L'ossicombustore di Peccioli si farà, Barontini (M5S) passa dal no al sì: il voto che cambia il quadro politico
La Giunta regionale approva il PAUR per l’impianto che sorgerà a Legoli. Il progetto, da circa 130 milioni di euro, prevede il trattamento di 177 mila tonnellate di rifiuti e 75 mila di percolato l’anno. Il presidente Giani: "Possibile ridurre del 20% le bollette". Meini (Lega) attacca Barontini: "Un sì resta un sì"
Il progetto dell’ossicombustore di Legoli, nel comune di Peccioli, va avanti, ma a caratterizzare il voto della Giunta regionale del 7 settembre è soprattutto la posizione assunta dall’assessore all’Ambiente David Barontini. Esponente del Movimento 5 Stelle, nelle settimane precedenti aveva manifestato pubblicamente forti perplessità sull’impianto e sulla scelta di legare per decenni la gestione dei rifiuti toscani a questa tecnologia. Al momento del voto sul PAUR, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale, Barontini ha però votato a favore.
Il via libera della Giunta
Il risultato finale è stato di sette voti favorevoli e uno contrario. A opporsi è stato l’assessore al Lavoro Alberto Lenzi, espressione di Avs, mentre l’assessora pisana del Pd Alessandra Nardini non era presente. La Giunta ha così recepito l’esito positivo della Valutazione di impatto ambientale e le autorizzazioni necessarie alla realizzazione e all’esercizio dell’impianto. Il prossimo passaggio sarà quello della progettazione esecutiva.
Un progetto da circa 130 milioni di euro
Il progetto rappresenta uno degli interventi più rilevanti nel sistema toscano dei rifiuti. L’investimento previsto è nell’ordine dei 130 milioni di euro e l’impianto è dimensionato per trattare ogni anno circa 177 mila tonnellate di rifiuti e 75 mila tonnellate di percolato. Numeri che nei mesi scorsi hanno alimentato il confronto non soltanto sulla tecnologia utilizzata, ma anche sugli effetti che una struttura di queste dimensioni potrebbe avere sulla programmazione regionale e sui flussi di rifiuti necessari al suo funzionamento.
Le domande rimaste senza risposta
Proprio questi aspetti erano stati al centro delle perplessità espresse da Barontini.
Il 10 agosto Punto Radio gli aveva sottoposto tre domande, alle quali l'assessore aveva annunciato che avrebbe risposto. Risposte che, a oggi, non sono arrivate. I quesiti riguardavano l’alternativa concreta all’ossicombustore per chiudere il ciclo dei rifiuti non riciclabili, il possibile condizionamento della programmazione regionale determinato dalle dimensioni dell’impianto e la compatibilità dei tempi dell’autorizzazione con il Tavolo regionale per l’Economia Circolare.
Il voto favorevole rende oggi quelle domande ancora attuali. Non è possibile stabilire quale orientamento Barontini avesse già maturato il 10 agosto, ma il passaggio dal dissenso manifestato pubblicamente al sì espresso in Giunta segna comunque un cambiamento nella posizione assunta sullo specifico provvedimento amministrativo.
Barontini: "Restano ferme le perplessità"
Una distinzione che lo stesso assessore ha voluto sottolineare in una nota diffusa alle 20.58 di lunedì 7 settembre, dopo la riunione della Giunta. Per Barontini il voto rappresenta "la presa d’atto della conclusione di un lungo e complesso procedimento amministrativo e dell’esito della Conferenza dei servizi", mentre resterebbero ferme le perplessità già manifestate sul progetto.
Secondo l’assessore, il voto sul PAUR e la linea politica sulla gestione dei rifiuti devono essere considerati su due piani differenti. Da una parte, sostiene, vi è la responsabilità amministrativa relativa a un procedimento avviato nel giugno 2023; dall’altra, la definizione della futura strategia regionale. Barontini ribadisce quindi che il percorso dovrà puntare su prevenzione e riduzione dei rifiuti, recupero di materia ed economia circolare, con la revisione del Piano regionale di Economia Circolare come principale strumento di programmazione.
"Il voto espresso oggi non costituisce dunque un cambio di direzione politica, né può essere interpretato come un via libera a una strategia fondata sull’incenerimento", ha precisato Barontini.
Dal dissenso sul progetto al voto favorevole
La posizione dell’assessore separa quindi il giudizio amministrativo sul procedimento di Peccioli dalla linea politica generale rivendicata dal Movimento 5 Stelle. Resta però il dato del voto: sull’atto che consente al progetto di proseguire, l’assessore regionale all’Ambiente ha espresso un sì.
