Pressing delle opposizioni sui Nidi comunali: “Sospendere il bando e aumentare le risorse”
Le minoranze attaccano la giunta Conti: “Più servizi con lo stesso monte ore, rischio per qualità del servizio e lavoro”
Le forze di minoranza in consiglio comunale tornano a criticare il nuovo bando del Comune di Pisa per la gestione esternalizzata di alcuni asili nido, unendosi alle preoccupazioni già espresse da lavoratrici, famiglie e sindacati.
Secondo le opposizioni restano irrisolti i nodi principali: risorse ritenute insufficienti, aumento dei servizi a fronte di un monte ore sostanzialmente invariato e mancanza di un confronto strutturato con tutte le parti coinvolte.
Da qui la richiesta di sospendere la gara.
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Hanno scritto i gruppi consiliari di opposizione: Partito Democratico, La città delle persone, Diritti in comune, Sinistra Unita per Pisa.
Le forze di minoranza in Consiglio comunale si uniscono ancora una volta alle critiche e alle preoccupazioni espresse in queste settimane da lavoratrici, genitori e sindacati sulla importante gara da milioni di euro per la gestione esternalizzata di alcuni asili nido della nostra città.
Le rassicurazioni della Giunta Conti non sono in alcun modo sufficienti e anche la difesa d'ufficio sui numeri contenuti nel bando dell'assessore Buscemi si è sciolta come neve al sole grazie alla mobilitazione e alle proteste.
Se oggi il Comune è stato costretto ad annunciare integrazioni e chiarimenti alla documentazione di gara, è perché il tema è stato portato con forza all’attenzione pubblica e istituzionale. Le minoranze avevano richiesto la discussione in Commissione già dal mese di marzo e martedì scorso il confronto consiliare ha fatto emergere criticità e contraddizioni che non possono essere archiviate con dichiarazioni rassicuranti, a cui occorre dare ascolto e risposte.
È importante che sia stato ottenuto e svolto giovedì scorso un incontro con le famiglie, ma continuiamo a considerare grave il mancato coinvolgimento di tutte le organizzazioni sindacali e delle lavoratrici del settore. Da tempo i rappresentanti dei lavoratori e delle lavoratrici chiedono di essere ascoltati in Terza Commissione e anche le minoranze hanno più volte sollecitato il Presidente della Commissione affinché ciò avvenisse. Ma ad oggi questo non è avvenuto
Il punto centrale di questa importante vertenza resta completamente irrisolto. Non vengono stanziate nuove risorse strutturali, ma si promettono più servizi con un monte ore sostanzialmente identico a quello precedente.
Lo stesso assessore Buscemi ha dichiarato che il nuovo bando partirà da un monte ore “teorico” di 54.652 ore annuali. Il bando precedente ne prevedeva 54.658,8. In pratica: meno di sette ore di differenza sull’intero anno.
Eppure dentro questo stesso monte ore vengono caricati nuovi servizi: 4 posti in più al nido San Biagio, l’estensione oraria di Isola delle Farfalle e San Biagio, oltre al mese di luglio trasformato da servizio opzionale a offerta strutturale.
La realtà è molto semplice: si vogliono fare più servizi con le stesse ore. È una coperta già oggi corta, anzi cortissima. E poiché la gara sarà inevitabilmente soggetta a ribassi economici, il rischio concreto, come già, accaduto altre volte, è che il prezzo di questa operazione venga scaricato sulla qualità educativa, sull’organizzazione del servizio e sulle condizioni di lavoro di educatrici ed educatori.
L'unica strada è che siano stanziate più risorse per garantire qualità del servizio e del lavoro, altrimenti il cosiddetto potenziamento sbandierato dalla Giunta non è che l'ennesima operazione di facciata.
In una fase in cui il Comune rivendica solidità economica con l'avanzo di bilancio, servono investimenti ben più consistenti sui servizi educativi, sulla qualità dell’offerta per le famiglie e sulla tutela delle condizioni di lavoro di educatrici ed educatori.
Per noi non basta correggere o chiarire alcuni aspetti tecnici del bando: serve una scelta politica chiara che metta davvero al centro il welfare educativo cittadino. Occorre una inversione di tendenza contro questo il processo di esternalizzazzione che riduce le politiche pubbliche.
Per queste ragioni chiediamo l’immediata sospensione del bando, l’apertura di un confronto reale con famiglie, sindacati e lavoratrici del settore e una revisione complessiva dell’impostazione della gara, affinché vengano garantite risorse adeguate, qualità del servizio e tutela occupazionale.


