Risparmio e tutela ambientale: il successo dell'acqua pubblica nell'Ateneo pisano

Cronaca
PISA e Provincia
Mercoledì, 25 Febbraio 2026

Università di Pisa, addio a 6,5 tonnellate di plastica: con gli erogatori risparmiati oltre 160mila euro

PISA – I numeri non lasciano spazio a interpretazioni: la scommessa dell'Università di Pisa sull'acqua pubblica si è rivelata una scelta vincente sotto il profilo ambientale, economico e della salute. Tra il 20 giugno e il 31 ottobre 2025, i 66 erogatori installati nelle sedi dell’Ateneo hanno distribuito circa 324.800 litri di acqua, l'equivalente di 649.600 bottiglie di plastica da mezzo litro. Il risultato immediato è stato il risparmio di ben 6,5 tonnellate di plastica, evitando le emissioni e i rifiuti legati alla filiera dell'imbottigliamento. Un progetto, coordinato dalla professoressa Giulia Romano per la Commissione sviluppo sostenibile, che ha trasformato le abitudini quotidiane di studenti e personale in un impatto ecologico misurabile.

Il dato più impressionante riguarda i costi: l'acqua erogata nei pochi mesi analizzati è costata all'Ateneo circa 1.500 euro. Se la stessa quantità fosse stata acquistata dalla comunità universitaria in bottigliette di plastica, la spesa complessiva non sarebbe stata inferiore ai 162.000 euro. «È difficile trovare un’altra misura di sostenibilità capace di combinare in modo così evidente beneficio ambientale e risparmio collettivo», sottolineano dall'Ateneo, evidenziando come la spesa per l'acqua confezionata sia quasi interamente assorbita dal costo dell'involucro e del brand. Oltre al risparmio, l'iniziativa tutela la salute riducendo l'esposizione a micro e nanoplastiche, spesso presenti nell'acqua in bottiglia. La qualità della risorsa è garantita dalla collaborazione con Acque SpA, che ha curato i campionamenti e i controlli periodici. Insieme al gestore idrico, l'Università ha inoltre promosso un «Decalogo per l'uso responsabile dell'acqua» e distribuito borracce riutilizzabili nei vari poli didattici. L'esperienza pisana si pone ora come un modello replicabile per altre istituzioni. «La transizione ecologica non è un orizzonte lontano, ma una somma di scelte quotidiane semplici e convenienti», conclude la nota dell'Ateneo, auspicando che questa buona pratica possa estendersi rapidamente a tutto il territorio regionale.

fotografia generata con AI


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massimo.corsini