Incendio sul Monte Faeta, il sindaco Cecchelli: “Ora il rischio è idrogeologico”
Dal Centro Operativo Comunale di San Giuliano Terme il punto sull’emergenza: evacuazioni tempestive e attenzione alle prossime piogge
Dopo l’incendio che ha interessato il Monte Faeta e parte del territorio tra Pisa e Lucca, l’attenzione si sposta ora sulle possibili conseguenze legate al maltempo. A fare il punto è il sindaco di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, intervenuto in diretta su Punto Radio durante la trasmissione “Le Mani in Pasta”.
Secondo quanto riferito dal primo cittadino, la fase più acuta dell’emergenza incendi è sotto controllo, ma resta alta la preoccupazione per il rischio idrogeologico. Le precipitazioni attese nelle prossime ore potrebbero infatti aggravare la situazione in aree già compromesse dalla perdita della copertura vegetale, in particolare nei versanti del Monte Faeta e della Valle di Asciano.
Nel corso dell’intervista, Cecchelli ha evidenziato come il sistema dei soccorsi abbia risposto in maniera efficace sul territorio comunale, sottolineando l’importanza delle evacuazioni preventive che hanno consentito di evitare conseguenze per la popolazione. Circa 3.500 le persone coinvolte negli sgomberi e quasi 800 gli ettari interessati dalle fiamme.
Il sindaco ha inoltre ribadito la necessità di proseguire negli investimenti in prevenzione, sia sul fronte dell’antincendio boschivo sia su quello della protezione civile, ricordando le iniziative già avviate dall’amministrazione e la richiesta di ulteriori risorse alla Regione Toscana.
Particolare attenzione è stata infine dedicata al tema della comunicazione durante l’emergenza, ritenuta fondamentale per garantire sicurezza e ridurre i rischi per la cittadinanza.
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Qua di seguito l'Intervista integrale
Michele Del Ben (Punto Radio):
Sindaco, buongiorno, mi sente, vero? Partiamo dalla situazione che c'è in questo momento a San Giuliano Terme e sul Monte Faeta: è stato tutto risolto?
Matteo Cecchelli (sindaco di San Giuliano Terme):
Abbiamo appena concluso una riunione al Centro Operativo Comunale per le prime valutazioni dopo l’incendio. Purtroppo siamo in attesa di possibili nuove criticità: sono previste piogge intense che potrebbero causare ulteriori danni. Il rischio idrogeologico è aumentato, soprattutto per l’assenza di vegetazione sui versanti del Monte Faeta e del Monte Castellare. La Valle di Asciano, attraversata da numerosi corsi d’acqua, potrebbe convogliare a valle detriti e materiale bruciato. Stiamo lavorando per prevenire una nuova emergenza.
Michele Del Ben:
Circa 3.500 sfollati e quasi 800 ettari bruciati: la macchina dei soccorsi ha funzionato?
Matteo Cecchelli:
Per quanto riguarda il nostro comune, il sistema ha risposto molto bene. Siamo stati coinvolti dall’incendio nel primo pomeriggio di giovedì e abbiamo immediatamente attivato le evacuazioni delle abitazioni sopra via Trieste. Questo ci ha consentito, durante la notte quando il vento è cambiato e le fiamme hanno iniziato a scendere, di evacuare rapidamente anche le aree più a valle senza conseguenze per le persone.
Michele Del Ben:
Questa emergenza cambia le priorità dell’amministrazione?
Matteo Cecchelli:
In realtà avevamo già iniziato a investire sulla prevenzione, acquistando mezzi e attrezzature e collaborando con le associazioni locali di antincendio boschivo. Lo scorso anno abbiamo realizzato un bacino idrico ad Asciano, fondamentale per i rifornimenti degli elicotteri. Dobbiamo proseguire su questa strada, rafforzando sia la prevenzione sia la protezione civile. Abbiamo già avanzato richieste di finanziamento alla Regione Toscana per nuove strutture dedicate alle emergenze.
Michele Del Ben:
I cittadini si sono sentiti informati e tutelati in questi giorni?
Matteo Cecchelli:
Per quello che ho potuto riscontrare, sì. Sono stato sul territorio per quattro giorni consecutivi, cercando di garantire una comunicazione costante. In situazioni come questa, informazioni chiare e tempestive sono fondamentali per evitare panico e confusione. Ho ricevuto numerosi messaggi di ringraziamento, segno che la presenza delle istituzioni è stata percepita.



