Contro la cessione di Amicobus ai privati. Lavoratori in sciopero e nuovo presidio sotto il Comune di Cascina
"Che l'operazione sia fermata"
Martedì 18 marzo, dopo alcune settimane dalla prima protesta inscenata in Corso Matteotti, i dipendenti di Amicobus, anzienda del trasporto scolastico, partecipata dal Comune di Cascina e dal Comune di Calci (10%), ma messa in liquidazione e prossima a diventare privata, hanno proclamato una giornata di sciopero ed organizzato un presidio sotto il palazzo comunale cascinese.
I dipendenti Amicobus non vogliono che l'operazione avviata non vada in porto, anzi, chiedono che sia fermata.
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A margine della manifestazione, Carlo Palotti, per Punto Radio Cascina Notizie, ha intervistato Simone Turini, coordinatore responsabile lavoratori Amicobus e Matteo Croatti, di USB Pisa.
Questo di seguito il comunicato diramato dai lavoratori in sciopero tramite USB.
SCIOPERO DEI LAVORATORI DI AMICOBUS. I COMUNI LIQUIDANO SOCIETA’ E LAVORATORI
I Comuni di Cascina e Calci liquidano la società Amicobus, società partecipata, pubblica al 100%, che gestisce il servizio di trasporto scolastico a Cascina e Calci.
Questa operazione va fermata per due semplici motivi:
qualità del servizio: il trasporto scolastico è un servizio essenziale, affidarlo a un privato, il cui obiettivo è esclusivamente il profitto, a cosa lo porterà? ben sappiamo cosa ha determinato in Italia la privatizzazione dei servizi pubblici essenziali.
il futuro dei lavoratori: il bando prevede il passaggio dei soli 11 lavoratori a tempo indeterminato ma i lavoratori sono 13 e anche per gli 11 inseriti nel bando, quali saranno le future condizioni di lavoro in termini di sicurezza, orari, salari, tempi e modi?
la motivazione addotta è l’applicazione della legge Madia, crediamo che questa operazione vada bloccata, cercando strade alternative, mettendo al primo posto il bene dei cittadini e dei lavoratori.
negli ultimi anni molti comuni, visti i risultati delle privatizzazioni hanno fatto scelte opposte ovvero la totale reinternalizzazione del servizio.
Chiediamo che i comuni non procedano in questo percorso, che mettano al primo posto la qualità del servizio e la sicurezza dei lavoratori
Chiediamo alle famiglie e alla cittadinanza di sostenere insieme a noi questa richiesta, di sostenere i lavoratori e chiedere che il servizio di Amicobus resti il mano al pubblico!