Una scelta diversa da quella di Lenzi, che ha invece mantenuto la contrarietà di Avs. Tra i tre assessori pisani della Giunta si sono così registrate tre situazioni differenti: Barontini favorevole, Lenzi contrario e Nardini assente.
Giani: "Possibile abbattere le bollette del 20%"
Il presidente della Regione Eugenio Giani ha rivendicato il risultato, sostenendo che l’ossicombustore consentirà di ridurre la quantità di rifiuti toscani conferiti fuori regione.
Secondo Giani, come riportato da Il Tirreno, la nuova organizzazione potrebbe creare le condizioni per un abbattimento del 20% delle bollette, argomento destinato a entrare nel confronto anche sul piano economico, insieme ai costi di realizzazione e gestione dell’impianto.
Il progetto prosegue, resta aperto il confronto politico
Con l’approvazione del PAUR, dunque, l’iter dell’ossicombustore compie un passaggio decisivo e si avvia verso la progettazione esecutiva.
Parallelamente resta aperto il confronto politico sulla futura pianificazione regionale dei rifiuti e, soprattutto, sulla compatibilità tra un impianto delle dimensioni previste a Peccioli e il modello di economia circolare che la stessa Regione dovrà definire nei prossimi mesi.
Il voto della Giunta regionale sull’ossicombustore di Peccioli alimenta il confronto politico. Elena Meini, responsabile Enti Locali della Lega Toscana, interviene sulla scelta dell’assessore all’Ambiente David Barontini, contestando la distanza tra le precedenti perplessità espresse dall’esponente del Movimento 5 Stelle e il voto favorevole sul progetto.
Ha scritto Elena Meini, responsabile Enti Locali – Lega Toscana.
«Il Movimento 5 Stelle si conferma ancora una volta il partito della coerenza… al contrario. Per mesi, e per tutta l’estate, abbiamo ascoltato dichiarazioni e prese di posizione contro il progetto dell’ossicombustore di Peccioli. Poi arriva il momento in cui dalle parole bisogna passare ai fatti e l’Assessore regionale del Movimento 5 Stelle David Barontini vota a favore. Un tradimento politico nei confronti dei propri elettori e della provincia di Pisa».
Così Elena Meini, responsabile Enti Locali della Lega Toscana, interviene sul voto della Giunta regionale relativo all’impianto di Peccioli.
«Barontini può definire il suo voto “sofferto” quanto vuole, ma in politica contano gli atti: un sì resta un sì. Se per tutta l’estate il Movimento 5 Stelle racconta ai cittadini di essere contrario a un progetto e poi, quando quel progetto arriva al voto, il proprio Assessore vota a favore, siamo davanti a una contraddizione politica enorme. In più non abbiamo ancora capito come intenda affrontare oggi il tema dei rifiuti in Toscana e soprattutto il loro smaltimento e come abbassare le tariffe.
Evidentemente essere forza di Maggioranza cambia molte convinzioni. Il Movimento 5 Stelle, nato come il partito della coerenza, delle battaglie ambientali e dei “mai con”, oggi dimostra che quando bisogna scegliere tra le proprie battaglie e gli equilibri della Maggioranza, sceglie quest'ultima.
E poi c’è il caso dell’Assessora pisana Alessandra Nardini. La sua assenza al momento del voto non può diventare una comoda via d’uscita. Quando si decide su un progetto così importante per la provincia di Pisa ci si mette la faccia: si vota sì oppure si vota no e poi si risponde della propria scelta ai cittadini. Non esserci è politicamente troppo facile. Qualsiasi altro impegno avesse avuto e che ci racconterà per motivare la sua assenza non sarà sufficiente e non giustificherà una assenza così pesante quando si decide su un progetto che riguarda il futuro dei nostri territori.
La fotografia di questa vicenda è quasi surreale: una parte della Maggioranza vota contro, mentre proprio il Movimento 5 Stelle, che per anni ha costruito la propria identità sull’opposizione a questi impianti, vota sì.
Noi abbiamo espresso da tempo le nostre perplessità sull’ossicombustore di Peccioli e chiediamo per la Toscana una politica impiantistica seria, moderna, sostenibile economicamente, capace di chiudere davvero il ciclo dei rifiuti e soprattutto di ridurre i costi per famiglie e imprese.
Ma oggi c’è una domanda politica molto semplice alla quale Barontini e il Movimento 5 Stelle devono rispondere: come si può dire no per tutta l’estate e votare sì quando il voto conta davvero?
Perché la coerenza non si misura con i post, con le interviste o con i comunicati stampa. La coerenza si misura quando arriva il momento di votare. E sul caso Peccioli il Movimento 5 Stelle ha scelto la poltrona e gli equilibri del campo largo, tradendo le battaglie raccontate ai propri elettori e alla provincia di Pisa».
