Pisa, nidi comunali a gestione indiretta: i genitori chiedono chiarezza sul nuovo bando
Anche dopo le rassicurazioni dell'assessore Buscemi, restano dubbi su monte ore, qualità del servizio e criteri di gara: le famiglie sollecitano un confronto con l’amministrazione
Tornano a chiedere chiarimenti i genitori dei cinque nidi comunali a gestione indiretta in merito al nuovo bando per l’affidamento del servizio educativo pubblicato dal Comune di Pisa.
Nonostante gli incontri istituzionali e le integrazioni alla documentazione di gara, restano aperte diverse criticità già evidenziate dalle famiglie, a partire dal calcolo del monte ore educativo e dal possibile impatto sull’organizzazione del servizio.
Tra le richieste anche quella di un confronto diretto con l’amministrazione comunale.
► LEGGI ANCHE: Nidi d’infanzia, il Comune di Pisa chiarisce il nuovo bando: “Nessun taglio ai servizi”
► LEGGI ANCHE il comunicato intergale del Gruppo dei genitori
Ha scritto il "Gruppo dei genitori dei cinque nidi comunali a gestione indiretta".
I genitori dei cinque nidi comunali a gestione indiretta tornano a chiedere chiarezza sul nuovo bando per la gestione del servizio educativo.
Dopo gli incontri con i capigruppo del Consiglio comunale, con l’assessore e con il dirigente competente, e dopo la pubblicazione di un’integrazione alla documentazione di gara, restano infatti aperte diverse preoccupazioni già sollevate con la petizione firmata dalle famiglie, alle quali integrazioni e dichiarazioni non danno risposta.
Il punto centrale riguarda il monte ore educativo previsto dal nuovo bando. Secondo quanto comunicato dall’assessore Buscemi, il nuovo bando garantirebbe un monte ore annuo teorico pari a 54.652 ore, superiore rispetto alle 50.610 ore del precedente affidamento. I genitori contestano però questo confronto, ritenendolo non omogeneo: il dato del vecchio bando non includerebbe le ore di educazione non frontale, che devono invece essere considerate per confrontare correttamente i due impianti.
Aggiungendo tali ore, il monte ore annuo del precedente bando risulta sostanzialmente identico a quello attuale (54.658,8), anzi leggermente superiore. In altre parole, a fronte di un servizio che nel nuovo bando prevede più posti, l’estensione di orario in alcune strutture e l’apertura fino a luglio, il monte ore complessivo delle educatrici resterebbe pressoché invariato.
“Non chiediamo di più, chiediamo che venga mantenuta la qualità del servizio oggi erogato”, spiegano i genitori. “Se aumentano i bambini e aumentano gli orari, ma le ore educative restano le stesse, il rischio evidente è una riduzione dell’attenzione educativa pro capite”.
La preoccupazione riguarda in particolare la distribuzione delle ore tra le diverse strutture. Secondo l’analisi dei genitori, a parità di monte ore complessivo il nuovo bando prevede un aumento di ore per San Biagio e Isola delle Farfalle, ma una riduzione per Snoopy, Albero Verde e San Rossore: i bimbi di questi asili riceveranno un taglio complessivo di poco meno di 1.400 ore annue rispetto a ciò che ricevono oggi.
Restano inoltre dubbi sul servizio di luglio. Nel vecchio bando il monte ore era calcolato su 210 giorni, corrispondenti al periodo settembre-giugno, nel nuovo bando lo stesso riferimento sembrerebbe esteso al periodo settembre-luglio. I genitori chiedono quindi un chiarimento puntuale anche su questo aspetto, così come sulla possibilità che i nidi a gestione indiretta accolgano a luglio bambini provenienti da altre strutture, pratica che in passato aveva creato difficoltà di riambientamento per bambini molto piccoli. "Si era raggiunto un ottimo risultato, confermato anche per il luglio 2026, perché non confermarlo e renderlo definitivo nel nuovo bando?" si chiedono le famiglie.
Le famiglie evidenziano anche il tema economico, più volte citato nelle dichiarazioni dell'assessore. Pur riconoscendo che l’importo complessivo del nuovo bando sia più alto in valore assoluto, ritengono necessario confrontare dati omogenei dovendo tener conto del mese di luglio che nel vecchio bando era quotato a parte: si passa da poco meno di 1.650.000 euro annui a poco più di 1.900.000 euro annui. L'incremento viene ridimensionato se si considerando anche inflazione e aumento del costo del lavoro dopo diversi anni.
Un ulteriore punto riguarda il criterio di aggiudicazione 70-30, che attribuisce il 70% del punteggio all’offerta tecnica e il 30% al ribasso economico. I genitori ricordano che la Regione Toscana raccomanda un rapporto 80-20 per servizi di questo tipo e che altri Comuni arrivano anche al 90-10, privilegiando in modo ancora più netto la qualità educativa rispetto al prezzo.
I genitori ribadiscono infine il proprio sostegno alle educatrici, agli educatori e a tutto il personale coinvolto, anch’essi in attesa di risposte chiare sul futuro del servizio e sulla stabilità lavorativa.
“Il nostro non è un attacco politico”, concludono le famiglie. “È una preoccupazione sincera, che riguarda il futuro dei nostri figli. Chiediamo all’Amministrazione di rispondere in modo chiaro ai dubbi posti, anche valutando la sospensione o il ritiro del bando se fosse necessario più tempo per approfondire. Siamo disponibili a condividere dati, calcoli e documentazione, ma chiediamo che nelle dichiarazioni pubbliche vengano confrontati numeri omogenei e che non siano ignorati i punti critici già emersi. Per questo chiediamo direttamente al Sindaco Conti, che ha dimostrato più volte disponibilità all’ascolto dei cittadini, un momento di confronto per poter esprimere personalmente le nostre preoccupazioni”.
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| 69.28 KB |


