Smantella rete di finti finanzieri e truffe agli hotel

Cronaca
PISA e Provincia
Lunedì, 18 Maggio 2026

Indagine coordinata dalla Procura di Pisa: colpite strutture ricettive in 17 regioni. Cinque indagati per frodi, riciclaggio e usurpazione di titoli

Un’organizzazione dedita a truffe ai danni di strutture alberghiere è stata individuata e disarticolata al termine di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Pisa, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. Il gruppo operava su scala nazionale, prendendo di mira hotel situati in numerose località turistiche italiane.

Le investigazioni, sviluppate dalla Compagnia di Pontedera, hanno avuto origine da alcune segnalazioni presentate da operatori del settore, che avevano riscontrato modalità di raggiro analoghe. Dalle ricostruzioni emerge un sistema fraudolento strutturato e replicato in diverse città, tra cui Pisa, Verona, Padova e Perugia.

Secondo quanto accertato, gli indagati contattavano telefonicamente le strutture presentandosi come appartenenti alla Guardia di finanza, qualificandosi come ispettori o ufficiali. Dopo aver richiesto preventivi per soggiorni anche di lunga durata, fornivano recapiti apparentemente riconducibili a uffici istituzionali, in realtà falsificati.

Una volta confermata la prenotazione, i soggetti effettuavano pagamenti utilizzando carte di credito o credenziali di home banking di provenienza illecita. In un secondo momento, con il pretesto di sopraggiunti impegni di servizio, annullavano la prenotazione chiedendo il rimborso delle somme su strumenti di pagamento diversi da quelli originariamente utilizzati.

Il raggiro si perfezionava quando gli istituti bancari revocavano gli accrediti iniziali, risultati non autorizzati dai legittimi titolari delle carte. Le strutture alberghiere si trovavano così ad aver disposto rimborsi effettivi a fronte di transazioni inesistenti.

Le attività investigative, hanno consentito di identificare cinque persone, tutte di nazionalità italiana, ritenute coinvolte nello schema illecito. Le perquisizioni, eseguite nelle province di Viterbo e Napoli, hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici, carte di pagamento e altri strumenti utilizzati per le truffe, ora al vaglio degli inquirenti.

Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di truffa, estorsione, sostituzione di persona e riciclaggio.

 

 

 


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redazione.cascinanotizie