Queste le tre domande poste da Punto Radio a Barontini lo scorso 10 agosto.
- Assessore, lei ha espresso forti perplessità sul progetto dell’ossicombustore di Peccioli, sostenendo che la questione non sia soltanto autorizzativa ma riguardi il modello di gestione dei rifiuti che la Toscana vuole costruire. Qual è, quindi, l’alternativa concreta che propone per chiudere il ciclo dei rifiuti non riciclabili?
- Il progetto di Peccioli prevede il trattamento di quantità rilevanti di rifiuti e percolato. Secondo lei il rischio è che un impianto di queste dimensioni finisca per condizionare per molti anni la programmazione regionale, creando la necessità di garantire determinati flussi di rifiuti? E quali elementi tecnici ritiene debbano essere approfonditi prima di una decisione definitiva?
- La Regione ha annunciato l'avvio del Tavolo per l’Economia Circolare. Come si conciliano i tempi di questo confronto con l’iter dell’ossicombustore? È possibile arrivare all’autorizzazione di un impianto strategicamente così rilevante prima di avere definito quale sistema impiantistico la Toscana intenda adottare per i prossimi decenni?
Questa invece la mail di Barontini fatta arrivare alle 20.58 di lunedì 7 settembre dopo il voto favorevole all'aossicombustore.
«Il voto favorevole espresso oggi sul PAUR dell’ossicombustore di Peccioli rappresenta, innanzitutto, la presa d’atto della conclusione di un lungo e complesso procedimento amministrativo e dell’esito della Conferenza dei servizi, sviluppato dagli uffici regionali e dagli enti coinvolti nel rispetto delle procedure previste. Restano ferme le perplessità sul progetto, già espresse pubblicamente, e il voto di oggi non modifica in alcun modo la mia posizione politica sul futuro della gestione dei rifiuti in Toscana». Così interviene l'assessore regionale all'ambiente David Barontini al termine della Giunta regionale del 7 settembre.
«Sono due piani distinti: da una parte c’è la responsabilità amministrativa di prendere atto della conclusione di un procedimento iniziato nel giugno 2023; dall’altra c’è la volontà politica di definire quale debba essere il futuro della gestione dei rifiuti in Toscana. Il nostro percorso politico resta quindi quello già tracciato e troverà nella revisione del Piano Regionale di Economia Circolare il suo principale strumento. La direzione non cambia: prevenzione e riduzione dei rifiuti, recupero di materia ed economia circolare. Il voto espresso oggi non costituisce dunque un cambio di direzione politica, né può essere interpretato come un via libera a una strategia fondata sull’incenerimento. Ho ritenuto doveroso assumermi la responsabilità del voto su un procedimento amministrativo arrivato alla sua conclusione, senza confondere questo atto con le scelte politiche che siamo chiamati a compiere per il futuro. Il procedimento amministrativo si conclude; il percorso politico prosegue nella direzione già intrapresa», così conclude l'assessore Barontini.
Ha scritto la Regione Toscana.
Nella seduta di oggi pomeriggio la Giunta regionale ha approvato una delibera con la quale dichiara la compatibilità ambientale del progetto per la realizzazione dell’ossicombustore che verrà realizzato nel polo impiantistico del “triangolo verde” in località Legoli a Peccioli (Pisa).
Si tratta dell'impianto di ossidazione termica, senza fiamma, per i rifiuti non riciclabili che aveva ricevuto l'autorizzazione definitiva nel giugno scorso.
“Un decisivo passo avanti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani in Toscana” - afferma il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “Il progetto di impianto di ossidazione termica, approvato dalla Giunta, è innovativo e primo in Italia di queste dimensioni e portata”.
“Si supera la logica degli inceneritori e dei termovalorizzatori - afferma il presidente Eugenio Giani - e si entra in una dimensione tecnicamente più evoluta, che non prevede emissioni nell’atmosfera ma, invece, una scomposizione molecolare che porta nell’ottica dell’economia circolare a creare materia che si trasforma in energia. Peccioli sarà il luogo di sperimentazione e di indirizzo di una Toscana che anche sui rifiuti saprà essere autosufficiente, non ricorrendo ad allocare fuori dalla regione i rifiuti ma che saprà con questo rigenerare la propria autosufficienza nello smaltimento”.
Il progetto di impianto di ossidazione termica mediante tecnologia flameless con recupero di materia, in località Legoli nel Comune di Peccioli (Pisa) è promosso da Novatosc Srl e Belvedere Spa, la società a partecipazione pubblica e popolare del Comune di Peccioli.
Nell'immagine l'ossicombustore di Peccioli elaborato da IA



