laiche contro la matematica. Perché il calcio, si sa, non legge le probabilità. Le usa come carta da accendere per il falò dell’assurdo.
Del resto, la Toscana ha già vissuto stagioni con tre squadre toscane anche in Serie A (record nel 2005 quando Fiorentina, Empoli, Siena e Pisa raggiunsero una quota di quattro squadre nella massima serie). E non dimentichiamo che anche in cadetteria spesso la presenza di tre toscane è vissuta come un mini-derby perpetuo (ad esempio Pisa, Empoli e Livorno in Serie B in alcune stagioni).
Conclusione (con le dita incrociate)
Se davvero dovesse accadere, se davvero un agosto dovessimo sfogliare il calendario di Serie A senza trovare un nome toscano… beh, vorrà dire che staremo preparando il ritorno più rumoroso di sempre.
Nel frattempo, continuiamo a fare ciò che sappiamo fare meglio: discutere, sperare, gufare al contrario e – soprattutto – fare finta di niente. Che porta bene.