"Senza consenso è stupro". Presidio a Pisa contro il DDL Stupro
Anche Pisa aderisce alla mobilitazione nazionale. Appuntamento domenica 15 febbraio (ora 16) in Piazza Vittorio Emanuele
Si terrà domenica 15 febbraio alle 16, in piazza Vittorio Emanuele a Pisa, la manifestazione promossa dal Centro Antiviolenza della Casa della Donna di Pisa insieme ad associazioni e collettivi cittadini contro il cosiddetto “DDL Stupro”. L’iniziativa si inserisce in una mobilitazione nazionale che coinvolgerà oltre cento piazze italiane.
Ha scritto la Casa della Donna di Pisa.
"Quando il consenso è sotto attacco, la risposta è collettiva" è lo slogan che aprirà la manifestazione di domenica 15 febbraio che alle 16.00 partirà da piazza Vittorio Emanuele.
Il Centro Antiviolenza della Casa della donna di Pisa, l’Associazione Frida - donne che sostengono donne di San Miniato, insieme ai collettivi transfemministi cittadini Kontromovimento, Anomalia Collettiva e Obiezione Respinta invitano le associazioni e coordinamenti cittadini ad aderire alla mobilitazione nazionale contro il DDL Stupro.
I presidi si svolgeranno in oltre cento piazze italiane, con assemblee pubbliche, interventi delle operatrici dei centri antiviolenza, testimonianze e momenti di sensibilizzazione aperti alla cittadinanza e alle realtà cittadine che da sempre si sono battute per i diritti delle donne.
“Il 15 febbraio 1996 venne approvata la legge 66 – rimarca il Cav di Pisa - che definì la violenza sessuale un reato contro la persona e non più contro la morale. A 30 anni dall’approvazione, è necessario ritornare in piazza per evitare l’approvazione del “DDL stupro” che sposta il focus non più sul consenso ma sul dissenso. Come può una donna che sta vivendo una esperienza traumatica, in cui il meccanismo del “congelamento” dissentire? Come può una ragazza, alla quale è stato fatto bere a sua insaputa una “droga”, mostrare il suo dissenso? Spostare dal consenso al dissenso significa non considerare le dinamiche della violenza sessuale e come donne dei Centri antiviolenza che accogliamo le sopravvissute esprimiamo la nostra profonda preoccupazione”
"La mobilitazione alla quale sono chiamate tutte le associazioni e le diverse realtà cittadine - sottolinea Ketty De Pasquale, presidente della Casa della donna - nasce dalla constatazione condivisa che il provvedimento rappresenta un arretramento sul piano culturale e giuridico nella lotta alla violenza maschile contro le donne, in particolare sul riconoscimento del principio del consenso come elemento centrale nella definizione del reato di violenza sessuale. Invito tutte e tutti a partecipare perché ogni passo indietro su questo terreno mette a rischio diritti faticosamente conquistati".
A livello nazionale hanno aderito l’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa, Casa Internazionale delle Donne, D.i.Re donne in Rete contro la violenza, Fondazione Pangea, Fondazione Una Nessuna Centomila, REAMA, UDI – Unione Donne in Italia con: Action Aid, ADV – Aganist Domestic Violence, Amnesty International Italia, CGIL, Comitato Scientifico di UNIRE-Università in rete contro la violenza di genere, Tocca a noi, UIL, UISP.


