"No alla cementificazione di via Rindi"
E' l'appello lanciato dal consigliere comunale di Diritti in Comune Ciccio Auletta e chiede che quell'area resti verde pubblico e i soldi destinati alla realizzazione di un parcheggio siano utilizzati per scuola e cultura
Questo il comunicato integrale
No alla cementificazione dell’area verde di via Rindi: quelle risorse si usino per le scuole, i beni culturali e la qualità della vita nei quartieri
Lunedì 31 marzo arriverà in Consiglio comunale la proposta di variazione al piano triennale dei lavori pubblici con la quale la Giunta Conti propone di stanziare 434.900 euro per la realizzazione di un nuovo parcheggio nell’area verde in via Rindi di fronte alle scuole Mazzini. L’ennesimo scempio che la Giunta Conti vuole realizzare a Porta Lucca nell'ambito del progetto dei nuovi parcheggi.
Noi abbiamo proposto un pacchetto di emendamenti con i quali chiediamo di stralciare questo progetto utilizzando le risorse per coprire le decine di migliaia di euro di tagli che si prevedono per le manutenzioni scolastiche, per la manutenzione dell’acquedotto Mediceo e per la riqualificazione di Largo Petrarca. Quest'ultimo è un intervento da anni e anni atteso dal quartiere Don Bosco ma che, secondo le previsioni della Giunta, verrebbe rinviato nuovamente al 2026.
Scuole, beni culturali, qualità della vita nei quartieri sono ancora una volta le nostre priorità contrapposte alla furia cementificatrice della destra che si era già manifestata con il progetto di realizzare un parcheggio all’interno del cortile delle scuole Filzi, poi bloccato grazie a una forte mobilitazione cittadina, a partire dalle proteste di quella comunità scolastica.
Ecco che a Porta a Lucca la distruzione di una area verde che era uscita dalla porta ora rientra dalla finestra in una forma potenziata: la cementificazione della grande area verde in via Rindi davanti alle scuole Mazzini prevede infatti una prima spesa di 435 mila euro per l’esproprio delle aree di circa 3 mila metri quadrati e la realizzazione di una parte dei lavori all’interno della cosiddetta “variante stadio”, che serviranno per un totale di 40-50 nuovi posti auto, secondo quanto riferito dagli uffici.
E’ una proposta che va subito fermata: il parcheggio sarebbe un attrattore di traffico pericoloso per la sicurezza delle alunne e degli alunni e per la qualità dell'aria senza dire che incentiverebbe le famiglie ad accompagnarli in macchina. Invece la grande area, contigua ad un parco pubblico, potrebbe diventare lo spazio verde polivalente che manca alle scuole Mazzini in cui immaginare attività didattiche legate alla natura (botanica, orticoltura ecc.), area sosta biciclette con rastrelliere, percorsi ciclo-pedonali dalla fermata del bus e dalle strade circostanti.
La scelta della Giunta Conti, in linea con quanto contenuto nel Piano della Mobilità e nel Piano strutturale, è quella di realizzare in maniera sistematica parcheggi cementificando aree permeabili. Tutto questo va nella direzione opposta a quanto invece si sta facendo nelle città per rispondere alle emergenze dovute al cambiamento climatico. Non è un caso che anche a livello europeo l’obiettivo è quello non solo di evitare perdite di superficie degli spazi verdi ma anzi di aumentarle. Esattamente il contrario di quanto sta facendo la giunta Conti, ignorando le proteste e le richieste dei cittadini e delle cittadine. Si persevera nella logica del cemento e nell’assenza di qualsiasi progetto di transizione sostenibile verso altri modelli di mobilità che non siano completamente incentrati sull’uso dell’auto privata, ma che rendano realmente accessibili e preferibili altre forme di trasporto.
Noi siamo assolutamente contrari alla cementificazione dell’area verde in via Rindi (già sommersa da un traffico ingestibile a causa del passaggio a livello e dal transito di frotte di turisti) così come di tutte le altre aree verdi cittadine, da via delle Trincere a quelle in San Giusto, in cui si prevedono nuovi parcheggi, per non parlare della scelerata ipotesi di riutilizzare il vallo del Giardino Scotto per le auto.
Diritti in comune: Una città in comune - Rifondazione Comunista