Comuni montani declassati. La Lega: "Da sinistra solo allarmismo. Risorse garantite dalle Regioni"

Politica
PISA e Provincia
Giovedì, 12 Febbraio 2026

Giovanni Pasqualino e Manfredi Potenti: "Servizi essenziali garantiti"

Prosegue il confronto politico sul cosiddetto Decreto Montagna, dopo le polemiche dei giorni scorsi sollevate da amministratori, associazioni di categoria e partiti di centrosinistra.

La Lega interviene con una nota congiunta per respingere le critiche, sostenendo che la riforma non comporta né riduzioni di fondi né svantaggi per i territori esclusi dalla nuova classificazione dei Comuni montani.

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Hanno scritto Giovanni Pasqualino 8segretario Lega provincia Pisa) e il senatore del Carroccio Manfredi Potenti.

Comuni montani, nessuna penalizzazione per i territori esclusi e nessun taglio alle risorse. È questo, secondo la Lega, il quadro reale che emerge dal cosiddetto Decreto Montagna, al centro in queste ore di polemiche politiche, soprattutto in Toscana.

A intervenire con una nota congiunta sono Giovanni Pasqualino, segretario provinciale della Lega di Pisa, e il senatore Manfredi Potenti, che respingono le accuse mosse dalla sinistra parlando di “allarmismo strumentale” e di una narrazione che non trova riscontro nei testi ufficiali.

Secondo quanto evidenziato nella documentazione e nelle valutazioni espresse da ANCI, la riforma nasce da un confronto istituzionale ampio, al quale ha partecipato attivamente anche la Regione Toscana attraverso l’organo di rappresentanza della Conferenza. Un percorso che ha portato a criteri di classificazione più moderni ed equilibrati, senza lasciare indietro alcun territorio.

Uno dei nodi centrali riguarda la ridefinizione dei parametri per individuare i Comuni montani. Le nuove regole superano il criterio esclusivamente altimetrico e introducono elementi aggiuntivi, come fattori socio-economici e la pendenza media del territorio. Una revisione che, rispetto alle ipotesi iniziali, ha consentito di  mantenere pressoché invariato il numero dei Comuni riconosciuti come montani, pur escludendone alcuni. 

L’obiettivo più importante, sottolineano Pasqualino e Potenti, è però stato comunque raggiunto, continuare a tutelare i Comuni storicamente montani e garantire continuità al ruolo della montagna nelle politiche nazionali, senza creare penalizzazioni.

A rafforzare ulteriormente le garanzie interviene infatti la clausola di salvaguardia ottenuta da ANCI, che conferma la attualità di queste deroghe, per volontà delle regioni interessate. Questo significa che servizi essenziali come scuole, presidi sanitari e uffici postali continueranno a essere tutelati anche nei territori che, in base ai nuovi criteri potrebbero perdere formalmente lo status di Comune montano. L’aggancio al precedente elenco evita così qualsiasi impatto negativo immediato sui cittadini.

Viene inoltre chiarito dalla stessa legge Calderoli un aspetto ritenuto centrale per il mondo agricolo. La nuova classificazione dei Comuni montani non produce infatti effetti sulle misure previste dalla Politica Agricola Comune (PAC), disciplinata dagli articoli 38 e seguenti del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, né sull’esenzione dall’IMU per i terreni agricoli situati nei Comuni montani, come previsto dall’articolo 1, comma 758, lettera d), della legge 27 dicembre 2019, n. 160. Tali ambiti continuano a essere regolati dalle rispettive normative di settore.

Dal punto di vista finanziario, il decreto introduce inoltre un vincolo preciso per le Regioni, chiamate a garantire il mantenimento dei livelli di finanziamento precedenti. Nessun Comune appartenente al precedente elenco si troverà quindi con risorse ridotte a seguito della riforma, nel rispetto del principio di invarianza finanziaria.

“La riforma – concludono Pasqualino e Potenti – non è uno strumento di esclusione, ma una cornice normativa più moderna e coerente, che tiene insieme nuovi criteri nazionali e tutele regionali già consolidate. Le polemiche della sinistra sono infondate e fuorvianti, eventuali comuni ex montani non subiranno alcun danno e la montagna italiana esce rafforzata da questo percorso”.

Nella foto da sinistra: Giovanni Pasqualino e Manfredi Potenti.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie