"Le Mani in pasta" su Punto Radio tra pasta, pane e zuppe
Le Terre di Pisa nel piatto: pane, zuppe e pasta d’autore, a Le Mani in Pasta, lunedì 9 febbraio, ore 12.15, su Punto Radio
Le Terre di Pisa sono sagre, folclore, eccellenze artigianali e prodotti di qualità. Ed esprimono una cucina popolare , identitaria, costruita su gesti antichi e materie prime essenziali. È da qui che parte la nuova puntata de Le Mani in Pasta, la trasmissione di Punto Radio condotta da Michele Del Ben e Luca Doni , dedicata alle eccellenze artigianali ed enogastronomiche del territorio, nata grazie al contributo del bando dedicato dal Consiglio Regionale della Toscana.
Protagonista della puntata è la tradizione pisana più verace, raccontata attraverso tre realtà simbolo: Il Campano, vincitore della puntata pisana di 4 Ristoranti di Alessandro Borghese. E con il titolare, Giampiero Mugnai, si parlerà di cucina di sostanza, di crostini e zuppe come anima della tavola pisana, di tradizione che diventa contemporaneità senza snaturarsi. E poi il Pastificio Martelli di Lari, che attraverso il racconto di Chiara Martelli entrerà nel cuore della pasta: grani, trafile, essiccazione lenta e una filosofia produttiva che ha reso un piccolo pastificio un riferimento internazionale, emblema della pasta artigianale italiana nel mondo. E quindi il pane dell’azienda agricola Floriddia a Peccioli, prodotto con farine di tipo 1, ricche di germe di grano e ottenute con la molitura a pietra di soli grani antichi riprodotti e coltivati in azienda, a lievitazione naturale e cottura in forno a legna. Il programma ospiterà anche i suggerimenti di Alessandro Balducci, sommelier, delegato Ais di Pisa che racconterà quali vini della DOC Terre di Pisa meglio si abbinano alle zuppe e crostini toscan, mentre in apertura di trasmissione, l’antropologa Lucia Galasso, autrice del libro “Storia e civiltà del pane”, ci racconterà il pane come segno, assumendo un punto di vista dichiaratamente simbolico che va ben oltre la portata tradizionale di questo alimento. Una puntata che non è solo racconto gastronomico, ma che vuole essere anche una riflessione culturale su identità, memoria e futuro del cibo locale.
