Acquistata “La Colonica”: primo incontro per il progetto di co-housing sociale de La RosaAmara Aps
Venerdì 16 gennaio un momento pubblico di condivisione ha segnato l’avvio del Condominio Sinergico promosso dall’associazione
Venerdì 16 gennaio La RosaAmara Aps ha celebrato l’acquisto dell’immobile denominato “La Colonica”, destinato a diventare sede di un progetto di co-housing sociale.
La La RosaAmara , realtà associativa cascinese, ha sottolineato come l’acquisto dell’immobile rappresenti non solo un traguardo, ma soprattutto l’avvio di una nuova fase.
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Un rendering del progetto La Colonica
Ha scritto Elena Meucci, presidente La RosaAmara Aps.
"Venerdì sera abbiamo brindato all’acquisto della casa che ospiterà il nostro progetto di co-housing sociale: Il Condominio Sinergico "La Colonica"
C’è chi è arrivato presto, chi è passato veloce, chi si è fermato un po’ di più. C’è chi è dovuto andare via prima e chi è arrivato dopo. Ognuno a modo suo ha attraversato questo momento, e ognuno lo ha reso più pieno.
Vedere la grande aia davanti alla casa riempirsi di persone, di voci e di passi è stato bellissimo. Uno spazio rimasto fermo per tanto tempo ha ripreso vita, anche solo per qualche ora. Ed è proprio questo il senso del nostro progetto: restituire vita ai luoghi e creare spazi in cui le persone possano incontrarsi e sentirsi parte.
Siamo una realtà piccola e semplice. Non facciamo parte di grandi reti e non abbiamo strutture alle spalle. Quello che abbiamo è fatto di relazioni, fiducia e ostinazione buona. Per questo il traguardo raggiunto non è solo un risultato, ma l’inizio di un piccolo grande miracolo costruito insieme, goccia dopo goccia.
In questa occasione abbiamo finalmente portato “a casa” Libera, la cavalla: un’opera collettiva nata due anni fa per riportare il tema della salute mentale fuori dai luoghi chiusi e dall’idea di esclusione. Libera è stata costruita da tante mani diverse, perché per noi la salute mentale è una responsabilità di comunità. Ritrovarla qui oggi ha avuto un significato profondo.
Abbiamo scelto di onorare il passato piantando due alberi, in memoria di due vite spezzate in modo tragico in luoghi che avrebbero dovuto essere di cura e protezione. Da una di quelle ferite, molti anni fa, è nata la nostra associazione. L’altra ci ha attraversati più recentemente, lasciando un segno profondo. Piantare questi alberi qui, oggi, nel primo spazio che sentiamo davvero nostro, è stato un modo per dire che nulla di ciò che è stato va perduto se qualcuno se ne prende cura.
Per noi ricordare non significa restare fermi, ma continuare a costruire, tenendo insieme memoria e futuro.
Un ringraziamento va agli operatori e ai volontari che in questi giorni hanno lavorato con grande impegno per pulire e ridare vita alle stalle, da cui partiranno i primi lavori. Vederle cambiare grazie alle mani e alla cura di tante persone è stato emozionante.
Da qui si comincia. E continuiamo a farlo insieme."




