Maltrattamenti in famiglia: rifiuta il braccialetto elettronico, 31enne finisce in carcere

Cronaca
PISA e Provincia
Domenica, 21 Giugno 2026

La compagna aveva denunciato un'escalation di violenze e privazioni iniziata nel 2023

SANTA LUCE – Nella serata dello scorso 18 giugno, i Carabinieri della Stazione di Santa Luce hanno tratto in arresto un uomo di 31 anni, in esecuzione di un'ordinanza cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Pisa per il reato di maltrattamenti in famiglia.

L'attività investigativa ha preso il via lo scorso 10 giugno, quando la compagna dell'uomo si è presentata in caserma per denunciare un'escalation di violenze fisiche, psicologiche e atti persecutori che subiva dall'aprile 2023, in coincidenza con l'avvio della loro convivenza. Secondo quanto ricostruito dai militari, l'indagato imponeva alla donna i propri dettami culturali, limitandone progressivamente la libertà di uscita e di frequentazione, fino a costringerla a lasciare il posto di lavoro con il chiaro intento di privarla di ogni forma di autonomia economica.

A seguito della denuncia è stata immediatamente attivata la procedura d'urgenza, supportata dal SEUS (Servizio Emergenza Urgenza Sociale), che ha permesso ai Carabinieri di notificare inizialmente all'uomo il divieto di avvicinamento e l'allontanamento dalla casa familiare. Questo primo provvedimento cautelare prevedeva contestualmente l'applicazione del braccialetto elettronico, ma l'indagato ha negato il proprio consenso all'installazione dello strumento.

Il rifiuto del dispositivo di controllo statico, unito alla mancanza di un domicilio alternativo e al concreto rischio di reiterazione di nuove violenze, ha spinto il GIP di Pisa a ritenere inadeguata la prima misura meno afflittiva. Accogliendo pienamente gli accertamenti e le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri, l'Autorità Giudiziaria ha disposto l'immediato aggravamento della misura restrittiva. I militari dell'Arma hanno quindi rintracciato il trentunenne e, dopo aver espletato le formalità di rito, lo hanno condotto presso il carcere Don Bosco, dove rimane a disposizione dell'Autorità Giudiziaria su disposizione del Sostituto Procuratore di turno.


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massimo.corsini